-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 5 ottobre 2018

Guerra commerciale: ecco l'asso vincente degli Usa sulla Cina


Wall Street è reduce da una seduta che ha fatto temere l'arrivo delle prime conseguenze della guerra commerciale anche su panorami finora ritenuti sicuri come l'azionario a stelle e strisce. 

La sindrome cinese

Una vera e propria sindrome cinese sembra aver contagiato Wall Street che, complice, oltre ai dazi, anche le nuove dichiarazioni particolarmente aggressive del governatore Fed Jerome Powell, ha registrato una chiusura in negativo.
Più di tutti sembra aver perso il Nasdaq Composite con un -1,81% a 7.879,51 punti, ma il rosso non ha risparmiato nemmeno il Dow Jones a -0,75% (26.627,48 punti) e l' S&P 500, -0,82% a 2.901,61 punti.
A preoccupare, come accennato all'inizio, è anche la Cina i cui indici hanno registrato forti perdite, parallelamente ad un aumento della volatilità.

Una delle ragioni di questo trend ribassista su Pechino potrebbe essere, stando alle ultime ricerche di Axioma, società di analisi dei rischi, l'esposizione dei mercati cinesi alle materie prime non energetiche: la recente flessione sulle quotazioni di queste ultime ha avuto un impatto diretto sull'azionario del Dragone.
Diversa, invece, la situazione del mercato statunitense che, aiutato da una situazione economica interna più stabile e in crescita, ha registrato continui rialzi, con una volatilità in calo. Tutto questo suggerisce che in realtà l'azionario Usa abbia già inglobato i possibili rischi nei propri confini derivanti dalla guerra valutaria, cosa che, invece,quello cinese non ha ancora fatto.

I numeri 

A confermarlo, Diana R.

Rudean, direttore della ricerca applicata per Axioma. Solitamente l'andamento delle materie prime è visto come un indicatore affidabile circa lo stato di salute dell'economia in generale e dei flussi commerciali in particolare. Non solo, ma è un utile parametro se si pensa anche che la Cina consuma gran parte delle materie prime a livello mondiale.
Anche in questo caso sono i numeri a parlare, quelli che ricorda Huileng Tan: l'American Russell 1000, che rappresenta le migliori società Usa per capitalizzazione di mercato, è cresciuto del 10% circa nel 2018, mentre il CSI 300 cinese, un indice che misura 300 titoli sulle borse di Shanghai e Shenzhen, è in calo di circa il 15% sullo stesso periodo, proprio mentre l'indice GSCI Non-Energy è in calo del 4,5% da inizio anno.
Il mercato toro in cui si trova Wall Street, mercato che, tra l'altro è anche il più longevo della storia, ha permesso agli indici a stelle e strisce di spostarsi verso settori meno influenzati dalle commodity come ad esempio i titoli tecnologici che hanno registrato un esponenziale aumento di importanza.

Aumento che a quanto pare non è sfuggito alla Cina: secondo un recente report di Bloomberg BusinessWeek le apparecchiature dei data center gestite da Amazon Web Services e Apple potrebbero essere state monitorate, già dal 2015, dal governo cinese attraverso un microchip inserito da una società cinese chiamata Super Micro, durante il processo di produzione delle apparecchiature.
Il compito dei microchip, secondo quanto pubblicato, sarebbe stato quello di raccogliere dati e segreti commerciali da società americane. Tesi smentita dai diretti interessati, in particolare Apple e Amazon ma che non ha impedito alle azioni delle due società di perdere rispettivamente l'1 e l'1,5%.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.