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venerdì 12 ottobre 2018

Ftse Mib ancora giù, ma c'è chi guarda con fiducia all'Italia


Dopo il forte calo accusato nelle ultime sedute in cui l'indice Ftse Mib ha perso complessivamente circa il 3,5% del suo valore, Piazza Affari ha provato a risalire la china oggi, in linea con l'andamento delle altre Borse europee. Queste ultime hanno indietreggiato dai massimi, mantenendosi però ancora poco sopra la parità, mentre non riesce a fare altrettanto il nostro mercato, con il Ftse Mib che ha annullato il vantaggio iniziale ed è scivolato in negativo, presentandosi ora a ridosso di area 19.300 con un calo dello 0,2%.


Sul fronte obbligazionario invece si registra una certa tregua, con lo spread BTP-Bund che, pur mantenendosi al di sopra della soglia dei 300 punti base, oscilla ora intorno ai valori del close di ieri a 304 basis points, mentre il rendimento del BTP a 10 anni arretra di circa lo 0,5% al 3,55%.

Il tentativo di recupero odierno è stato frenato dai timori che accompagnano ormai da settimane il mercato, con l'attenzione sempre rivolta al fronte politico. Sotto i riflettori è infatti la manovra del Governo che ha riportato in primo piano le preoccupazione sulla sostenibilità del debito pubblico italiano.


Da più parti sono arrivati allarmi sulla situazione economica del nostro Paese, ma non mancano anche coloro che provano a gettare un po' di acqua sul fuoco, definendo in qualche modo esagerate le preoccupazioni del mercato.  
Non più tardi di ieri Jp Morgan, per voce di Nick Gartside, capo della divisione reddito fisso della banca Usa, ha fatto sapere che i problemi dell'Italia sono ben conosciuti, ma al contempo non si possono trascurare i punti di forza, quali il surplus della bilancia commerciale e l'avanzo primario.


Secondo JP Morgan non esiste un rischio Italexit, ossia di uscita del nostro Paese dall'area euro o dall'Unione. Il problema principale dell'Italia è il debito, ma il gestore credo che allo stato attuale la sua sostenibilità non sia in discussione. 
A detta di Jp Morgan la variabile chiave sarà la crescita economica, ma l'idea è che la manovra del Governo punti miri proprio a stimolarla, visto ad esempio il reddito di cittadinanza potrebbe spingere i consumi.


In sintesi la banca americana ritiene che i fondamentali dell'Italia siano buoni, malgrado l'incertezza politica, motivo per cui a suo dire il forte rialzo dello spread rappresenta un'opportunità di investimento.  
A ciò si aggiunga che molti analisti, tra cui quelli di Jp Morgan, ritengono molto improbabile che il rating dell'Italia possa scendere al livello "junk", ossia "spazzatura".

Anche gli esperti di TCW non si aspettano che il nostro Paese perda lo status di investment grade il prossimo anno, pur segnalano però che la perdita di slancio nelle riforme economiche e lo smantellamento degli sforzi precedenti su lavoro e pensioni potrebbero avere un forte impatto nel medio termine sul giudizio delle agenzie di rating.


Per ora però sembra esserci troppo pessimismo sulle prospettive del merito di credito del Belpaese, come evidenziato da Societè Generale, secondo cui le agenzie di rating si muoveranno con cautela e non vorranno creare ulteriore scompiglio.
Gli analisti vedono una probabilità dell'80% di un taglio del giudizio da parte di Moody's con outlook stabile e questa mossa favorirebbe un breve rally di sollievo per i BTP.
Uno scenario alternativo, probabile però solo al 20%, sarebbe quello di una revisione del rating, accompagnata da un peggioramento dell'outlook e in tal caso si dovrebbe avere un ulteriore rialzo dello spread di 50 punti base.   
Infine, un segnale di fiducia arriva da David Zahn, capo del reddito fisso di Franklin Templeton, il quale afferma che potrebbero essere esagerati i timori sul debito pubblico dell'Italia.


La duration media di quest'ultimo infatti è piuttosto lunga e quindi anche con un rialzo dei rendimenti il costo di finanziamento non aumenta in modo eccessivamente rapido. 
Le finanze pubbliche a breve quindi non dovrebbero essere compromesse da rendimenti in salita che però potrebbero rappresentare un problema nel lungo termine, anche se alcuni investitori potrebbero pensare che i rendimenti attuali garantiscano un sufficiente premio per il rischio politico.
Fonte: News Trend Online

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