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venerdì 5 ottobre 2018

ENI in corsia di sorpasso grazie a BoA. Ecco perchè ora è buy


In una giornata segnata da vendite diffuse a Piazza Affari, dove seppur in maniera diversa un po' tutti i titoli si muovono in negativo, spicca ancora di più il rialzo in controtendenza di ENI che conquista la prima posizione nel paniere delle blue chips. Il titolo, dopo aver ceduto poco più di mezzo punto percentuale ieri, in seguito a tre sedute consecutive positive, oggi riprende la via dei guadagni con una certa vivacità.

ENI oggi ha avviato gli scambi già in salita e ha allungato progressivamente il passo, tanto da presentarsi negli ultimi minuti a ridosso dei massimi intraday a 16,558 euro, con un vantaggio dell'1,72% e oltre 6 milioni di azioni scambiate fino ad ora, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 9 milioni di pezzi.


Il titolo viaggia a poca distanza dai massimi dell'anno toccati nell'intraday del 15 maggio scorso a 16,89 euro e non sembra risentire degli ultimi movimenti del petrolio. Non più tardi di ieri l'oro nero ha accusato una netta correzione, con un ribasso nell'ordine di quasi il 3%, e oggi sta provando a mantenersi a galla, viaggiando a poca distanza dall'area dei 74,5 dollari al barile.
A dare sostegno ad ENI oggi è senza dubbio la mossa di Bank of America-Merrill Lynch, i cui analisti hanno deciso di riservare una promozione al titolo, con un cambio di strategia da "neutral" a "buy", a fronte di un prezzo obiettivo rivisto verso l'alto da 15,9 a 20 euro, livello che implica un potenziale di upside di circa il 20% rispetto ai prezzi correnti di Borsa.


Secondo la banca americana ENI viaggia a sconto del 35% rispetto alle major del settore oil ed è stato penalizzato dalla percezione del rischio politico in Italia.  Ciò è avvenuto ingiustamente visto che la società del cane a sei zampe vede solo meno del 10% dei suoi ricavi esposti al nostro Paese.

Gli analisti fanno notare inoltre che ENI ha una leva finanziaria tra le più basse nel comparto di riferimento e questo le permette di vantare una maggiore flessibilità nella distribuzione di cassa agli azionisti sotto forma di dividendi o attraverso piani di buy-back, ossia acquisto di azioni proprie.


Per gli esperti di Bank of America-Merrill Lynch ci sono inoltre ulteriori fattori di appeal: uno è rappresentato da una possibile execution migliore delle attese relativamente al giacimento di Zohr, e l'altro dalla valorizzazione delle attività in Norvegia. 
Proprio in quest'ultimo Paese è stata realizzata un scoperta di petrolio, annunciata ieri da ENI, nel pozzo di Cape Vulture, nell'offshore norvegese.
I volumi recuperabili sono stimati tra 50 e 70 milioni di barili, con ulteriore potenziale, ricordando che Eni detiene una quota dell’11,5% nella licenza, mentre Equinor il 63,95% e Petoro il 24,55%.
Il campo di Cape Vulture potra? essere sviluppato attraverso l’unita? galleggiante FPSO Norne, la quale dista soli 7 km dal pozzo e ha capacita? disponibile.

ENI possiede inoltre due licenze aggiuntive localizzate a nord della scoperta di Cape Vulture, ed entrambe sono operate da Equinor che ha una quota del 60%, mentre ENI e? partner con il 40%.
Per gli analisti di Equita SIM la notizia relativa alla scoperta di Cape Vulture non ha impatti rilevanti per il titolo, in quanto gli stessi stimano un valore del campo netto per ENI di circa 30-40 milioni di euro.

Confermata in ogni caso la strategia bullish sul titolo che secondo la SIM milanese resta da acquistare con un target price a 18,5 euro.
Fonte: News Trend Online

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