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venerdì 7 settembre 2018

Piazza Affari: i titoli più importanti della giornata


Piazza Affari accelera al ribasso nel primo pomeriggio arrivando a perdere lo 0,88% (20.347 punti) alle 15.30, un calo che è stato accentuato dalle parole del Commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici il quale, pur considerando positivi i rapporti con l'Italia, ha ricordato che la nazione non solo deve ridurre il deficit sulla base di regole che valgono per tutti, ma che finra ha beneficiato di tutta la flessibilità possibile.

Tra Ue e Wall Street

Per quanto riguarda il bilancio, nessuna cifra e nessun commento fino a quando Roma non metterà nero su bianco le sue decisioni anche se le prime indiscrezioni parlano di una manovra tra i 25 e i 30 miliardi, contenente i primi provvedimenti per la partenza della flat tax e del reddito di cittadinanza.
Da parte sua Wall Street parte appesantita dai dati macro, in particolare quelli del report sull'occupazione di agosto (tasso di disoccupazione al 3,9% e dei nuovi occupati del settore non agricolo (201mila unità contro attese ferme a 187mila unità).
Tornando a Piazza Affari, nella classifica dei peggiori si registrano alle 16, Tenaris (-2%), Atlantia (-1,9%) e Unicredit (-1,6%) mentre sul podio dei best performer ci sono Salvatore Ferragamo che alle 16 registrava un guadagno del 2,3%, Moncler con +1,35% e Telecom Italia a +1,22%.

I protagonisti a Piazza Affari 


Tra i protagonisti della giornata si può partire proprio da quest'ultimo caso: Telecom torna sotto i riflettori in attesa del cda di lunedì prossimo che vedrà all'ordine del giorno l’asta 5G sebbene non è da escludere che altro argomento potranno essere le ultime uscite di Vivendi contro la nuova governance voluta dal fondo Elliott mentre continuano a restare sullo sfondo le voci di un possibile golpe contro l’a.d.

Amos Genish.
Tra gli altri nomi è da citare Eni che alle 15.25 perdeva l'1,2%. Sulle performance del titolo incombe il caos Libia: sebbene attualmente la produzione del cane a sei zampe non stia subendo contraccolpi dai disordini scoppiati da qualche giorno nella nazione nordafricana, resta il pericolo di un possibile calo in caso di un'escalation.
Attualmente la tregua sembra reggere ma le incertezze produrrebbero un rallentamento della produzione.
Restando nel settore energetico al centro dell'attenzione è anche Enel che, come Eni, deve subire le conseguenze di una vera e propria crisi nazionale. In questo caso si parla dell'Argentina.

Da Fca a Stm

Stando alle parole dell'amministratore delegato, Francesco Starace, a margine del forum Ambrosetti The European House a Cernobbio, gli impatti derivanti da una crisi che, in realtà, si snoda ormai da oltre 12 anni, sono già stati assorbiti.

Il che non crea preoccupazioni di sorta all'azienda italiana la quale ha confermato la volontà di restare in quello che è stato definito un Paese straordinariamente ricco. Alle 15.32 il titolo viaggiava in territorio positivo, seppur di poco, con un vantaggio dello 0,07%.
Chi invece vira in negativo è FCA: -0,67% alle 15.33, nel giorno della nomina ufficiale di Mike Manley come amministratore delegato di Fiat Chrsler al posto di Sergio Marchionne, approvata praticamente all'unanimità 99,58%).
Momento difficile anche per STM a -1,11 alle 15.36, un livello che fa toccare allo specialista dei semiconduttori, livelli che non vedeva da oltre un anno.

Alal base della debacle gli affanni registrati dal settore (l’indice SOX ha perso quasi il 3%). A questo si aggiunga il fatto che il gruppo ha comunicato un cambio delle previsioni delle stime di consegne nella seconda metà di quest'anno: da un iniziale range compreso tra 0% e +3% si è preferito una forbice tra 0 e -3%.
Fonte: News Trend Online

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