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mercoledì 26 settembre 2018

Tutti gli occhi puntati sul FOMC


La debolezza di Merkel non turba l’euro

By Vincent Mivelaz
Angela Merkel vede l’inizio della fine del suo lungo mandato in veste di Cancelliere tedesco?
Questo è quanto sembrerebbe suggerire l’elezione del capogruppo parlamentare del suo partito svoltasi ieri.
A sorpresa, i partiti dell’Unione cristiana hanno scaricato Volker Kauder, molto vicino a Merkel, ed eletto invece Ralph Brinkhaus. Ciò mette ancor più sotto pressione la leadership di Merkel e dà un impulso ai partiti d’opposizione (ad esempio il partito di destra AfD), che sperano di mettere fine alla grande coalizione di Merkel.

Non è stata tuttavia una disfatta – è stato un voto di misura e il nuovo capogruppo ha confermato che sosterrà Merkel. In definitiva, una rivoluzione debole all’interno della coalizione CDU/CSU.
Non vediamo quindi ragione per cui la crescita economica tedesca debba rallentare nella seconda metà del 2018.
La forte domanda interna continua a sostenere l’economia, soprattutto i servizi, anche se il settore manifatturiero continua a deteriorarsi per effetto del protezionismo USA. Gli ultimi indicatori economici sono incoraggianti. L’EUR/USD, che scambia intorno a 1,1767, dovrebbe compiere un rimbalzo, dirigendosi verso 1,18.

Cosa farà la Fed?

By Peter Rosenstreich
Che cosa farebbe la Fed – cioè, cosa deciderà la Federal Reserve USA alla riunione di politica monetaria che si concluderà oggi? Ieri l’indice sulla fiducia dei consumatori USA ha toccato il massimo da 5 anni, alimentando le speranze che il PIL mantenga l’attuale ritmo di accelerazione.

Probabilmente la spesa interna rimarrà elevata, ma il rallentamento delle esportazioni smorzerà l’ottimismo. Sempre fra le note negative, beni primari quali l’auto e la casa stanno diventando inaccessibili per gran parte degli americani. Ciò potrebbe causare un rallentamento delle spese e un aumento dei risparmi.
La riunione della Fed non dovrebbe riservare sorprese. Ci aspettiamo un rialzo dello 0,25% adesso e un altro 0,25% a dicembre – come già previsto – e nessuna variazione della politica. Un mancato rialzo dei tassi dal FOMC sarebbe uno shock.
Sembra che la Fed non devierà dal suo corso, con quattro rialzi in totale nel 2018, tre nel 2019 e uno nel 2020 (c’è chi chiede un rialzo nel 2021).

Stando a una grande banca tedesca, sul forex si osserva un pattern riconoscibile in cui i mercati vendono USD il giorno della decisione della Fed, e poi acquistano USD il giorno dopo. Sembra interessante per operare sul breve termine.
Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online

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