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martedì 4 settembre 2018

Si alzano i volumi. Si abbassano i prezzi


Più che brutto segnale, regola rispettata. 
Con il ritorno ieri degli operatori, i volumi si sono progressivamente alzati ed i prezzi sono arrivati, là dove dovevano arrivare, secondo la speculazione. 
A fine settimana il future Dicembre ha addirittura toccato i 20000 punti, andando intraday anche leggermente sotto. 
Ma l'appuntamento con i supporti di 19800 è solo rimandato. 
Nella prima parte della seduta insistenti vendite sulle scadenze a2/5/10anni dei BTP, in modo pesante sul primo, più sensibile e volatile.
La scadenza appunto 15 giugno 2020 è andata nettamente sotto 98, arrivando a rendere anche oltre l'1,55%, per poi chiudere un pelo sopra 98 con un rendimento dell'1,40%.
Più composti il 5 anni ed il 10 anni con rendimenti di poco superiori rispettivamente al 2,50% e al 3,20%.
Teniamo sempre presente che il corrispettivo decennale Usa (treasury) rendeva poco meno  del 2,90%, ma con altri tassi ufficiali ed aumenti previsti! 
Il Dollaro contro euro ha continuato quindi a rafforzarsi tanto che in due sedute e passato da 1,1730.a 1,1585.
Concentrandoci quindi ora, solo su questi tre aspetti future Dicembre, BTP&Treasury e Dollaro, possiamo suggerire quanto segue.
Continuare a rollare ancora e per lo meno fino al raggiungimento di area 19500 di future Dicembre, le posizioni in essere marzo e Giugno 2019,  sempre nel rapporto 2 a 1, e con gli strike (basi) su 23000/22500 e 19000/18500 rispettivamente call e put.
Attendere ancora un'entrata, comunque morbida prima sui Treasury al superamento comunque del 3% decennale, come riferimento, senza trascurare il rendimento ultra piatto della curva,  che potrebbe favorire anche il 2 ed il 5 anni.
Molta cautela invece,  ancora sui BTP,  non tanto per le previsioni di leggeri ritocchi all'insù dei tassi dal  secondo semestre 2019, ma per le possibili, se non probabili, turbolenze autunnali ed oltre, che ci attendono, e che potrebbero penalizzare fortemente sopratutto le scadenze più sensibili e volatili del 2 anni ma anche delle scadenze più lunghe. 
Intraday potremo assistere anche al superamento.anche netto  del 2% del biennale ed in misura percentuale minore del 5 e del 10 anni.

Si dovrà fare molta attenzione, in quei frangenti, a scegliere il miglior rapporto rischio/beneficio, per ogni singola esigenza, delle varie scadenze. 
Per finire con il cross euro dollaro. 
Se, come sembra, il dollaro oltre a beneficiare sempre più di bene rifugio, dovesse essere aiutato con un ulteriore spinta dai prossimi aumenti dei tassi e dal rimpatrio di valuta  di fine anno  dalle sue multinazionali, potremo vederlo anche sotto area 1,13 già toccata in luglio agosto. 
Qui si dovrebbero chiudere tutte le posizioni detenute in valuta Usa.
Fonte: News Trend Online

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