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martedì 2 ottobre 2018

Bancari giù con spread in rally. Le scelte di MS a Piazza Affari


A circa mezz'ora dalla chiusura della sessione odierna, a Piazza Affari i bancari si confermano tutti in calo, anche se in recupero dai minimi intraday. Ad avere la peggio sono Banco BPM e Bper Banca che scendono rispettivamente dell'1,79% e dell'1,51%, seguito da Ubi banca e Unicredit che cedono l'1,3% e l'1,22%, mentre Intesa Sanpaolo e Mediobanca calano dello 0,87% e dello 0,6%.

I titoli del comparto sono appesantiti dal deciso rialzo dello spread BTP-Bund che in mattinata si è spinto anche oltre i 300 punti base, presentandosi ora poco sotto tale soglia e precisamente a 298,5 basis points, con un rally di oltre il 10%.  
I bancari italiani sono legati a doppio filo alle sorti dello spread BTP-Bund e inevitabilmente soffrono nel momento in cui quest'ultimo sale, in quanto i movimenti al rialzo vanno ad impattare sui bilanci degli istituti di credito.


A tal proposito gli analisti di Morgan Stanley in un report diffuso oggi hanno evidenziato che i recenti rialzi del differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco hanno eroso il capitale delle banche quotate a Piazza Affari tra 1 e 14 punti base, con effetti più rilevanti su quelle di medio dimensioni che hanno una maggiore quantità di BTP in pancia e presentano un Common Equity Tier 1 ratio più debole, come accade nel caso di Banco BPM, Ubi Banca e Banca Monte Paschi.


La banca americana ritiene che le prospettive per le banche di medie dimensioni restino sfidanti, malgrado scambino a 0,5 volte il valore di libero e con uno sconto di quasi il 40% rispetto ai competitors esteri. 
Gl analisti vedono principalmente tre fattori di rischio ora: lo scontro tra Italia e Unione europea sulla manovra del Governo giallo-verde, i mercati emergenti con particolare riferimento alla Turchia e all'Argentina, e i difficili negoziati sulla Brexit.

Secondo Morgan Stanley i bancari di medie dimensioni, per quanto su valori depressi, non hanno dei prezzi tali da giustificare un acquisto ora. Il consiglio è di mantenersi alla larga dagli stessi per ora, almeno fino a quando non ci saranno i primi segnali incoraggianti sulla visibilità dei rendimenti.


In generale gli analisti mostrano una certa cautela sull'intero settore bancario dopo che le loro speranze di un esito positivo per la manovra 2019 in Italia non si sono concretizzate. 
La traiettoria del debito tricolore è tornata in prima piano ed evidenzia la vulnerabilità del comparto bancario.
Per Morgan Stanley non si può ignorare ora il premio per il rischio dopo la manovra e questo ha indotto gli analisti ad aumentare il costo del rischio dell'1% dall'11% al 12%, unitamente ad una revisione al ribasso del prezzo obiettivo dei bancari, in media del 7%.
La banca americana mantiene così una raccomandazione "equalweight" per Intesa Sanpaolo e Ubi Banca, con un prezzo obiettivo che scende da 3,1 a 2,9 euro nel primo caso e da 3,7 a 3,3 euro nel secondo.

Nel caso di Intesa Sanpaolo gli analisti apprezzano il forte bilancio e l'atteso pagamento dei dividendi in contanti per i prossimi anni, ma segnalano che il gruppo deve confrontarsi nel panorama europeo con banche che hanno caratteristiche simili, con il vantaggio però di trovarsi in Paesi più solidi dal punto di vista economico e più stabili sul versante politico.

Lo stesso rating viene ribadito per Banco BPM, con un target price che passa da 2,6 a 2,3 euro, ed è "equalweight" anche il giudizio assegnato a Banca Monte Paschi, con un fair value ridotto da 2,7 a 2,3 euro.    
Solo due i titoli che per gli esperti meritano una view bullish e si tratta di Unicredit e Mediobanca, entrambi coperto con un rating "overweight".


Nel caso di Unicredit il prezzo obiettivo è stato rivisitato al ribasso da 18 a 17,2 euro, segnalando che secondo gli analisti il gruppo grazie al suo piano di ristrutturazione riuscirà a raggiungere un Common Equity Ter 1 fully loaded del 13% nel 2020, dal 12,4% atteso per la fine di quest'anno.

Per Mediobanca la valutazione obiettivo è stata ritoccata leggermente da 10,6 a 10,4 euro: gli analisti evidenziano che l'istituto di Piazzetta Cuccia è l'advisor di punta in Italia, indicando due potenziali catalizzatori: lo sviluppo dell'unione bancaria in Europa e il consolidamento del settore in Italia.
Fonte: News Trend Online

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