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martedì 11 settembre 2018

Segnali di forza: ancora rialzi nel breve. I titoli da preferire

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.
Il Ftse Mib ieri ha allungato il passo vero area 21.000. Ci sono le condizioni per assistere ad ulteriori progressi o si aspetta un ritorno delle vendite?
L'andamento del Ftse Mib nel medio termine al momento ha ancora caratteristiche neutro-negative. Nelle precedenti interviste avevamo indicato l'area dei 20.000/19.500 come possibile target del movimento ribassista. Abbiamo assistito ad una fase di consolidamento al di sopra dei 20.000 punti ed è stata una fase importante durata un paio di settimane.
Ieri c'è stato il primo breakout dei 20.800 punti che è un segnale di forza di breve termine, ancora in un contesto indeciso di medio periodo. Ora le quotazioni sono proiettate verso i 21.300 punti, primo target di breve termine, per poi guardare alla soglia dei 22.000 punti quale secondo obiettivo.
Nei prossimi giorni quello appena descritto appare lo scenario più probabile e quest'ultimo è sicuramente riconducibile alla ripresa del settore bancario grazie alla riduzione dello spread, quindi sostanzialmente ad una riduzione del rischio Italia da parte delle valutazioni degli investitori.
Il tutto si sta traducendo in un movimento rialzista a Piazza Affari e va detto che i minimi tra agosto e settembre sono stati registrati in divergenza positiva rispetto agli oscillatori. I minimi non sono stati seguiti dagli indicatori algoritmici e questo dimostrava che la spinta ribassista stava perdendo forza e intensità.
Al momento lo scenario più probabile nel breve termine appare quello di una continuazione del movimento rialzista del Ftse Mib verso gli obiettivi indicati prima.
Qualora ci fosse uno shock esogeno o un cambiamento repentino, non imputabile all'andamento dell'indice italiano, sarebbe il cedimento dei minimi del 2018, quindi dei 20.200 punti, a fornire un'indicazione di stop loss per i trader o di alleggerimento delle posizioni in essere per gli investitori che operano in ottica di portafoglio.
Qual è la sua view su Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) e Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) alla luce degli ultimi recuperi?
Il recupero del mercato è riconducibile a logiche di valutazione legate ad un cambiamento nella percezione del rischio Italia da parte degli investitori. Una riduzione dello spread si trasforma in maggiori opportunità di ritorno principalmente per il settore bancario, più penalizzato fino ad ora da questo cambio di sentiment.
Unicredit ha aggiornato i minimi in prossimità dell'area dei 12,5 euro e possiamo notare dal punto di vista tecnico una divergenza positiva sugli oscillatori.
Nella seduta di ieri c'è stato il breakout del primo pivot registrabile a 13,5 euro e ora ci sono due obiettivi di breve termine: uno è a 13,9 euro che rappresenta l'incrocio con la media mobile di periodo e l'altro a 14,4 euro, dove troviamo la chiusura del gap lasciato aperto tra il 9 e il 10 agosto scorsi.
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Il completamento di questo movimento e un consolidamento al di sopra dei 14,4 euro muterebbe la condizione di negatività di breve termine, consentendo ad Unicredit di riprendere un percorso rialzista sempre di breve periodo.
Lo scenario è neutro-positivo in questa fase, ma ci sono le condizioni per una ripresa delle quotazioni e per un riposizionamento sul titolo. In questo momento abbiamo due obiettivi di prezzo di breve termine, mentre il consolidamento sopra i 14,4 euro aprirebbe scenari anche di medio periodo, ma al momento conviene attendere che si sviluppi il movimento.
Simile lo scenario per Intesa Sanpaolo, per il quale la discesa è stata più impetuosa e il rimbalzo è stato altrettanto vigoroso, nel senso che il titolo è tornato in prossimità dei 2,4 euro, formando un pivot high. Sarà il superamento di quest'ultimo a fornire indicazioni di trading, con nuovi segnali di forza che avrebbero proiezioni a 2,6/2,65 euro.
Intesa Sanpaolo è ottimo anche dal punto di vista del trading puro perchè il rapporto rischio-rendimento, considerando il minimo raggiunto, si propone 1 a 1, quindi si tratta di un buon titolo su cui posizionarsi ora, stante anche le divergenze positive sugli oscillatori come nel caso di Unicredit.
Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) sta recuperando terreno dai minimi degli ultimi cinque anni. Il peggio per questo titolo è ormai alle spalle?
Telecom Italia ha raggiunto dei minimi molto importanti e il movimento di rimbalzo cui stiamo assistendo in queste ultime giornate probabilmente è legato al Beta, cioè ad una ricopertura degli investitori sull'indice nel complesso che in qualche modo sta riguardando anche Telecom Italia.
E' difficile al momento parlare di inversione o di movimento di rialzo e lo scenario dal punto di vista della tendenza sarà negativo almeno fino al raggiungimento di area 0,62/0,63 euro.
La sessione di ieri ha impresso una spinta forte al titolo, ma è difficile intravedere delle potenzialità in questa fase. In sostanza sarebbe necessario il superamento di 0,62/0,63 euro e poi un ulteriore allungo per avviare posizioni di trading anche di breve termine.
La tendenza ribassista è molto ben definita e bisogna attendere ancora qualche giorno per valutare un'eventuale inversione della stessa nel breve termine.
FinecoBank (MDD: FBK.MDD - notizie) sta aggiornando i suoi massimi storici, mentre appare decisamente in difficoltà Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) . Cosa può dirci di questi due titoli?
I due titoli da lei indicati sono sicuramente divergenti e in ottica di allocazione settoriale gli investitori sicuramente hanno preferito posizionarsi su FinecoBank piuttosto che su Azimut.
FinecoBank viaggia sui massimi di sempre e ha ancora possibilità di crescere: chi è entrato sul titolo lo ha fatto positivamente al superamento dei 10,37 euro e in questo momento può mantenere la posizione con dei trailing stop, il primo dei quali potrebbe essere a 10,6 euro.
Quando un titolo è così forte come Finecobank, diventa complesso avviare delle posizioni di trading di breve termine. Su nuovi aggiornamenti dei massimi si possono aprire nuove posizioni long, ma nell'ottica di qualche giorno, perchè le valutazioni del titolo sono sicuramente amplificate in questa fase.
Azimut in questo momento è sottovalutato rispetto ai competitors e il primo segnale di breakout si avrebbe al superamento dei 14 euro, segnalando un'area resistenziale importante tra i 14,7 e i 15 euro.
Ora il titolo è su livelli di possibile sottovalutazione, ma ci sono delle resistenze abbastanza significative che in qualche modo possono indurre gli investitori a preferire altri titoli con un orizzonte di breve termine.
Lo scenario per Azimut cambierebbe al raggiungimento dei 16 euro che in questo momento resta un obiettivo particolarmente ambizioso per il titolo che sarà sicuramente caratterizzato da più volatilità rispetto ad altri.

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