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lunedì 8 ottobre 2018

Analisi fondamentale settimanale sui prezzi dell’oro

Gli investitori in oro potrebbero scommettere in una crisi dei mercati emergenti, che in questo momento sembra confermarsi ma, per ora, solo come un evento speculativo. La Fed può determinare l’evoluzione futura, se confermasse la usa politica aggressiva sui rialzi dei tassi per combattere l’inflazione, potremmo assistere a grandi spostamenti nel mercato azionario o a un’ulteriore debolezza nei mercati emergenti (già ribassisti).
I future sull’oro hanno chiuso la settimana con il segno più, mostrando una certa indipendenza dal loro rapporto con i rendimenti dei Titoli di Stato statunitensi e il dollaro USA, entrambi gli asset hanno chiuso la settimana in territorio positivo, un evento che generalmente mette pressione all’oro, tuttavia, l’azione dei prezzi della scorsa settimana ci suggerisce che ci fossero acquirenti sul mercato.
Non siamo ancora pronti ad etichettare come “rialzista” l’andamento dell’oro, ma i segnali stanno aumentando da questo punto di vista se consideriamo il minimo di agosto. Stiamo assistendo a prove di resistenza sui minimi del grafico, dove gli acquirenti tendono ad intervenire quando si presentano debolezze. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ora è che gli acquisti permettano all’oro di superare i massimi di 1.215,80$, 1.218,00$ e 1.220,70$, e se ciò si verificasse, potremmo arrivare nel breve periodo a quotazioni tra i 1.277,60$ ei 1.303,70$.
La scorsa settimana, il Comex Gold di dicembre si è attestato a 1.205,60$, guadagnando 9,40$ con un +0,79%.
Il catalizzatore dietro il rialzo dei prezzi dell’oro potrebbe essere la copertura delle posizioni short da parte degli hedge fund e dei manager delle materie prime, che potrebbero aver iniziato ad acquistare la scorsa settimana, ma non ne avremo la certezza fino a quando non vedremo gli ultimi dati dalla Commodity Futures Trading Commission. Attualmente, i dati della CFTC indicano che questi professionisti hanno posizioni corte nette.
La scorsa settimana, i rendimenti dei Titoli di Stato statunitensi sono saliti ai massimi pluriennali sulla scia della forza dei dati economici statunitensi e dei commenti interventisti del presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti, Jerome Powell. Il presidente della Fed ha persino suggerito che, se necessario, la banca centrale potrebbe diventare più aggressiva al fine di prevenire l’inflazione e proteggere l’economia.
Se questo commento fosse stato fatto diversi mesi fa, probabilmente l’oro sarebbe precipitato, ma in chiusura di questo ciclo ristretto, i trader dell’oro stanno agendo come se i rendimenti dei Titoli statunitensi si stessero avvicinando al loro valore massimo. Inoltre, ci vuole del tempo per invertire una tendenza al ribasso di lungo termine, non accade in una notte.
Prima i venditori allo scoperto devono uscire dal mercato, quindi gli acquirenti devono entrare con abbastanza soldi per creare un trend rialzista. Quando si fanno previsioni su diversi eventi futuri che devono combaciare, il processo tende ad essere lungo. Siamo ancora in una fase iniziale, non c’è un singolo processo che può trasformare il mercato in rialzista, ma sono necessari una serie di eventi.
Uno di questi eventi è un potenziale crollo dei mercati emergenti, i tassi di interesse negli USA stanno aumentando rapidamente e gli investitori si stanno muovendo in massa verso il dollaro USA, tuttavia, quando il dollaro si rafforza, le valute dei mercati emergenti si indeboliscono. Attualmente, ci sono importanti problemi in Brasile, Venezuela, Argentina e Turchia. Quanto tempo ci vorrà prima che i problemi inizieranno a sorgere in India, Cina o Russia?
Gli investitori in oro potrebbero scommettere in una crisi dei mercati emergenti, che in questo momento sembra confermarsi ma, per ora, solo come un evento speculativo. La Fed può determinare l’evoluzione futura, se confermasse la usa politica aggressiva sui rialzi dei tassi per combattere l’inflazione, potremmo assistere a grandi spostamenti nel mercato azionario o a un’ulteriore debolezza nei mercati emergenti (già ribassisti).
Se la Fed sarà costretta a modificare i suoi piani aggressivi sugli aumenti dei tassi al fine di prevenire un crollo del mercato azionario o dei mercati emergenti, potrebbe verificarsi un indebolimento del dollaro USA, e un dollaro più debole dovrebbe sostenere i prezzi dell’oro.
This article was originally posted on FX Empire

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