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lunedì 8 ottobre 2018

Piazza Affari resta in pericolo: è bene prepararsi al peggio?


Anche l'ultima seduta della prima settimana di ottobre è stata archiviata con il segno meno dalle Borse europee che dopo il calo di giovedì hanno continuato a perdere terreno. Il Cac40 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,95% e dell'1,08%, mentre è rimasto più indietro il Ftse100 con un calo dell'1,35%.
Le vendite hanno dominato la scena anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 20.345 punti, in flessione dell'1,3%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 2.0583 e un minimo a 20.321 punti.
E' preceduto dal segno meno anche il bilancio settimana visto che nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips ha ceduto l'1,77% rispetto al close del venerdì precedente.
Nella prima sessione di ottobre il Ftse Mib ha provato a reagire al pesante crollo di fine settembre, ma dopo aver tentato un attacco ad area 21.000 ha subito un rapido ripiegamento verso i 20.600 punti.

Le vendite sono proseguite nella sessione successiva quando l'indice ha aggiornato di una manciata di punti minimi dell'anno a ridosso dei 20.200. Da questa soglia è partita un recupero che non ha trovato conferme sopra i 20.700/20.800 punti, con successivo ripiegamento verso area 20.350 in chiusura di settimana.

Ftse Mib a ridosso dei minimi 2018: rottura o nuovo rimbalzo?

L'andamento delle ultime giornate ha chiaramente dimostrato l'incapacità del mercato di dare vita ad una reazione duratura e credibile nel breve.

La reazione dai minimi dell'anno è da leggere al momento come un semplice rimbalzo tecnico, ma perchè sia scongiurato il rischio di ulteriori discese serve qualcosa.
Il Ftse Mib deve difendere da una parte il bottom dell'anno in asrea 20.200, ma dall'altra deve riconquistare alcune soglie di prezzo oltre le quali si potrà assistere ad una ripresa più decisa, tale da consentire un cambio di sentiment quantomeno da negativo a neutrale.
Molto dipenderà anche dagli sviluppi sul fronte politico, visto che la scena nelle prossime settimane sarà dominata dal confronto tra l'Italia e l'Europa sulla manovra del Governo.


E' questa la principale incognita per il nostro mercato che al contempo però deve fare i conti con un contesto generale delle Borse che proprio nelle ultime sedute sembra apparire meno favorevole.
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A Wall Street stiamo assistendo ad un ritorno delle vendite e un'eventuale accelerazione ribassista degli indici americani avrà inevitabilmente un effetto trainante a Piazza Affari che non riuscirà certo a muoversi in controtendenza, ancor più in una fase come quella attuale in cui appare già più fragile di altri mercati.
Dal punto di vista tecnico le possibilità di assistere a nuovi tentativi di recuperi sono affidate alla tenuta del minimo in area 20.200, già testata in quattro occasioni.


Sopra i 20.500 punti il Ftse Mib tornerà a mettere sotto pressione l'area dei 20.700/20.800, superata la quale ci sarà spazio per un test della soglia psicologica dei 21.000.
Un primo allentamento delle tensioni ribassista si avrà con lo sfondamento di questo ostacolo, preludio ad una prosecuzione degli acquisti con target a 21.500 punti prima e in area 22.000 in un momento successivo.
Lo scenario alternativo a quello appena delineato prevede uno sfondamento al ribasso dei minimi a 20.200, la cui rottura alimenterà evoluzioni ribassiste anche pesanti.

Il Ftse Mib con buona probabilità sarebbe destinato a raggiungere la soglia dei 19.200/19.000 punti, previo passaggio intermedio in area 19.500.

I market movers in America e in Europa

Lunedì prossimo il mercato azionario giapponese sarà chiuso per festività, mentre negli Stati Uniti si segnala la chiusura del mercato obbligazionario in occasione del Columbus Day.

Sul fronte macro Usa non è previsto alcun aggiornamento macro di rilievo.
In Europa sarà diffuso l'indice Sentix che ad ottobre dovrebbe calare leggermente da 12 a 11,8 punti. In Germania si conoscerà la produzione industriale di agosto che dovrebbe mostrare una variazione positiva dello 0,5%l in netto recupero rispetto al calo dell'1,1% precedente.
Sempre in terra tedesca da seguire l'asta dei titoli di Stato con scadenza a sei mesi per un ammontare massimo di 3 miliardi di euro. 
Fonte: News Trend Online

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