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giovedì 11 ottobre 2018

Piazza Affari: i titoli più importanti della giornata


I mercati in un bagno di sangue. Si sprecano le parafrasi per descrivere quello che da qualche giorno sta accadendo alle Borse di mezzo mondo ma che solo nelle ultime ore si sta accentuando in maniera così estrema.

I numeri sui mercati

Ieri Wall Street ha chiuso in forte ribasso su tutti i suoi indici più importanti (il DJ a -3,15%, il Nasdaq a -4,44% e l'S&P500 a -3,3%) ed anche oggi non sembra voler cambiare rotta, un atteggiamento che ha fatto andare in negativo anche l'Asia e l'Europa.

In tutto questo Piazza Affari che, dopo aver sperimentato il crollo nelle scorse sedute, adesso, per assurdo, vanta il primato di essere la “meno peggio” nel Continente con la sola eccezione del Dax. Alle 15.20, infatti il Ftse Mib non andava oltre lo 0,8% di passivo mentre il Ftse 100 era a -1,3%, il Cac40 a -1% e il Dax, dopo essere stato travolto anch'esso dalla tempesta, ha ridotto il negativo al solo -0,44%. 

Le motivazioni del crollo

Il mercato italiano con uno spread a 306 e con una perdita superiore al 20% rispetto ai massimi, deve ancora sottostare allo schiaffo della politica oltre al più generale appesantimento da parte della situazione internazionale creata a sua volta in gran parte dalla Federal Reserve e dalla sua politica di rialzo dei tassi che sta spaventando i mercati soprattutto se associata all'aumento dei rendimenti sul decennale Usa oltre il 3% e, sullo sfondo, al rallentamento dell'economia mondiale a sua volta favorita dalla guerra commerciale Usa-Cina.

Questa, in estrema sintesi, la serie di motivi che sembrano spingere le borse al calo perenne. 
Ma un'alta motivazione dev'essere citata: gli ottimi dati dell'economia Usa (l'ultimo in ordine di tempo, quello riguardante l’indice di fiducia del settore servizi che copre l’80% del Pil Usa e che dai 57 punti previsti si è rivelato essere superiore ai 61,6) che potrebbero costringere la Fed ad accelerare il cammino ed aumentare le strette sui tassi di interesse.

Una decisione che potrebbe abbattersi come una scure sul settore emergente in cui si trovano molte nazioni il cui debito in dollari potrebbe non essere più gestibile. 

I protagonisti a Piazza Affari 

Tra i protagonisti della giornata a Piazza Affari c'è da segnalare Banca Carige al centro delle attenzioni, non certo positive, di Fitch che ha tagliato il rating da B- a CCC+ con outlook negativo: le possibilità di default, stando al giudizio dell'agenzia, potrebbero essere concrete.

Troppe incertezze sulla ricapitalizzazione che, nonostante le dichiarazioni, stenta ad arrivare, troppi i cambi al vertice che rendono lontana la serenità per l'istituto di credito, troppi i requisiti che l'istituto di credito non solo non rispetta ma che, sempre secondo gli esperti, potrebbe continuare a non rispettare nemmeno con la realizzazione del piano di cessione.
A questo si aggiunga anche una fase di mercato particolarmente difficile che rende complessa e incerta la possibile realizzazione di una raccolta di capitali.

In tutto questo Carige ha immediatamente risposto con un comunicato stampa in cui si sottolinea che “nel prendere atto del downgrade e del contenuto del comunicato emesso in queste ore dall’agenzia Fitch Ratings, ritiene doveroso precisare che nelle interlocuzioni con i regulators non è mai stato espresso alcun riferimento a una eventuale possibilità di fallimento.
Si evidenzia a riguardo che il Cet1, indice che misura la solvibilità della Banca, è in linea con i requisiti previsti dalla Vigilanza" aggiungendo che "l’Agenzia non ha tenuto conto dei progressi realizzati dopo l’assemblea degli azionisti in tema di governance e di sostegno finanziario degli azionisti.

Si riserva quindi valutazioni sull’operato di Fitch". 

Eni e Ferrari

Interessante anche la mattinata di Eni. Dopo l'incontro tra il premier Conte e le compagnie di Stato per un progetto a sostegno del Paese, Eni è entrata in scena con prospettive di investimento che, secondo Mediobanca, potrebbero coinvolgere le due parti per un totale di 15-20 miliardi per i prossimi 5 anni, oltre ai 21 miliardi “già stanziati nella manovra”.  
Intanto anche il prezzo del petrolio inizia  a risentire delle tensioni e dopo la corsa che aveva fatto sperare a molti il ritorno sui 100 dollari al barile, adesso il calo  inevitabile con un Wti che è arrivato a 72 dollari al barile mentre il Brent scende a 81,6.

Oltre alle stesse ragioni che hanno portato in rosso i mercati, il petrolio deve affrontare anche la realtà di scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti superiori a quanto previsto: +9,7 milioni di barili. Inoltre l'uragano Michael, per quanto violento, non sembra aver causato troppi danni alle piattaforme petrolifere. 
Tornando a Piazza Affari è interessante Ferrari: se ieri Societe Generale aveva portato la sua raccomandazione da sell a hold con prezzo obiettivo da 94 a 130 dollari, oggi Jefferies ha tagliato il rating da buy a hold e il target price da 125 a 115 euro.

La strategia convincente caratterizzata da forte esclusività non ha cancellato i timori che sono nati con i maggiori investimenti iniziali e con una bassa qualità degli utili. 
Fonte: News Trend Online

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