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mercoledì 12 settembre 2018

Piazza Affari: nuovi rialzi in vista. I titoli buoni e cattivi

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.
L'indice Ftse Mib sta provando ad allungare il passo verso area 21.000, da le indicata come primo target nell'ultima intervista. Il recupero in atto è destinato a proseguire nel breve?
Il calo di ieri registrato dal Ftse Mib è stato molto contenuto rispetto al rialzo della sessione precedente, ma come abbiamo già segnalato nelle ultime interviste, se dovessero arretrare le altre Borse anche Piazza Affari scivolerà verso il basso.
Il Ftse Mib ormai si muove soltanto in base ad ondate di carattere politico, basti pensare che dopo che lo scorso week-end alcuni esponenti del Governo tra cui il Ministro Tria, hanno fornito indicazioni positive sulla prossima legge di bilancio, si è avuta una immediata reazione al rialzo di Piazza Affari in avvio di settimana.
Il mercato italiano è sottovalutato e sconta un rischio politico sui livelli attuali perchè diversamente sarebbe su valori ben più alti. Di fatto il Ftse Mib sconta la possibilità che quando il Governo presenterà la legge di bilancio, in base a quanto detto fino ad ora dagli esponenti principali quali Di Maio e Salvini, si vada contro i dettami di Bruxelles.
Sembra che la Lega e il Movimento 5 Stelle facciano finta di essere in campagna elettorale, ma quando si tratta di prendere decisioni si assiste spesso ad una revisione delle posizioni e credo che la figura di Tria sia stata scelta proprio per mitigare il rischio politico.
Tornando a Piazza Affari, fino a quando il Ftse Mib non riuscirà a rompere al rialzo i 21.200/21.300, la struttura rimarrà moderatamente ribassista, con pericoli in aumento in caso di cedimento di Wall Street.
Come detto prima il nostro mercato quota su livelli davvero bassi e quindi ci sono le condizioni per un recupero.
Possibili quindi ulteriori progressi nel breve e oltre i 21.000/21.200 lo scenario cambierebbe abbastanza.
Un primo target si avrebbe infatti in area 21.800/22.000 e in caso di ulteriore miglioramento del sentiment si potrà guardare ai 22.200/22.300 punti in seguito.
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Tra i bancari qual è la sua view su Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) e Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) ?
Intesa Sanpaolo ha recuperato circa il 7%-8% dal minimo segnato a poca distanza da quota 2,1 euro. A mio avviso il target di questo rimbalzo potrebbe essere a 2,4572,5 euro, raggiunti i quali si dovranno fare nuove valutazioni.
Al contrario al di sotto dei 2,1 euro si avrebbe nuova negatività per Intesa Sanpaolo.
Simile il movimento di Unicredit che da inizio mese però sta performando meno bene di Intesa Sanpaolo. Il target della salita in atto per Unicredit è in area 13,8/14 euro, mentre nuova negatività si avrà con ritorni al di sotto dei 12,8 euro.
STM (Shenzhen: 000892.SZ - notizie) continua a scivolare verso il basso senza trovare al momento appigli per risalire la china. Cosa può dirci di questo titolo?
STM è molto legato al Nasdaq (Francoforte: 813516 - notizie) che potrebbe entrare in una fase di debolezza e cedere un po' di terreno nel breve. Il titolo si trova sui minimi dell'anno, ha un'impostazione negativa e personamente non valuterei nuove posizioni long prima di un approdo in area 15,2/15 euro.
Su tenuta di questa soglia si potrebbe intervenire con un primo target in area 16/16,5 euro, a patto di assistere contestualmente ad una ripresa del mercato.
Come valuta gli spunti positivi offerti di recente da due utilities come Enel (Londra: 0NRE.L - notizie) e A2A (EUREX: 928195.EX - notizie) ?
Enel (Swiss: ENEL.SW - notizie) è sempre un po' elefantiaco, anche se ha recuperato bene dopo aver segnato i minimi dell'anno a inizio settembre a 4,24 euro. Da questo livello ha rimbalzato in direzione dei 4,6 euro, oltre i quali il titolo potrebbe allungare verso i 4,8/4,9 euro.
Personalmente però sarei cauto su Enel che da inizio anno mostra un bilancio negativo di oltre il 10%, a conferma di una debolezza di fondo che richiede una certa prudenza.
Sarei più propenso a valutarlo in caso di nuove flessioni che dovessero riportare le quotazioni verso i minimi dell'anno in area 4,2 euro.
A2A si è mosso in laterale negli ultimi mesi e non valuterei interventi prima di una rottura di area 1,6/1,65 euro. Oltre questo livello si potrà acquistare con target a 1,8 euro, senza dimenticare che A2A in genere non registra grandi movimenti.
Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?
Segnalo Mediaset che ieri ha vissuto una seduta pesante, ma è probabile che la discesa in atto prosegua verso valori più bassi. Personalmente valuterò un posizionamento sul titolo in caso di flessioni verso i 2,2/2 euro, con target i 2,6 euro prima e i 2,8 euro in un secondo momento.

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