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lunedì 8 ottobre 2018

Ftse Mib -2,4%: la caduta non è finita. I titoli da salvare

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.
Da alcune giornate si registra negli Stati Uniti un rialzo dei rendimenti obbligazionari che sta pesando sul sentiment di Wall Street. La situazione dei Treasuries è a suo avviso una minaccia per l’azionario?
In situazioni simili a quella attuale negli Usa, ormalmente si verifica uno switch fra obbligazionario ed azionario, unitamente al superamento del rendimento medio del primo verso il secondo.
In questo momento però stiamo assistendo a prezzi un po' troppo tirati dei Treasury, oltre che ad un continuo appiattimento della curva, che non fa presagire a medio termine nulla di buono.
Gli abbonati ai nostri servizi di consulenza finanziaria e lettera operativa, lo sanno da tempo, e stanno costituendo un portafoglio in dollari sulla scadenza più breve, quella a 2 anni, che viaggia ormai sul 2,90%, contro il 3,20% del decennale.
Sul fronte obbligazionario giocano molti fattori, fra cui le aspettative, oltre ad un ultimo aumento dei tassi nel 2018, anche e soprattutto per i 4 preannunciati nel 2019.
La previsione di un costo del denaro più alto galvanizzerà il dollaro, facendo indebolire il petrolio, che già proprio in queste ultime sedute ha dato segnali di stanchezza dai massimi raggiunti.
Anche Wall Street patisce un po' le vendite, con movimenti a favore dei bond che comunque salgono piano piano sui tassi in salita, toccando rendimenti sempre più alti.
La cuccagna non dovrebbe durare a lungo e potremmo aspettarci un rendimento dei titoli a 2 anni poco sotto il 3% ed il decennale poco sopra i 3,30%, se tutto dovesse filare liscio.
Verso la metà del prossimo anno potrebbe tranquillamente arrivare una più o meno brusca frenata dell'economia Usa, ed allora tutto potrebbe ritornare nei canonici binari: Borse Usa giù, ma piano piano, e Treasury su, con rendimenti calanti.
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A Piazza Affari si è avuto un andamento altalenante del Ftse Mib nelle ultime sedute, con una rottura decisa oggi dei minimi dell’anno. Cosa aspettarsi nel breve?
Il future sul Ftse Mib con scadenza dicembre, dopo aver testato in più di un'occasione la soglia dei 20.200 punti, l'ha rotta al ribasso oggi, complice anche la difficile situazione economica e politica che stiamo attraversando.
A questo punto la prossima tappa è quella rappresentata da area 19.500/19.600, dove si potrebbe tenere la "battaglia del Piave".
La rottura dei livelli di prezzo appena segnalati ci porterebbe diritti diritti sui minimi assoluti di questo decennio, naturalmente con fermate tecniche intermedie e con altissima volatilità, ma ciò è ancora prematuro.
Nelle ultime due sedute alcune indicazioni poco confortanti dalla Cina hanno impensierito il settore lusso a Piazza Affari. Qual è in particolare la sua view su Moncler e Salvatore Ferragamo (Londra: 0P52.L - notizie) ?
La Cina proprio da poche ore ha iniettato ingente liquidità nel sistema dei cross valutari con lo Yuan che si è portato di botto da 6,85 a 6,89 contro dollaro, approfittando della chiusura dei mercati durante la cosiddetta "gold week".
In Europa ha sofferto il lusso, con uno scivolone tecnico di Moncler sui supporti di 36 euro, perdendo quasi 3 euro dai livelli di congestione e stabilizzazione di 38,50 euro raggiunti e ben lontani dai massimi assoluti segnati oltre i 42 euro.
In area 36/35 euro consigliamo un intervento di riaccumulo graduale su Moncler, da proteggere comunque con vendita in box di call 44 e put 34 nei modi e tempi consueti, già comunicati in dettaglio.
Il nostro suggerimento è di astenersi da qualunque operatività su Salvatore Ferragamo, come consigliato da tempo non solo su queste pagine.
Vista l’attuale fase di incertezza a Piazza Affari, ritiene sia più facile trovare qualche occasione interessante tra i titoli a minore capitalizzazione più che tra le blue chips? C’è qualche titolo che vuole segnalarci?
Alcuni titoli minori da segnalare, che pur potrebbero in parte essere trascinati al ribasso da bancari, assicurativi e petroliferi, per "simpatia" potrebbero essere per esempio Tamburi, El.En, Centrale del latte Italia, Recordati (Londra: 0KBS.L - notizie) , De Longhi e molti altri.  Nessuno di questi può essere protetto da opzioni, ma tutti vanno visti in ottica di medio lungo termine.
Ci sono invece altri titoli che sono rimasti un po' indietro o sono stati troppo ingiustamente penalizzati come Autogrill (Milano: AGL.MI - notizie) , Campari (Milano: CPR.MI - notizie) e Leonardo, che godono però di una possibile copertura opzionaria e contemporaneo comodo trading.
Tra le blue chips ci sono poche e selezionate opportunità, ma qui di volta in volta è necessario adottare un attentissimo stock picking.
Il dollaro ha guadagnato terreno di recente tanto verso l’euro quanto contro lo yen. Cosa si aspetta per questi due cambi nel breve?
Come già detto in precedenti interviste, ci attendiamo un ulteriore rafforzamento del dollaro contro euro, con il cross che potrebbe tornare verso i minimi dell'anno in area 1,13, senza escludere possibili ulteriori discese anche verso la soglia di 1,12/1,115.
Il più controllato cross dollaro-yen lo vediamo in un ampio range 104/114 e potrebbe tranquillamente restare nella fascia alta dello stesso, con possibili superamenti al rialzo nell'intraday.
 

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