-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 1 ottobre 2018

Strategie di trading e titoli da monitorare per questa settimana

 
Le decisioni del governo italiano hanno creato più di una preoccupazione sui mercati, soprattutto quello tricolore. Molti i dubbi ma nell'attesa di un chiarimento come gestire la situazione sull'indice italiano? La risposta di Sante Pellegrino, trader indipendente che il 12 ottobre a Milano terrà un corso di analisi e nuove strategie di trading intraday. Qui i particolari. 
La settimana scorsa si è chiusa con un venerdì nero per il mercato italiano.  
Dopo il tonfo delle borse post Def (Documento di Economia e Finanza) si può facilmente affermare che i mercati sono rimasti sicuramente spaventati da quello che è il progetto italiano di cui però si conoscono pochi particolari, se non attraverso alcune informazioni generiche. Tralasciando le dichiarazioni fatte anche in veste di “spot pubblicitario” sarà meglio aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per capire per bene cosa il governo attuerà in Decreto. Di certo ci sarà un'aliquota al 15% per le P.IVA di professionisti, il che fa ben sperare in un una ripresa economica grazie all'allentamento del fisco sui liberi professionisti. Per quanto riguarda poi le cartelle esattoriali si cercherà di intervenire aiutando chi ha pendenze con Equitalia. Infine, l'altro punto saliente, è il famoso reddito di cittadinanza di cui si conoscono solo alcune indiscrezioni tra cui quella che riguarda l'obbligo dell'iscrizione ai Centri per l'Impiego per tutte quelle famiglie con reddito mensile inferiore ai 750 euro. Si parla anche di una riforma della Legge Fornero e quindi di un recupero di quella soglia d'età che superava quota 100.
Dall'altra parte dell'Oceano, intanto, la Fed ha confermato il rialzo dei tassi di interesse. Come potrebbe aver influenzato i mercati europei? 
Queste, in estrema sintesi, le novità principali. Sul fronte dello spread di guarda a una corsa del 20% in una sola seduta, che ha portato il differenziale oltre i 280 punti. Un trend che se fa spaventare, a livello tecnico, è stato creato sia dal DEF oppure è conseguenza dell'aumento dei tassi di interesse come spesso avviene da quando la Fed ha iniziato il suo processo di normalizzazione delle politiche monetarie? In effetti questa seconda opzione non è da scartare, se non altro come “contributo” alla zavorra data dalla notizia dell'accordo di governo, dal momento che ogni volta che la banca centrale ha annunciato una stretta, il mercato ha reagito sempre negativamente nei giorni successivi all'annuncio. Nei prossimi giorni si capirà meglio se quanto avvenuto è solo un accanimento politico dei mercati contro l'Italia oppure una reazione alla Fed.
Personalmente ritengo che l'aumento dei tassi Usa sia una specie di azzardo nel senso che si aumenta il costo die prestiti ma parallelamente sono stati inseriti i dazi tanto voluti da Trump; si è quindi creato uno scenario in cui si è voluto stimolare i consumi con la riforma fiscale ed il taglio delle aliquote frenandoli con l'aumento dei prezzi e dei costi sui finanziamenti. Il tutto senza contare l'aumento anche dei risvolti negativi a livello del commercio internazionale. Non è da escludere, però, che il calo registrato in queste ore e che potrebbe continuare anche nelle prossime sedute, non sia da interpretare come un elemento di appetibilità verso l'Italia, nazione che, a prescindere, potrebbe vedere un ritorno della voglia di rivalsa del popolo italiano.
Passiamo alle previsioni per il Ftse Mib  
Per quanto riguarda il quadro tecnico il Ftse Mib aveva cambiato ciclo il 15 settembre, ciclo che è stato rialzista fino ad un certo punto. Analizzandolo, infatti, il 15 è stato il giorno del cambio che ha fatto entrare verso il trend rialzista tutto il mercato. Infatti abbiamo toccato le resistenze importanti, tra queste quelle dei 21.600 punti, ma abbiamo anche detto negli incontri scorsi che si trattava di rimbalzo; infatti, la vera resistenza che avrebbe dato il punto di svolta sul mercato, era quella di 21.750 punti, cosa che però non è accaduta. Quindi i 21.600 erano una resistenza di preallarme dal momento che sui 21.600-21.500 punti non ci sono stati volumi di acquisto ma di scarico dei titoli, il che faceva intuire, anche se non in maniera estrema, questa voglia di discesa, tanto che già nella giornata del 27 il mercato ha aperto in gap down. Anche questo sarà argomento del corso del 12 ottobre che si terrà a Milano, corso dove parleremo di tecniche intraday. (LINK).
Tornando al Ftse Mib, ora è importante mantenere questo supporto che è dinamico, cioè 20.500 è un supporto interessante anche perchè siamo arrivati in ipervenduto violento (-4% sull'indice non si vedeva da moltissimo tempo). Se questo livello dovesse continuare è molto probabile che avremo un gap di esaurimento per poi riassorbire tutto il movimento oppure potremmo galeggiare ai livelli di 20.500 per poi andare a ritestare le resistenze intorno ai 20.900-21mila punti. Importante non superare il supporto dei 20.500: caso mai dovesse accadere, primo obiettivo sarà 20.100 punti e secondo 19.750.
Quali i titoli da monitorare?   
Un titolo che ha spaventato è stato sicuramente Banca Intesa con il suo -8%. Atteso a 2,17 euro dai grandi investitori per chiudere un gap, il titolo ha sofferto a livello tecnico sia per una configurazione che non si è confermata, quella del cup&handle: a 2,46-2,45 c'è stata la lateralità del titolo dove effettivamente è stato abbastanza distribuito, a differenza del futures, con il cambio ciclo Intesa ha creato un pattern di inversione, quindi Breakaway come per il Ftse Mib il 27 ed expansion gap il 28. Atteso, a questo punto il terzultimo gap di esaurimento. Supporto importante, questa volta più statico che dinamico per Intesa è quello dei 2,16-2,17 euro e resistenza che può far tornare il sorriso è solo il superamento di 2,46. La rottura del supporto di 2,16-2,17 porterà il titolo in prima battuta a 2,13 supporto molto forte, seconda battuta verso i 2 euro. Generali è il titolo che bene o male ha tentato di difendere il mercato ma non ce l'ha fatta. Dopo l'apertura negativa di gap down il titolo è ritornato su un supporto forte di 14,60-14,65, da qui potrebbe difendersi e solo il ritorno sopra l'area di 15 euro fa ben sperare ad un ritorno della successiva resistenza a 15,25 e successivamente a 15,50. Eni non ha perso poi così tanto perché capitalizza parecchio. Dopo una lunga discesa sotto i 16 euro, ha tentato di ritornare sopra i 16,30. Il supporto questa volta è abbastanza statico perché fa da spartiacque tra il trend ribassista e quello rialzista, è quello dei 16 euro; questo non deve assolutamente essere violato perché se no si andrebbe al ribasso fino a 15,50 prima e 15 successivamente. Il rialzo può avvenire solo al superamento della prima resistenza dinamica a 16,45 e successivamente a 16,60.

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.