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lunedì 8 ottobre 2018

Le Borse franano, New York non argina


Che non sarebbe stata una seduta tranquilla lo si era capito ancor prima che cominciasse. Nella notte italiana, infatti, dalla Cina arrivavano notizie non proprio tranquillizzanti, sia la Borsa di Shanghai che quella di Shenzhen lasciavano sul terreno quasi 4 punti percentuali.
Nel week end era intervenuta la PBoC, la Banca Centrale della Repubblica cinese, che ha tagliato le riserve obbligatorie delle banche, quindi … un provvedimento “espansivo”.
Ed allora … come giustificare un ribasso così marcato? Principalmente perché la Borsa cinese riapriva oggi dopo una settimana di pausa (le festività in Cina durano tanto!) e l’ultima ottava non è stata particolarmente brillante per le Borse di tutto il mondo.

Alcuni operatori, tuttavia, hanno attribuito questa reazione del mercato ad un paradossale “effetto boomerang”, con il suo intervento la PBoC avrebbe indirettamente confermato che i dazi di Trump cominciano a produrre effetti negativi sull’economia cinese.
Comunque sia l’effetto negativo contagiava le Piazze europee, che durante le prime ore di contrattazione venivano subissate dalle vendite per poi stabilizzarsi sui livelli raggiunti per il resto della seduta .

L’apertura di Wall Street, seppur solo frazionalmente negativa, non incentivava un rimbalzo e col passare dei minuti le vendite cominciavano ad interessare anche gli indici a stelle e strisce.
Visto che, come sempre in questi casi, il mercato penalizza i titoli del comparto bancario, la Borsa milanese subiva le perdite più consistenti indossando la maglia nera di giornata.
Il Ftse Mib (-2,43%) ha perso così quota 20.000 punti, non accadeva da 17 mesi, ma anche il Dax (-1,4%) di Francoforte è sceso al di sotto di un livello psicologico importante, i 12.000 punti.

E’ doveroso tuttavia ricordare che nell’anno in corso già in altre due occasioni l’indice di riferimento della Borsa tedesca aveva violato questa quota, nel mese di marzo ed in quello di settembre.
A Milano le vendite, oltre che sul già citato comparto bancario, hanno affossato il risparmio gestito ed il settore del lusso.
Male anche i petroliferi penalizzati dal calo del greggio.
Sul nostro indice principale un solo titolo si è salvato dalle vendite, si tratta di Recordati (+0,54%) che si aggrappa a quota 30 euro.  
Da segnalare infine anche il tonfo dell’oro bruscamente tornato sotto quota 1.200 dollari per oncia.
Insomma i nuvoloni neri all’orizzonte che si vedevano nei giorni scorsi stanno cominciando a scaricare pioggia con una certa intensità, ed al momento non è dato a sapere fin quando durerà il maltempo.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
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Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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