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mercoledì 10 ottobre 2018

Bond oggi: il real torna sopra la media 200. Yield al 7,5%

Il quasi successo alle elezioni presidenziali brasiliane di Jair Bolsonaro elimina il rischio di un Paese ingovernabile e succube di un’estrema divisione politica. Ora si andrà al ballottaggio ma il candidato della destra, che si ispira a Donald Trump, è quasi matematicamente sicuro del successo finale.
Da giorni ormai la reazione del real sull’euro è stata impetuosa, con un rimbalzo che l’ha portato dai 4,92 del 13 settembre ai 4,27 di ieri. E’ pur vero che nei mesi precedenti si era registrato un vero e proprio crollo, ora annullato. 

Resta pur sempre debole

Non è però il caso di cantare vittoria.

In un trend di lungo termine la divisa brasiliana si muove su livelli ancora bassi, visto che all’inizio del 2017 quotava sui 3,28 contro euro, obiettivo verso il quale alcuni analisti vedono evolvere il real in una prospettiva di uno/due anni. Un bersaglio in realtà difficile, poiché la situazione dell’economia nazionale appare complessa, dopo un periodo di sostanziale mancanza di guida politica.
Tuttavia il cross Eur/Brl festeggia due risultati: il primo è la rottura della media mobile a 200, con un movimento di rafforzamento che potrebbe proseguire dopo dieci sedute positive, sebbene si registri un ipervenduto dell’euro; il secondo è lo sfondamento di una significativa resistenza per il real a 4,29.

Calcolando dei pivot point su media “weekly”, più precisi rispetto ai “daily” in una fase così rabbiosa, si evidenzia che un definitivo consolidamento avverrà oltre i 4,006, superando quindi la linea Maginot nonché psicologica dei 4 Eur/Brl, il che potrebbe verificarsi alla conclusione dell’evento elettorale, il 28 ottobre. 

Rialzo delle relative emissioni

Non sempre quando una valuta si muove così violentemente le relative obbligazioni salgono, poiché le dinamiche delle quotazioni dipendono da altri fattori.

Negli ultimi giorni tuttavia si è visto un rimbalzo di non pochi bond, sebbene ieri la seduta sia stata in rosso. Chi fosse entrato quindi in posizione a metà settembre incasserebbe un doppio segno più. I rendimenti medi risultano tuttavia ancora rilevanti, con un valore medio – riguardo ai sovranazionali a tasso fisso quotati a Milano – del 7,5%, logicamente extra variabile valutaria, con punte oltre l’8% e il 9% per le emissioni zero coupon o lunghe e con maggiori cedole. 

In testa alla classifica

I migliori in termini di yield sono due Bei:
  • il 7,25% scadenza 8/11/2022 (Isin XS1816652389): ieri ha chiuso sui 96, sebbene si sia visto un bid/ask ballerino, che ha contribuito a un rendimento di fine seduta all’8,46%, cioè sopra il valore medio dell’intera compagine.

    Il problema è che il titolo scambia poco (ieri due contratti da 10.000 Brl passati entrambi a 96), con una quotazione di chiusura migliore rispetto alle altre Borse europee e ai contributori “Otc”.
  • il 7,5% scadenza 11/1/2023 (Isin XS1748439533): ieri ha chiuso a 97 Brl, con un rendimento sull’8,3%, in presenza di una ventina di contratti giornalieri, sopra la media degli ultimi tempi, e un’estesa forchetta di prezzo degli eseguiti (da un minimo di 95,7 a un massimo di 98,28 Brl).
Movimenti di quotazioni ampi, come nel caso del Bei 7,5%, consigliano di operare con estrema prudenza su un mercato così volatile, testimoniato da grafici nervosissimi in cui collocare ordini a revoca su valori bassi del “book” può fare - se poi colpiti - una netta differenza in termini di profittabilità dell’operazione. 
Fonte: News Trend Online

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