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mercoledì 10 ottobre 2018

Ftse Mib in tensione: attese e strategie su azioni, BTP e spread


Anche la seduta odierna è caratterizzata da non poca volatilità per gli asset italiani che registrano movimenti altalenanti, fortemente condizionati dalle indicazioni che continuano ad arrivare dal fronte politico sulla manovra.

Piazza Affari in rosso, ma lo spread si restringe

A Piazza Affari il Ftse Mib ha avviato gli scambi in calo, ma è riuscito poi a risalire la china e a spingersi in positivo.
Dopo aver toccato un massimo ad un passo dai 20.150 punti, l'indice ha ripiegato e ora viaggia poco sopra area 19.800, con un calo dell'1,15%, complice la negativa intonazione degli altri mercati che oggi perdono più del nostro, con particolare riferimento a quello francese e tedesco.
L'andamento negativo di oggi a Piazza Affari sembra risentire più di un sentiment ribassista che domina la scena in Europa che degli sviluppi sul fronte obbligazionario domestico.
Da segnalare infatti il restringimento dello spread BTP-Bund che da un massimo intraday a 307 punti base ha invertito direzione di marcia e ora viaggia a ridosso dei 294 basis points, con una flessione di circa il 3,5%.

A questa si accompagna una discesa del rendimento del decennale che ora cede il 2,5% al 3,5%. 

Asta BOT: rendimenti al top degli ultimi 5 anni

Le tensioni sul fronte obbligazionario si sono allentate dopo l'asta dei BOT di questa mattina, quando il Tesoro ha offerto 6 miliardi di euro, piazzati però ad un tasso vicino all'1% e precisamente allo 0,949%, sui massimi da ottobre 2013.
La domanda del mercato è stata robusta visto che ha superato i 9 miliardi di euro, ma è in ogni caso inferiore a quella dei mesi scorsi, quando a fronte di tassi più bassi c'era stata una richiesta maggiore.
Secondo quanto argomentato nelle sale operative questo è un chiaro segnale del fatto che gli investitori si stiano muovendo con estrema cautela sull'Italia, complici le forti incertezze legate alla manovra e di conseguenza alle prospettive economiche del Paese.

La vera sfida per l'Italia secondo Societè Generale

In vista del collocamento di domani quando saranno offerti i BTP, gli analisti di Societè Generale credono che le aste saranno prese nel fuoco incrociato fino a quando non ci sarà un alleggerimento delle pressioni sullo spread.

A detta degli esperti sarà fondamentale che il Tesoro dimostri di poter continuare a finanziarsi, specialmente in vista del pronunciamento delle agenzie di rating sull'Italia.
La vera sfida nel breve per il nostro Paese non è tanto quella di garantire la solvibilità del suo debito, quanto quella di assicurare un finanziamento sufficiente e recuperare così la fiducia degli investitori.

Secondo Societè Generale infatti una perdita di fiducia può alimentare ulteriori pressioni soprattutto sui titoli a più breve scadenza.

Prematuro tornare ad acquistare BTP: la volatilità durerà ancora

In generale prevale grande cautela sul mercato obbligazionario, come spiegato dagli analisti di Unicredit i quali evidenziano che la volatilità resta su livelli estremamente alti e questo contribuisce a tenere lontani molti investitori, anche in ragione del fatto che i rischi sui BTP sono decisamente elevati.
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Non stupisce dunque l'indicazione che arriva da Danske Bank che ritiene ancora prematuro iniziare a comprare i titoli di Stato italiani malgrado il recente sell-off che li ha spinti sui minimi degli ultimi quattro anni.
Gli analisti però avvertono che ci stiamo avvicinando progressivamente a dei livelli che rendono i BTP molto attraenti per gli investitori, ma è meglio attendere prima di intervenire visto che il mercato si manterrà volatile nel corso delle prossime settimane. 

Taglio rating Italia già scontato dai BTP?

Non dimentichiamo che per fine mese è previsto il verdetto di S&P e di Moody's sul rating dell'Italia e l'attesa per questo appuntamento contribuisce senza dubbio a mantenere alte le tensioni sugli asset italiani.
A detta di Jon Jonsson, managing director global fixed di Neuberger Berman, i titoli di Stato del Belpaese non prezzano ancora la possibilità di un taglio del rating, motivo per cui l'esperto mantiene un approccio cauto sul debito pubblicato italiano.
Diversa l'indicazione che arriva da ING secondo cui è già prezzato dal mercato una riduzione della valutazione del merito di credito da parte di Moody's.

La casa olandese però avverte che se anche S&P deciderà di tagliare il rating, senza limitarsi ad un peggioramento dell'outlook, allora sarà probabile assistere ad un rialzo significativo dello spread BTP-Bund oltre la soglia dei 300 punti base. 

La view di Commerzbank

Commerzbank non prevede invece un netto ampliamento del differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco nel breve termine.
Gli analisti non escludono una stabilizzazione dello spread qualora i toni tra Roma e Bruxelles iniziassero a diventare più concilianti, fermo restando che continua a consigliare un atteggiamento cauto nei confronti dei BTP.

Equita resta prudente su Piazza Affari per vari motivi

La stessa prudenza viene suggerita anche per Piazza Affari che risente inevitabilmente dei movimenti dei titoli di Stato e dello spread, ai quali sono fortemente legati i protagonisti del settore bancario, il cui peso sul nostro mercato è noto a tutti.
Gli analisti di Equita SIM fanno notare che a differenza delle scorse settimane, i cali più forti in queste ultime sedute si registrano tra i titoli a minore capitalizzazione che fino ad ora avevano tenuto meglio delle blue chips.
La SIM milanese caldeggia un approccio prudente all'azionario italiano malgrado le recenti correzioni, non solo per via delle tensioni politiche, ma anche perchè vede rischi crescenti di un rallentamento della crescita in Europa.
Gli analisti fanno notare inoltre che ci stiamo avvicinando alla fine del quantitative easing e credono che questo porterà un progressivo aumento dei tassi sia dei titoli di Stato che di quelli corporate, soprattutto per questi Paesi come l'Italia  in cui il deficit pubblico è atteso in aumento.
Fonte: News Trend Online

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