-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 21 settembre 2018

Tokyo sarà l'asso nella manica di Trump alle prossime elezioni?


Che sia una vera e propria guerra commerciale o solo una serie di schermaglie (come dicono da JPMorgan) resta innegabile che tra Usa e Cina i rapporti non sono al massimo. Adesso, poi, è entrato un scena un nuovo, potenziale, nemico di Washington, il Giappone, reo di avere il terzo più alto surplus commerciale con gli Usa dopo Cina e Messico.

L'export giapponese 

Recentemente, infatti, Washington ha proposto un dazio del 25% sulle importazioni di veicoli giapponesi e parti automobilistiche nonostante da parte sua, Tokyo non applichi alcuna maggiorazione sui veicoli statunitensi in entrata.

Una iniziativa, quella della Casa Bianca, che evidenzia come le tariffe potrebbero essere economicamente e politicamente dannose per il Sol Levante il quale, dietro questa minaccia, potrebbe essere costretto a fare alcune concessioni. Le autovetture, infatti, costituiscono circa il 30% delle esportazioni giapponesi dirette negli Stati Uniti e l'export, come si sa, è il cavallo di battaglia dell'intera economia giapponese.

L'imbarazzo di Abe

Non solo, ma la questione potrebbe essere complessa anche sotto l'aspetto politico visto che il primo ministro giapponese Shinzo Abe si è sempre vantato della sua amicizia con Trump, dipingendola come un fattore positivo per la nazione.

Con la possibile entrata in vigore dei dazi minacciati, però, le questioni cambiano: numeri alla mano una tariffa del 25% sulle esportazioni ridurrà i profitti delle case automobilistiche di quasi il 50% come sottolinea Jesper Koll, CEO di WisdomTree Japan KK.
Trump ne è cosciente così come sa perfettamente degli sforzi interni che il governo nipponico sta portando avanti da anni per riuscire ad emergere da una stasi economica ormai ultra ventennale.

Le concessioni di Tokyo 

Abe, nuovamente confermato alla guida del Partito Liberaldemocratico (LDP) non più tardi di due giorni fa, incontrerà la prossima settimana, per la precisione il 26 settembre, il presidente Trump nel tentativo di frenare lo scoppio di una nuova guerra commerciale contro un'altra nazione.

In realtà la terza economia più grande del mondo si oppone all'idea di rinegoziare i patti stabiliti in passato, il che potrebbe portare Tokyo a fare concessioni su un altro terreno. Quale? E' indubbio che, in vista delle prossime elezioni di medio termine durante le quali i repubblicani potrebbero perdere la maggioranza di uno dei rami del Congresso, Trump abbia bisogno di apparire come un vincitore per lo meno nella guerra dei dazi, se non altro per fugare le ombre circa le sue presunte amicizie con i gerarchi russi.

In questo caso Tokyo può tornare utile con eventuali concessioni.

Di che tipo?

Prima di tutto offrendo in cambio u aumento delle importazioni americane come soia, carne e attrezzature per la difesa: questo accordo permetterebbe di dare una mano agli agricoltori americani.
E anche alla reputazione di Trump che troverebbe la conferma di un bacino di voti finora a rischio. Altro campo d'azione sarebbero le famose infrastrutture promesse da Trump in campagna elettorale ma ben poco amate dai repubblicani: la creazione di un possibile fondo giapponese come partner nel finanziamento dei lavori, finanziamento che potrebbe alleviare la pressione sulle casse statali Usa, sarebbe un altro aiuto per Trump, sempre in vista delle elezioni.

Ad ogni modo, visto lo storico rapporto di amicizia fra le due nazioni, il pericolo dell'aprirsi di un nuovo fronte di guerra commerciale nell'Estremo Oriente appare attualmente lontano.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.