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martedì 9 ottobre 2018

L'Angolo del Trader


Banco BPM ieri ha accusato una perdita del 6,47%, peggior titolo del FTSE MIB, in scia alla debolezza del comparto bancario e dei BTP. Secondo indiscrezioni di stampa l'istituto guidato da Giuseppe Castagna sta valutando una razionalizzazione degli asset del credito al consumo, settore in cui è attiva con ProFamily e Agos Ducato, di cui detiene il 39% (Credit Agricole ha il restante 61%).
Tre sono le possibilità: il conferimento di ProFamily in Agos (con conseguente aumento della quota), un'IPO di Agos (difficile nelle attuali condizioni di mercato), la vendita della quota in Agos (ha una buona redditività ed è quindi un asset appetibile). Sempre secondo le indiscrezioni c'è la possibilità che BPM possa a breve incaricare un advisor per studiare il dossier.

L'ipotesi di vendita di Agos Ducato non è nuova, anche se è sempre stata considerata dall'a.d. Castagna come una "second best". Ricordiamo che BPM è impegnata nella vendita di npl fino a 9,5 miliardi di euro (più eventualmente la piattaforma di gestione) e che l'incremento di rendimenti e spread rischia di mettere in difficoltà gli indici di solidità patrimoniale delle banche: in questo contesto incamerare una plusvalenza permetterebbe a BPM di guardare al futuro con meno ansia.
L'analisi del grafico di Banco BPM evidenzia il segnale grafico ribassista inviato ieri con la rottura dei supporti rappresentati dai minimi allineati a 1,90/1,95 euro circa: è stata in tal modo riattivata la tendenza discendente verso il prossimo appoggio, il minimo storico dell'estate 2016 a 1,7560.

Segnali positivi di brevissimo periodo al superamento di 2,07/2,08 per gli obiettivi a 2,23 e area 2,35.
*Amplifon *(-1,63%) nel finale riduce le ampie perdite (-10% circa con passaggio in asta di volatilità) accusate dopo l'annuncio dell'arrivo di tutti i necessari nulla osta antitrust per l'acquisizione di GAES (annunciata lo scorso 24 luglio).
In particolare, le autorizzazioni sono state ricevute dall'autorità spagnola (Comisión Nacional de los Mercados y de la Competencia) e da quella portoghese (Autoridade da Concorrência), entrambe senza condizioni. Amplifon conferma quindi il closing dell'operazione entro la fine del quarto trimestre 2018, a seguito di alcune attività minori per il perfezionamento dell'operazione.

Dopo l'affondo fin sotto quota 16, il titolo ha recuperato terreno chiudendo poco sotto il livello di apertura a 17,47 euro, disegnando sul grafico giornaliero una candela di tipo "hammer", un martello con un'ombra molto lunga a contatto con un supporto critico. Il minimo di ieri si posiziona infatti sul 61,8% di ritracciamento del rialzo partito a marzo, una percentuale derivata dalla successione di Fibonacci che analisti grafici tengono in grande considerazione in quanto spesso esso si dimostra in grado di discriminare in modo efficace tra correzione ed inversione di trend.

Fintanto che il 61,8% di ritracciamento rimane intatto infatti il movimento che si avvicina a questo sostegno può essere considerato come un episodio correttivo in relazione alla fase precedente di orientamento opposto, destinata quindi a riprendere. Conferme in tal senso giungerebbero oltre 17,90, preludio a un nuovo test dal basso della media mobile a 50 giorni, passante da area 19.
Sotto 15,94 euro invece rischio i affondo sui minimi di fine maggio a 14,67 euro.
Tra i pochi titoli che si sono opposti con successo alla ondata di vendite che ha sommerso lunedi' Piazza Affari si puo' contare anche Technogym, che e' riuscito a spingersi fino a quota 10,49 stabilizzandosi poi in area 10,45 dopo aver terminato venerdi' scorso a 10,40 euro.

Del resto il titolo gia' da alcune sedute, dopo la presentazione dei risultati del primo semestre, che ha visto piu' che raddoppiare l'utile, e' uno dei favoriti dagli investitori al di fuori della cerchia delle blue chip. I prezzi stanno premendo, con alterne fortune, dal 24 settembre contro i precedenti record assoluti dell'11 maggio a 10,99 euro, ma nonostante un paio di sfondamenti intraday (il 1° ottobre e' stato toccato un massimo a 11,15 euro) non si registrano per il momento chiusure di seduta oltre la resistenza.

Il fatto che le quotazioni restino cosi' vicine all'ostacolo nonostante l'intonazione negativa generalizzata del mercato e' comunque un segnale di forza, di voglia di salire oltre gli 11 euro in modo stabile. Se questo dovesse accadere, con una o piu' chiusure di giornata sopra la soglia critica, diverrebbe possibile iniziare a scommettere sul test almeno di area 12,50, lato alto del canale crescente che e' possibile disegnare dai minimi di novembre 2016.
Solo discese al di sotto di area 10,05, anche queste da confermare in chiusura di seduta, dove transita la media mobile esponenziale a 50 giorni, potrebbero essere un segnale di resa dei rialzista e anticipare almeno la ricopertura del gap del 6 settembre a 9,25 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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