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giovedì 20 settembre 2018

Prezzi del petrolio contrastati nei mercati internazionali


Prezzi del petrolio contrastati nei mercati internazionali dopo i rialzi delle ultime sedute. Il future sul Brent *cede sull'Ice lo 0,265% e si riporta a 79,19 dollari al barile, mentre il derivato sul *WTI guadagna lo 0,22% e torna a 70,93 dollari.
Diversi e contraddittori i segnali che giungono dal mercato.

Il dollaro, che tende a muoversi in direzione opposta alle quotazioni del greggio, si deprezza in maniera consistente in queste ore (Dollar Index -0,65%). 
Ieri la variazione settimanale delle scorte di petrolio negli Stati Uniti *ha mostrato un calo, ma inferiore alle attese (segnale negativo per i prezzi dell'oro nero).


Si registrano quindi anche le rinnovate pressioni del presidente statunitense Donald *Trump
 sull'Opec: "Noi proteggiamo i Paesi del Medio Oriente - ha scritto in un tweet di poche ore fa - non sarebbero al sicuro a lungo senza di noi, eppure continuano a spingere in alto e oltre i prezzi del petrolio.
Il monopolio dell'OPEC deve mandare i prezzi giù adesso!".
Da tempo, come noto, Washington accusa l'Opec (e la Russia che supporta dall'esterno il cartello) di mantenere artificiosamente elevati i prezzi del petrolio con le politiche di taglio coordinato della produzione. Al cartello dei produttori guidato dall'Arabia Saudita (non senza dissensi interni) viene attribuita una quota del 30-40% della produzione mondiale di petrolio e quindi un'influenza decisiva sulle quotazioni internazionali del greggio.


In realtà però gli ultimi rialzi dei prezzi sono stati attribuiti da diversi osservatori internazionali soprattutto agli Stati Uniti e alle sanzioni all'Iran e al Venezuela che hanno di fatto eliminato forniture rilevanti sui mercati internazionali. La decisione statunitense di promuovere un forte protezionismo rivolto soprattutto alla Cina minaccia inoltre da tempo il commercio internazionale e con esso la domanda di petrolio.
Il taglio coordinato della produzione promosso da Russia e Opec ha cercato di reagire a questo contesto cercando di sponsorizzare un graduale incremento della produzione per evitare quotazioni eccessive del greggio sui mercati internazionali.
(GD - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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