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venerdì 2 novembre 2018

Apple: i 2 motivi per cui il titolo è stato punito dopo i conti

New York, 2 nov. (askanews) - Poco importa che abbia chiuso gli ultimi tre mesi dell'esercizio 2018 con risultati record archiviando il migliore anno di sempre. Il mercato ieri nel dopo mercato a Wall Street ha punito Apple, con un calo arrivato al 7%, tanto che la capitalizzazione dell'azienda (la più grande al mondo) è scesa sotto i mille miliardi di dollari conquistati per la prima volta all'inizio dello scorso agosto.
Sono due le fonti di preoccupazione degli investitori. Il produttore dell'iPhone ha innanzitutto fornito previsioni caute per gli ultimi tre mesi dell'anno in corso, che per l'azienda rappresentano il primo trimestre dell'esercizio 2019. La delusione deriva dal fatto che storicamente il periodo ottobre-dicembre è il più forte perché comprende la stagione importantissima dello shopping natalizio, che in Usa inizierà il 22 novembre con il Giorno del Ringraziamento. Inoltre Apple ha annunciato nella call a commento dei conti che dalla prossima trimestrale non pubblicherà più il numero di iPhone, iPad e Mac venduti.
 Considerando che tra luglio e settembre il gruppo ha venduto lo stesso numero di iPhone dello stesso periodo del 2017, il mercato teme che per il dispositivo stia per iniziare una fase di declino. Inoltre, senza quei dati gli investitori temono di restare al buio senza avere gli elementi per capire cosa traina il fatturato.
Va detto che se il numero di unità venduto è rimasto invariato nel quarto trimestre fiscale rispetto allo stesso del 2017 (46,9 milioni di iPhone contro i 48,4 milioni attesi dagli analisti), i ricavi generati dallo smartphone sono cresciuti del 29% annuo. E' il segno che la strategia di aumentare i prezzi, a cominciare da quelli dell'iPhone X, sta premiando. Strategia che Apple intende replicare con i Mac. Non a caso questa settimana l'azienda californiana ha presentato i nuovi MacBook Air e Mac mini con prezzi più alti dei modelli precedenti. 
 Il direttore finanziario, l'italiano Luca Maestri, ha cercato di calmare gli analisti spiegando che il numero di unità vendute di iPhone, iPad e Mac "non rappresenta necessariamente la forza sottostante del nostro business e non è più rilevante come in passato". E mentre Apple punta sempre di più sui Servizi - categoria che ha messo a segno un altro record con ricavi trimestrali a un passo dai 10 miliardi di dollari (+17 annuo) - il Cfo ha promesso che dalla prossima trimestrale verranno forniti i margini della categoria che comprende App Store, AppleCare, Apple Pay, Apple Music e Cloud Services. Le altre guidance resteranno invariate.
Proprio sulle guidance Maestri ha dovuto spiegare perché le stime dell'azienda sui ricavi attesi negli ultimi tre mesi del 2018 (89-93 miliardi) siano così conservative. Il direttore finanziario ha parlato di cambi sfavorevoli che peseranno sul fatturato per 2 miliardi di dollari, di incertezze macroeconomiche e di squilibri tra la domanda e l'offerta.
Tutto questo ha fatto passare in secondo ordine risultati brillanti. Nei tre mesi chiusi il 29 settembre scorso, gli utili sono cresciuti del 32% a 14,13 miliardi. I ricavi sono aumentati di quasi il 20% a 62,9 miliardi. Tutte le aree geografiche, Cina inclusa, hanno registrato incrementi a doppia cifra del fatturato. In Italia come anche in Germania e nella Corea del Sud c'è stato un +25%, ha detto Maestri nella call.

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