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martedì 2 ottobre 2018

Petrolio al top da 4 anni: su quali titoli oil scommettere ora?


La seduta odierna prosegue senza infamia e senza lode per le quotazioni del petrolio che dopo la corsa al rialzo delle ultime sedute tira un po' il fiato, senza però indietreggiare dalle posizioni raggiunte. Archiviata la sessione di ieri con un progresso di circa due punti e mezzo percentuali, l'oro nero oggi ha provato ad allungare il passo in direzione dei 76 dollari, salvo poi muoversi a passo di gambero e riportarsi al di sotto della parità, scambiato negli ultimi a 75,1 dollari, in lieve calo dello 0,26%, su livelli comunque che non si vedevano ormai da quasi quattro anni e precisamente dalla fine di novembre 2014.


L'ascesa dell'oro nero è stata favorita nelle ultime giornate dalla decisione dell'Opec di lasciare invariate le quote produttive, in barba alle ripetute sollecitazioni del presidente Trump per un aumento delle stesse, in modo fa far calare i prezzi. 
A creare tensioni sul greggio è anche l'imminente entrata in vigore, a novembre, delle sanzioni Usa contro l'Iran che avranno l'effetto di ridurre le esportazioni dal Paese.

Intanto i prezzi del petrolio salgono malgrado la produzione di oro nero negli Stati Uniti sia ai massimi di sempre, come evidenziato dagli analisti di Mediobanca Securities, i quali ricordano che a luglio la produzione a stelle e strisce è arrivata alla soglia record di 10,96 milioni di barili al giorno.


L'Eia ha previsto che un'ulteriore crescita a 11,2 milioni di barili giornalieri entro quest'anno, per poi salire a 11,9 milioni alla fine del 2019, segnalando al contempo che a settembre la produzione Opec è aumentata. 
Questi dati confermato le preoccupazioni di Mediobanca secondo cui il Cartello abbia iniziato ad alzare la produzione troppo presto e questo potrebbe aggiungersi ad una potenziale frenata della crescita della domanda, quale effetto delle svalutazioni nei Paesi emergenti.


Gli esperti dell'istituto di Piazzetta Cuccia rammentano inoltre che le posizioni speculative sul petrolio non sono mai state così alte. Mediobanca si aspetta maggiore volatilità per il prezzo dell'oro nero nel breve termine, mentre la sua previsione per il lungo periodo è di 65 dollari al barile per il Brent.

Tra i titoli del settore oil quotati a Piazza Affari gli analisti puntano in particolare su ENI e Tenaris, entrambi coperti con una raccomandazione "outperform" e un prezzo obiettivo pari a rispettivamente a 21 e a 19,5 euro. Al di fuori del Ftse Mib lo stesso rating viene assegnato a Saras, con un target price rivisto al rialzo a settembre da 2,15 a 2,5 euro.


Su Saras è invece più cauta la view di Fidentiis che proprio oggi ha ribadito la raccomandazione "hold", con un range di valutazione pari a 1,9-2 euro. Una conferma che giunge dopo che i margini di raffinazione nell'area del Mediterraneo hanno registrato un ulteriore lieve calo nell'ultima settimana.   
Sempre tra i titoli a minore capitalizzazione una buona opportunità è offerta da Maire Tecnimont che secondo Kepler Cheuvreux è da acquistare, con un fair value a 5,8 euro.

Gli analisti credono che il gruppo sia sulla buona strada per raggiungere il loro obiettivo relativo alla raccolta ordini per quest'anno. 

Tornando alle blue chips, non è solo Mediobanca a puntare su ENI, visto che una conferma bullish è arrivata oggi da Equita SIM. Gli analisti di quest'ultima hanno rinnovato l'invito ad acquistare con un prezzo obiettivo a 18,5 euro, dopo che ieri il Kazakhstan e il consorzio ENI/Shell del campo di Karachaganak avrebbero risolto la disputa della vertenza da 1,6 miliardi di dollari reclamata dal Governo locale sulle quote di produzione.
Il consorzio rimborsera? 1,1 miliardi di dollari in contanti al Governo Kazako, ricordando che Eni e Royal Dutch Shell hanno entrambe una partecipazione del 29,25% nel suddetto consorzio, insieme a Chevron con il 18%, Lukoil con il 13.5% e la NOC KMG con il 10%.


In quota ENI, la chiusura della vertenza comporterebbe un esborso di 280 milioni di duro, ossia lo 0,5% della capitalizzazione di mercato del gruppo. 

Sempre Equita SIM guarda con favore anche a Saipem tanto che oggi ha ribadito la raccomandazione "buy" sul titolo, con un target price a 5 euro.
La conferma giunge dopo che il gruppo ha comunicato che dal 15 novembre prossimo, Stefano Cavacini assumera? l’incarico di CFO. 
Nel periodo intercorrente fra l’uscita di Giulio Bozzini, prevista il 15 ottobre, e l’ingresso di Stefano Cavacini atteso un mese dopo, le responsabilita? delle funzioni di Amministrazione, Finanza e Controllo saranno assunte dal CEO.

Gli analisti di Equita SIM non vedono in ogni caso impatti rilevanti da questo avvicendamento. 

Buone notizie per Saipem sono arrivate sempre oggi da Banca Akros che da una parte ha reiterato il rating "buy" e dall'altra ha rivisto verso l'alto il fair value da 5 a 6,4 euro. 
Gli analisti credono che il titolo possa apprezzarsi ulteriormente nel caso in cui il rialzo dei prezzi del petrolio dovesse portare ad un aumento degli investimenti nel settore off-shore.
Fonte: News Trend Online

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