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mercoledì 19 settembre 2018

Politica italiana: dall'estero aumentano le preoccupazioni


Le rassicurazioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria e del Vice primo ministro Luigi Di Maio non hanno portato la serenità a Piazza Affari che alle 14.15 era in calo dello 0,37%.

Tensioni in vista

Più forza sembrano aver avuto invece le discussioni interne tra Di Maio e Tria con il primo che non sembra aver gradito non solo la disponibilità del ministro a rientrare entro i parametri fissati dall’Ue ma anche e soprattutto, le difficoltà evidenziate da Tria nell’approvazione del reddito di cittadinanza, misura cardine del programma 5 stelle.

Infatti l’azione del rappresentante del Dicastero viene vista dai mercati come una sorta di forza moderatrice nell’esecutivo. 
Stando a quanto confermato, infatti, Roma si atterrà alle regole fiscali che impongono al deficit una soglia di bilancio non più del 3% del prodotto interno lordo. 
Hetal Mehta, economista di Legal and General Investment Management sottolinea come “le relazioni tese e le rivalità all'interno del gabinetto sono in rapido sviluppo e rappresentano un rischio per nuove crisi politiche.”

Guerra di potere

Quello che sta emergendo, allo stato attuale delle cose, sembra essere una vera e propria lotta di potere dal momento che, stando agli ultimi sondaggi, il M5S, che a marzo riuscì a riscuotere la maggior parte dei voti, sebbene non sufficienti per formare un governo di maggioranza, sta costantemente perdendo voti a favore della Lega.
Analizzando quanto finora fatto dalle rispettive parti, infatti, sembra che la Lega con la sua politica antimmigrazione sia riuscita, agli occhi dell’elettorato, a realizzare una percentuale maggiore di quanto promesso in campagna elettorale rispetto a quanto fatto finora dal Movimento il quale puntava per lo più ad un aumento delle spese per il welfare, mentre sia Lega che M5S condividevano la volontà di dare un taglio delle tasse e una generale riforma del sistema pensionistico che abolisse la Legge Fornero.

Un risultato che, secondo Mehta, ha visto un gioco facile per l’esponente del Carroccio, Matteo Salvini che si è dedicato, non senza polemiche, a bloccare l’arrivo delle navi delle organizzazioni non governative che trasportavano in Italia i profughi in fuga dalle zone del centro e del Nord Africa.

Lega e M5S

Per quanto riguarda Di Maio e il suo ministero del lavoro, si tratta di una serie di provvedimenti che richiedono strategie più complesse e una maggiore quantità di tempo per essere applicate.

Sul progetto del M5S, infatti gravano incognite più ampie
“Sarà più difficile per Di Maio capitalizzare politicamente e a breve termine le sue iniziative".
Ma non si tratta solo di lotte interne ma anche di disaccordo riguardo alle modalità con le quali le misure comuni (flat tax e pace fiscale) saranno applicate.
Un esempio arriva da quel limite per la pace fiscale che sarebbe stato fissato a 1 milione di euro: troppo alto secondo i grillini che non solo rischierebbe di non far quadrare i conti sulle entrate fiscali, ma porterebbe anche vantaggi più per le fasce di reddito superiori che non per quelle medio basse. 
Problemi anche per la flat tax che potrebbe essere spostata al 2020 e per gli importi del reddito di cittadinanza: allo stato attuale delle cose non si sa bene nè a quanto ammonti nè chi ne potrà godere.

 
Fonte: News Trend Online

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