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martedì 2 ottobre 2018

Piazza Affari resta con in nervi scoperti: verso nuovi ribassi?


L'ultimo trimestre dell'anno si è aperto con una seduta contrastata per le Borse europee che dopo un avvio positivo non sono riuscite a mantenersi tutte lungo la via dei guadagni. Il Cac40 e il Dax30 sono saliti rispettivamente dello 0,24% e dello 0,75%, mentre il Ftse100 è sceso dello 0,16%.


E' rimasta più indietro degli altri Piazza Affari che, dopo essere stata la peggiore in Europa venerdì scorso, ha continuato a scivolare verso il basso oggi. Il Ftse Mib in realtà dopo un avvio debole è riuscito ad imboccare la via dei guadagni, con un bel rialzo nell'intraday che però è stato mandato in fumo nel pomeriggio.

L'indice delle blue chips ha così terminato gli scambi a 20.609 punti, con un calo dello 0,49%,dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 21.078 e un minimo a 20.552 punti. 

Il Ftse Mib ha vissuto una seduta a due facce e dopo aver reagito al crollo di venerdì con un bel recupero che lo ha portato anche oltre i 21.000 punti, si è mosso a passo di gambero, scendendo nuovamente verso i minimi dell'ultima seduta in area 20.500, per poi chiudere circa 100 punti più in alto.



Ad appesantire anche oggi il mercato ha contributo soprattutto la negativa intonazione dei titoli del settore bancario, affossati a loro volta dal nuovo rialzo dello spread BTP-Bund sulla scia delle ultime novità politiche. 

A quanto pare il Ftse Mib non è ancora pronto per un recupero degno di nota e soprattutto credibile, e questo induce a non escludere il rischio di nuovi ripiegamenti nel breve.

Un campanello d'allarme scatterà indubbiamente con la violazione ribassista di area 20.500, sotto cui la discesa proseguirà verso i minimi dell'anno in area 20.200. 
Negativo sarà l'abbandono di questo importante supporto, evento che aprirà le porte a ripiegamenti ancora più ampi verso i 20.000 punti prima e in seguito in direzione dei 19.800/19.700 e dei 19.500 punti.


In caso di tenuta di area 20.500 si potrà assistere ad un nuovo tentativo di recupero che troverà un primo ostacolo di rilievo in area 21.000. Al superamento di tale ostacolo ci sarà spazio per ulteriori apprezzamenti verso i 21.200/21.300 prima e in seguito in direzione dei 21.500 punti.

Con la violazione del livello appena citato si avrà un primo segnale positivo che permetterà di allentare almeno parte delle tensioni ribassiste, con proiezioni vero i 21.800 punti prima e i 22.000 punti in un secondo momento, anche se il raggiungimento di questi valori appare ancora poco probabile nell'immediato.


Per un recupero più affidabile e duraturo sarà infatti necessaria una riduzione della volatilità che per ora si mantiene elevata, complici gli ultimi sviluppi sul fronte politico nel nostro Paese.      

Sul fronte macro Usa per oggi si segnala solo l'indice settimanale Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene statunitensi.  
Da segnalare nel pomeriggio un discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, e ancor prima sarà da seguire l'audizione di Randal Quarles, vice presidente della Fed, davanti alla Commissione bancaria del Senato.



Prima dell'apertura di Wall Street si conosceranno i risultati del terzo trimestre dell'esercizio 2017/2018 di PepsiCo, dai quali ci si attende un utile per azione di 1,57 dollari. 

In Europa l'unico dato macro in agenda è rappresentato dall'indice dei prezzi alla produzione che ad agosto dovrebbero salire dello 0,3%, in lieve frenata rispetto al rialzo dello 0,4% precedente.

Da segnalare in mattinata la riunione dell'Ecofin dopo quella odierna dell'Eurogruppo. 

A Piazza Affari è in agenda un'assemblea degli azionisti di Mediacontech per deliberare in merito alla modifica dello Statuto. 
Sotto i riflettori Fca dopo che a settembre il mercato dell'auto in Italia ha registrato immatricolazioni in forte calo del 25,37%.

E' andata ancora peggio al gruppo del Lingotto che ha riportato un tonfo delle vendite del 40,33%, con una quota di mercato in decisa frenata dal 28,16% al 22,51%.
Fonte: News Trend Online

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