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lunedì 8 ottobre 2018

L'Angolo del Trader


*Eni *(-0,06% a 16,2860 euro) chiude appena sotto la parità dopo una seduta passata quasi per intero in controtendenza rispetto al settore: l'indice EURO STOXX Oil & Gas segna -1,2%. Il titolo ha beneficiato della decisione di BofA Merrill-Lynch di migliorare la raccomandazione da neutral a buy e incrementare il target da 15,90 a 20,00 euro.
Graficamente il titolo si è spinto venerdì fino a testare una resistenza determinante a 16,66 circa, massimi allineati di agosto e settembre, venendone nuovamente respinta. Sul grafico a candele giornaliere si è formata una "shooting star", una figura potenzialmente ribassista le cui implicazioni negative verrebbero tuttavia attivate solo dalla violazione di area 16,25.

Sarebbero poi discese sotto 16,07 circa, media mobile a 50 giorni, a favorire correzioni più estese con primo obiettivo a 15,70 e successivo a 15. Una vittoria sugli ostacoli a 16,66 fornirebbe invece un segnale di ripresa convincente per target sul top di maggio a quota 16,90. L'eventuale superamento di quest'ultimo ostacolo decreterebbe poi la riattivazione della tendenza rialzista di fondo verso 17,70 circa.
Netto calo venerdì per Saipem (-4,38%) in scia alla correzione del greggio dai massimi dal 2014 toccati nelle ultime sedute.

Il titolo non viene sostenuto dalle indiscrezioni del Sole 24 Ore secondo cui il gruppo sta valutando se presentare un'offerta per un progetto offshore ad Abu Dhabi del valore da un miliardo di dollari. I prezzi sono scesi fino a 5,152 euro dopo aver terminato giovedì a 5,43 euro. Il rallentamento del rialzo in atto dai minimi di settembre a 4,378 euro si era già manifestato fin da inizio ottava, quando le quotazioni avevano disegnato una figura "tweezer top", dalle implicazioni negative, l'1 e 2 settembre in area 5,51/52.

La violazione di 5,25 ha completato la configurazione facendo temere l'avvio di flessioni verso la media mobile esponenziale a 20 giorni, a 4,97, ed eventualmente sulla trend line che sale dai minimi di maggio, a 4,57 circa. Solo oltre 5,52 verrebbero inviati nuovi segnali di forza per il test di 5,80, picco del 3 gennaio 2017.
Telecom Italia resta sotto pressione nonostante il recupero visto nella seconda parte della scorsa ottava dopo essere scesa sui minimi dal 2013.
Nel fine settimana l'a.d. Amos Genish ha dichiarato a Repubblica di essere intenzionato a rimanere al vertice dell'ex monopolista e di voler portare avanti la strategia basata sul passaggio ai servizi di telefonia mobile 5G. Il manager ha però sottolineato che i contrasti all'interno management (derivanti dalle tensioni tra gli azionisti Vivendi ed Elliott) sono controproducenti: la situazione è problematica e sta diventando insostenibile.

Inoltre una fonte vicina alla situazione sentita da Reuters ha rivelato che Telecom ha incaricato Enrico Laghi, commissario straordinario di Alitalia, di effettuare una valutazione degli asset del gruppo. L'indiscrezione è stata ripresa e approfondita da Repubblica: il quotidiano sabato ha scritto che il parere di Laghi potrebbe condurre a una svalutazione delle reti in rame e in fibra, con conseguenze negative sui profitti della compagnia.
L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia il ripido movimento ribassista partito ad aprile (-45% circa da allora) e l'avvicinamento ai minimi del 2013 0,4655 euro. Sotto 0,4772 inevitabile il test di 0,4655, con rischio di approfondimenti sui supporti dinamici a 0,44 circa. Segnali di forza solo con il ritorno in pianta stabile oltre gli ex sostegni a 0,5200/0,5250, con possibilità di estensioni verso il massimo del 19 settembre a 0,5774.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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