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venerdì 5 ottobre 2018

Salgono gli interessi USA


Salgono gli interessi USA

By Peter Rosenstreich
Gli analisti attribuiscono l’aumento alla forza dell’economia USA, ai commenti da falco della Fed, a fattori tecnici o anche alla possibile domanda di maggiorazioni di rendimenti. Tuttavia, la consistente emissione societaria, la maggiore base di finanziamento in dollari e anche le questioni legate alla copertura della convessità dei mutui potrebbero aver spinto la curva.
Poiché si prevedono consistenti emissioni, sia dal Tesoro sia dalle società statunitensi, sospettiamo che i mercati siano sempre più affollati e che i solidi dati USA abbiano solo dato una spinta.
La Fed ha ammorbidito i toni sulle stime circa un tasso neutrale, cosa che ha dato al mercato spazio per ricalcolare i livelli chiave.

L’aumento dei tassi non è un fenomeno che riguarda solo gli USA. I rendimenti europei hanno tenuto il passo. La correlazione fra i rendimenti USA e l’USD e l’azionario diventerà negativa. Tassi d’interesse più alti (i rendimenti dei decennali USA si aggirano intorno al 3,50%) esercitano pressioni anche sulle condizioni fiscali, cosa che dovrebbe pesare sui corsi azionari.
Storicamente, l’azionario non sale di pari passo con i tassi. Forse per questo motivo l’S&P 500 è in calo.

Messico invariato

By Peter Rosenstreich
Come previsto, la Banca del Messico ha tenuto fermo il tasso overnight al 7,75%. L’accordo commerciale fra Messico, Canada e Stati Uniti e i rendimenti più alti suggeriscono un ulteriore miglioramento del peso (MXN).

Il prossimo dato sull’inflazione sarà cruciale per prevedere la prossima mossa di Banxico.

Economia USA florida

By Arnaud Masset
I mercati si aspettano che il tasso di disoccupazione USA sia sceso al 3,8% a settembre. Le buste paga non agricole (NFP) dovrebbero essere calate a 185.000 unità dalle 204.000 del mese precedente.
Le retribuzioni orarie medie dovrebbero essere scese lievemente, al 2,8% dal 2,9% di agosto. Tutti gli indicatori riferiti al mercato del lavoro sono positivi.
La disoccupazione è ai minimi dall’inizio del millennio. L’inflazione si sta muovendo nella direzione giusta. Lo scenario da “Riccioli d’Oro” ha consentito alla Federal Reserve di alzare i tassi otto volte negli ultimi tre anni.

Stando alle ultime proiezioni, molto probabilmente questo ciclo si fermerà nel 2020. Entro quella data, il tasso sui Fed Funds raggiungerebbe circa il 3,4%. Allora cosa determinerà i tassi di cambio? Il dollaro USA cavalca un’onda positiva dall’inizio dell’anno ma non è riuscito ad ampliare i guadagni, nonostante l’ampliamento del differenziale con i tassi d’interesse di gran parte delle altre valute.
Qualcuno potrebbe dire che la liquidazione degli attivi di bilancio della Federal Reserve diventerà il principale catalizzatore per il dollaro, ma noi crediamo che gli sviluppi nel mercato del lavoro e l’inflazione rimarranno le determinanti principali.
Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online

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