-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 6 settembre 2018

Reddito inclusione o cittadinanza, flat tax o bonus fiscali

 
23 miliardi il valore stimato al ribasso per realizzare la favola del governo in carica. Federcontribuenti: dal taglio del bonus cultura poco più di 250 milioni di euro, abolendo la Naspi, la Asdi e gli assegni per il sussidio alla disoccupazione altri 2 miliardi. Eliminando anche gli 80 euro del bonus Renzi e gli sgravi fiscali raggiungeremmo quota 12 miliardi di euro. Non solo la coperta sarà sempre corta ma, con quale beneficio?.
Prigionieri del governo di turno. Reddito di inclusione o reddito di cittadinanza, bonus fiscali, alla cultura, alla disoccupazione o flat tax, manca sempre una riforma reale e concreta che metta in discussione il bilancio pubblico e la fame sociale. Perché non pensare di togliere tutti i balzelli fiscali come i bonus per ridare credibilità all’Italia e fiducia agli italiani? Una propaganda durata mesi per un cambiamento che non c’è: ”una manovra che non elimina né gli sprechi e né tanto meno la diseguaglianza e non risolve il problema dell’occupazione e non sapranno come impedire alle banche di aggredire – alzando tutti i tassi di interesse – i titolari di mutui e fidi.
TASSE E IVA
Portiamo l’IVA al 18% invece di pensare alla FLAT TA X. Aiuterebbe i consumi e darebbe slancio e convenienza ai nostri prodotti (un esempio – perché il nostro olio extravergine con olive italiane costa il triplo nei supermercati) e infine come respiro alle PMI che potrebbero investire, svilupparsi e dare impiego. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) disegno di legge la soglia dei ricavi per accedere alla flat tax sale a 100.000 euro. Il costo è di 3,5 miliardi. Vi sembra logico e giusto abbassare il carico fiscale a chi ha ricavi per 100 mila euro l’anno?.
REDDITO DI CITTADINANZA, SI PARTE DAI CENTRI IMPIEGO e intendono dotare di altri 2 mld le strutture ma, come ricorda il presidente Marco Paccagnella di Federcontribuenti: sono già state previste nuove assunzioni nei centri per l’impiego pari a 1.600 unità. Per le politiche del lavoro spendiamo 7 miliardi di euro; il 55% destinato ad incentivi per le assunzioni, il 40% alla formazione, il 4% all’avvio di start-up e l’1% alla creazione diretta di posti di lavoro però, solo il 3% dei disoccupati che si rivolge agli uffici di collocamento riesce a trovare un impiego. Una media irrisoria rispetto ai numeri di Francia e Germania che superano il 20%. Secondo l’Istat, all’anno, almeno 2 milioni e mezzo di persone vi si rivolgono. Che senso ha potenziarli ancor più quando andrebbero invece riformati e formati.
PENSIONI E LA QUOTA 100 : non è l’età a contare, ma l’assegno mensile.
In pensione entro i 65 anni per uomini e donne e pareggio degli assegni. La vecchiaia è un diritto di tutti non solo di chi ha svolto lavori o incarichi di una certa importanza sociale. Parità, equità. L’assegno per tutti non può essere inferiore alle 1.500 euro mensili e nel caso di pensione sociale non sotto gli 800 euro.
SUD E NORD : la stupida insistenza sul mezzogiorno.
Le tasse sono alte al nord come al sud si evadono al nord come al sud e cambiano solo i metodi. Il problema del carico fiscale è sempre lo stesso, disparità tra richieste e redditi. Le tasse si pagheranno solo quando il carico fiscale scenderà sotto il 48% del reddito al netto.
SPENDING REVIEW : nessuno realmente conosce il costo degli Enti locali.
Basterebbe imporre un tetto di spesa, in base al numero di abitanti, per amministrazione e se sforato si chiederà ai consiglieri in carica di versare di tasca propria l’eccedenza di spesa.
PACE FISCALE : eliminiamo i debiti caduti in prescrizione e rispettiamo i termini di Legge.
Chiudere i contenziosi entro i 100 mila euro per cartelle che si trascinano dal 2000 e che violano i termini della decadenza e prescrizione; chiudere i contenziosi davanti ad ISEE non superiori ai 12 mila euro e nessuna pietà verso i grandi evasori.
In sintesi, cerchiamo di uscire dalla palude delle promesse e troviamo subito un modo per scongiurare i sicuri aumenti di tassi di interessi che le banche applicheranno a breve evitando pericolose collisioni con la UE - spiega Marco Paccagnella -. Abbiamo troppi problemi urgenti in casa per scatenare guerre diplomatiche su terreni che ci vedono in difetto. Subito un salario minimo; abolizione dei contratti a tempo determinato inferiori ai 4 anni; aumento delle pensioni; riforma del sistema fiscale e bancario. Sblocco dei fondi per il rifacimento e manutenzione di tutte le strutture e infrastrutture pubbliche. Insomma, andiamo avanti!.

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.