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giovedì 18 ottobre 2018

Lo spread sale Piazza Affari scende: banche in rosso


Spread in rialzo: poco dopo le 13.20 superava i 311 punti, a testimonianza del fatto che, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata, il problema Italia è tutt’altro che risolto. Alle !3.30 intanto Piazza Affari viaggiava a -0,35% (19.393 punti) parallelamente ad un’Europa che, a parte il Ftse100 di Londra a -0,16% causa dispute dell’ultim’ora sull’accordo per la Brexit (accordo sempre più lontano) vedeva il Cac40 parigino a +0,4% e il Dax tedesco a +0,14%.

Moscovici a Roma

Intanto, oggi, il commissario europeo per gli Affari economici Pierre Moscovici arriva in Italia per una serie di incontri tra cui quello più importante con il ministro dell’economia Giovanni Tria per discutere della manovra economica presentata il 15 ottobre a Bruxelles e già da tempo al centro di feroci polemiche.

Smentita la notizia diffusasi in mattinata secondo cui i vertici europei avrebbero già preso una decisione negativa sulle proposte del governo Conte, inizia adesso l’iter per l’approvazione, o meno, del piano. Ad ogni modo Bruxelles si trova di fronte a 3 possibili mosse: la prima sarebbe quella di accettare in toto quanto proposto da Roma.
Si tratta di una situazione difficilmente realizzabile come già anticipato dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che ieri ha dichiarato che qualora Bruxelles accettasse la manovra italiana verrebbe attaccata da alcuni Paesi con l'accusa di essere troppo flessibili con l'Italia.

Le scelte di Bruxelles

Ci sarebbe poi la seconda strada e cioè quella di una possibile modifica per richiesta ufficiale dell’Unione, richiesta che dovrebbe arrivare nel giro di una settimana.

Anche in questo caso i margini d’azione sono estremamente risicati: a bloccare ogni possibile modifica ci sono le dichiarazioni non solo del premier Giuseppe Conte che proprio questa mattina ha definito la manovra come “molto bella” ma anche dei vice premier Matteo Salvini e Luigi Di maio i quali hanno ripetuto più volte e in differenti occasioni di non essere intenzionati a rivedere alcun punto della Manovra.
Terza possibilità: rigetto dell’istanza entro 2 settimane.

Si tratta della scelta peggiore che creerebbe anche un precedente visto che mai l’Unione si è spinta verso una critica così aspra contro uno dei suoi membri. Risultato: una possibile escalation della tensione che potrebbe invadere l’intero settore obbligazionario.

La view di Saxo Bank

Il problema più serio si creerebbe nel caso, non remoto, di un rallentamento per il mercato obbligazionario che, dall’Europa, potrebbe espandersi in tutto il resto del mondo.

Secondo quanto scritto nel report trimestrale di Saxo Bank, nello specifico da Steen Jakobsen, Chief Economist e CIO del gruppo, i prossimi tre mesi vedranno meno volatilità ma solo se la politica della Fed sarà meno aggressiva e grandi attori come la Cina metteranno in atto una politica accomodante per sopperire l’uscita di scena della Bce anche lei propensa a stringere i cordoni della borsa.
  

Banche a rischio. Perchè? 

Il sistema bancario italiano è soggetto molto all’economia reale, a differenza di quello di altri paesi, meno esposto, il che fa intuire che se l’economia reale rallenta, rallenta a sua volta anche l’attività degli stessi istituti di credito.

A questo si aggiunga anche l’altro nodo gordiano, che si potrebbe definire storico, e cioè quello dei titoli di stato in pancia alle banche: se la rendita dei titoli di stato sale, in parallelo scende il prezzo, il che crea un vero e proprio buco nelle maglie dei conti. Ma crollando la capitalizzazione della banca si frena anche la possibilità di emettere prestito: i requisiti di patrimonializzazione dettati dalla Bce impongono alle banche anche una solida base sul fronte del capitale: le banche che hanno capitali fragili sono obbligate a non elargire finanziamenti ai privati.

Ovvero a famiglie e imprese. 

L'andamento a Piazza Affari

Partendo da questa difficoltà, la banca potrebbe essere più facilmente costretta a rilanciare una ricapitalizzazione (cosa non facile in piena tempesta di mercato e in aria di diffidenza tra gli investitori), ricapitalizzazione che però viene fortemente zavorrata dal calo delle azioni della banca dal momento che, come è noto, i titoli in difficoltà devono scontare quotazioni in calo.

In ultima istanza il salvataggio bancario si prospetta più difficile non solo per le regole europee molto più restrittive rispetto al passato, ma anche per il debito pubblico elefantiaco che limita ogni margine di azione. Un esempio pratico di quanto detto si può già vedere a Piazza Affari.
Poco dopo le 13.30 il settore vede quasi tutti i nomi in rosso: Unicredit a 1,33%, Ubi a -0,9%, Intesa a -0,93%, Mediolanum a -2%, Banco Bpm a -2,8%, Bca Mps a -1%, 
Fonte: News Trend Online

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