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lunedì 17 settembre 2018

Piazza Affari. i titoli più importanti della giornata


Il trend di ottimismo che si è avvertito alla fine della mattinata a Piazza affari si è man mano rafforzato. Alle 15.40, infatti, il Ftse Mib poteva vantare un saldo parziale di 1,04% in territorio positivo, sullo sfondo di un’Europa non altrettanto ottimista.

La situazione in Europa

Il Dax, infatti, non andava oltre un passivo dello 0,26% seguito da un Cac40 e da un Ftse 100 entrambi a cavallo della parità.
Un risultato che risente di più fattori, non ultimo il ritorno della paura dei dazi con la conferma, arrivata in mattinata, della tranche da 200 miliardi di dollari di tariffe doganali su merci cinesi da parte di Washington. L’unica finestra lasciata aperta dall’amministrazione Trump è stata quella dei numeri: invece del 25% di aumento sui dazi, ci si è limitati a un +10%, risultato che, però, non permette al segretario del Tesoro Steve Mnuchin di sfruttare i migliori auspici per i prossimi colloqui Cina-Usa previsti per fine mese.

Non manca di sollevare dubbi anche l’annosa questione della Brexit e di intese per il divorzio che tardano ad essere prese. In mattinata, infatti, è arrivato l’allarme del FMI secondo cui l’economia britannica sarà a rischio contrazione in caso di divorzio senza accordo, accordo che, a prescindere da qualunque esso sia, non regalerà a Londra se non un Pil a +1,5% sia per il 2018 che per il 2019n segnale di un futuro non migliore di quello che avrebbe avuto restando nell’Unione.

Sempre, però, in caso di accordo trovato. 

La questione Brexit

Tutto questo perchè nei giorni scorsi il piano di Chequers è stato criticato dall’ex ministro degli Esteri, Boris Johnson, dal momento che il piano in sè ridurrebbe Londra ad uno stato di sudditanza rispetto a Bruxelles.
Una serie di misure che sarà presto oggetto di voto ma che sarà rifiutato da ben 80 parlamentari. Già nel recente passato, però, il quadro dell’accordo aveva suscitato non poche polemiche tra i brexiteers che lo ritenevano inadatto, tanto da spingere addirittura l’allora ministro per la Brexit, David Daivis e lo stesso Johnson alle dimissioni. 

Uno sguardo all'Italia 

Guardando alla realtà italiana impossibile non considerare la spada di Damocle che ancora pende sul mercato tricolore e che è rappresentata dal bilancio che il governo dovrà presentare all’Unione.

Stando a un sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch tra 58 gestori internazionali il livello attuale dello spread (230 pb) già incorporerebbe la possibilità di un deficit del 2-3%. Cosa significa questo? Che l’attenzione dei mercati non è tanto focalizzata sui numeri quanto sulla reale fattibilità delle misure che nella Manovra verranno illustrate.
Ad ogni modo il differenziale Btp-Bund ha già confermato un trend in discesa, trend che a Piazza affari ha favorito il settore finanziario e quello delle banche. Alle 16 Unicredit e Intesa viaggiavano a +2%, Ubi a +1,3%, Unipolsai a +2,25%, Bper a +1,4%più distanziate Banca Generali a 0,91%, Banca Mediolanuma a +0,75%, Banca Mps a +4,25%,  
Fonte: News Trend Online

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