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martedì 6 novembre 2018

Bancari giù: i titoli preferiti dagli esperti in vista dei conti


Anche la seduta odierna non sta riservando nulla di buono per i titoli del settore bancario a Piazza Affari. Ad appesantire il sentiment degli investitori, oltre alla negativa intonazione del mercato, contribuisce il rialzo dello spread BTP-Bund che si presenta a 294 punti base, con un progresso di quasi due punti percentuali.

Ad avere la peggio è Ubi Banca con una flessione del 2,5%, tallonato da Banco BPM e Bper Banca che arretrano entrambi del 2,3%, mentre Intesa Sanpaolo cala dell'1,2%, seguito da Unicredit e Mediobanca che flettono dell'1,15%. 
A Piazza Affari i titoli del settore bancario continuano a rimanere sotto i riflettori dopo essere stati oggetto di attenzione già ieri sulla scia dei risultati degli stress test dell'Eba e della BCE.

I protagonisti del comparto devono ora fare i conti con un altro importante banco di prova, visto che a partire da oggi si entrerà nel vivo della stagione dei risultati riferiti al terzo trimestre. 
Proprio quest'oggi il Sole 24 Ore si è soffermato sul tema dei conti delle banche segnalando che le attese per l'intero settore non sono brillanti.
Ad impattare sui numeri degli ultimi tre mesi sarà infatti il rialzo dello spread BTP-Bund che ha ricadute negative sul capitale e sul profilo di rischio, intralciando al contempo il processo di pulizia dei crediti non performanti. Secondo le stime presentate dal quotidiano finanziario, l'aumento del differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco dovrebbe portare in media ad una riduzione di circa 8 punti base di Common Equity Tier 1 ratio per le banche.


A fare il punto della situazione sul settore sono stati anche gli analisti di Kepler Cheuvreux, i quali hanno calcolato che nel terzo trimestre l'utile complessivo del comparto dovrebbe risultare in calo a 1,87 miliardi di euro, rispetto ai 2,2 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno.

Andando a guardare da vicino i singoli titoli, a diffondere i conti trimestrali sarà oggi Intesa Sanpaolo e gli analisti di Kepler Cheuvreux si aspettano un utile netto in rialzo del 21,1% a 787 milioni di euro, a fronte di ricavi totali in calo dello 0,5% a 4,213 miliardi di euro. 
Il risultato operativo è visto in crescita dell'1,7% a 1,903 miliardi di euro, mentre gli accantonamenti netti dovrebbero mostrare una contrazione del 10,8% a 605 milioni di euro, sulla scia del processo di derisking in corso, mentre il margine di intermediazione è visto in riduzione dell'1,4% a 1,8 miliardi di euro.


Il broker si aspetta inoltre un Common Equity Tier 1 forte malgrado il peggior rischio sovrano italiano e in attesa dei dati ufficiali gli analisti confermano la loro strategia bullish su Intesa Sanpaolo, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 2,7 euro. 

Lo stesso invito all'acquisto viene ribadito per Ubi Banca, con un target price a 3,5 euro, in attesa della trimestrale che sarà diffusa oggi.
Il gruppo secondo gli analisti dovrebbe registrare una perdita di 14 milioni di euro, mentre i ricavi sono visti in calo del 2,5% a 889 milioni di euro. Il risultato operativo lordo dovrebbe scendere del 12,5% a 268 milioni di euro e quello netto del 25,3% a 116 milioni. Atteso un segno meno anche per gli accantonamenti per i quali si stima una riduzione dell'1,6% a 152 milioni, mentre il margine di intermediazione è visto in frazionale calo dello 0,1% a 458 milioni.


In generale gli analisti prevedono per Ubi Banca un buon trend operativo e una buona qualità del credito. 

Quanto a Bper Banca, che diffonderà la trimestrale giovedì, le stime di Kepler Cheuvreux parlano di un utile netto in rialzo del 71,6% a 51 milioni di euro, a fronte di ricavi pari a 489 milioni e di un margine di intermediazione a 272 milioni di euro.

Il risultato operativo lordo è visto a 161 milioni di euro e quello netto a 57 milioni, con un incremento del 20,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 
I conti di Bper Banca dovrebbero essere sostenuti da un minor costo del rischio e il broker segnala che il focus è sull'esecuzione del piano relativo alle esposizioni non performanti.


Anche in questo caso gli analisti mantengono una view positiva sul titolo, con una raccomandazione "buy" e un fair value a 4,2 euro.

Più cauta la strategia suggerita per Banco BPM, coperto con un rating "hold" e un prezzo obiettivo a 1,8 euro, non particolarmente distante dai prezzi attuali di Borsa.

Il gruppo alzerà domani il velo sui numeri del terzo trimestre che a detta di Kepler Cheuvreux risentiranno di componenti straordinarie positive. L'utile netto dovrebbe balzare del 35,9% a 176 milioni di euro grazie a minori accantonamenti, mentre i ricavi totali dovrebbero scendere del 6,2% su bae trimestrale a 1,063 miliardi di euro.


Per il risultato operativo si stima un calo del 15% a 380 milioni di euro, mentre quello netto dovrebbe salire dell'8,7% a 70 milioni di euro. Gli analisti prevedono accantonamenti in flessione del 19% a 310 milioni di euro, mentre il margine di intermediazione è visto a 541 milioni di euro, tenendo presente che il dato non è confrontabile con quello dello scorso anno per via della fusione di Banca Popolare di Milano e di Banco Popolare.


Infine, giovedì prossimo si conosceranno i numeri del terzo trimestre di Unicredit che attualmente non è coperto con un rating da Kepler Cheuvreux. Gli analisti si aspettano che l'utile netto del gruppo riporti una netta flessione del 69,1% a 871 milioni di euro, mentre i ricavi totali dovrebbero mostrare un frazionale rialzo dello 0,5% a 4,919 miliardi.

Il risultato operativo lordo è atteso in salita del 9,5% a 2,094 miliardi di euro, mentre quello netto dell'8,5% a 1,044 miliardi. 
Il margine di intermediazione dovrebbe attestarsi a 2,68 miliardi, con un rialzo del 3,9%, mentre per gli accantonamenti si stima una crescita del 10,5% a 1,095 miliardi.

Infine, Kepler Cheuvreux prevede che il Common Equity Tier 1 ratio scenda al 12,3% rispetto al 12,51% del secondo trimestre, per via del rialzo dello spread e di un effetto negativo sui cambi.
Fonte: News Trend Online

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