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giovedì 6 settembre 2018

Petroliferi giù, ma ci sono diversi buy. I titoli da scegliere


La seduta odierna prosegue all'interno di uno stretto intervallo di prezzi per il petrolio che si mantiene a ridosso dei valori del close di ieri in area 68,7 dollari. Il mercato attende di conoscere il report sulle scorte strategiche di petrolio Usa che potrebbe condizionare in un senso o nell'altro l'andamento delle quotazioni.

Ieri il petrolio ha continuato a perdere terreno, cedendo circa un punto e mezzo percentuale, dopo aver provato non più tardi di due sedute fa a spingersi per un attimo poco oltre i 71 dollari al barile, prima di indietreggiare.

Petrolio in balia di forze contrapposte

In questo momento ci sono forze contrapposte che agiscono sull'andamento dell'oro nero e da una parte una spinta rialzista potrebbe arrivare dalle preoccupazioni legate alle forniture dell'Iran, cui si aggiungono i timori per gli scontri in Libia, senza dimenticare la minaccia dell'uragano Gordon che sembra puntare verso il Golfo del Messico.
A questi fattori positivo per i prezzi del petrolio, si contrappongono altri elementi che contribuiscono a frenare l'ascesa degli stessi.

In primis si segnala la guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina che potrebbe avere effetti indiretti sui consumi della materia prima, per via di un eventuale rallentamento della crescita globale.
A pesare in secondo luogo sul greggio è anche la crisi di alcuni Paesi emergenti che stanno registrando un vero e proprio crollo delle loro valute, basti pensare al caso dell'Argentina e della Turchia.
Un rafforzamento del dollaro contro queste valute gioca a sfavore del petrolio che è inversamente correlato all'andamento del biglietto verde.
Intanto quest'oggi la seduta odierna viene vissuta nel segno della debolezza dai protagonisti del settore oil a Piazza Affari, con Saipem in flessione del 2,2%, seguito da ENI e Tenaris che cedono rispettivamente lo 0,16% e lo 0,04%.


Tra i titoli a minore capitalizzazione Maire Tecnimont viaggia in rosso dell'1,16%, mentre Saras lascia sul parterre il 12% del suo valore, dopo che la famiglia Moratti ha ceduto il 10% del capitale del gruppo a 2 euro per azione, con uno sconto di circa l'8% rispetto al valore del close di ieri.

Le indicazioni degli analisti su ENI e Saipem

A prescindere dalla debolezza odierna, nell'ambito del settore oil a Piazza Affari ci sono però diverse opportunità da cogliere, con titoli interessanti che possono regalare ancora spunti rialzisti.


Uno di questo è senza dubbio ENI, almeno secondo le indicazioni di Fidentiis che suggerisce di acquistare con un range di valutazione tra 17 e 18 euro.
Con riferimento alla situazione in Libia, dove è in atto uno scontro tra le due autorità rivali, gli analisti segnalano che al momento non ci sono indicazioni di stop della produzione presso le strutture del gruppo italiano.
Gli analisti avvertono però che il peggioramento della situazione in Libia è un potenziale fattore di rischio, visto che il Paese rappresenta oltre il 20% della produzione di ENI.
Equita SIM segnala che secondo le sue stime il gruppo produce circa 260-280mila barili al giorno nel Paese un tempo guidato da Gheddafi.

Gli analisti ricordano che il gruppo italiano e? il principale fornitore di gas al mercato locale, destinato ad alimentare le centrali elettriche del Paese per una capacita? di generazione di energia di circa 5 GW.
La SIM milanese stima che il protrarsi delle fasi di instabilita? possa impattare l’operativita? delle centrali a gas dovuta a possibili mancanze di manutenzione e personale qualificato e rallentare temporaneamente l’avvio di nuovi progetti.
Per quanto l'instabilità in Libia possa costituire un elemento di rischio per ENI, gli analisti di Equita SIM confermano la loro strategia bullish sul titolo, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 18,5 euro.
Diversa l'indicazione arrivata non più tardi di ieri da Morgan Stanley, i cui analisti hanno ribadito la raccomandazione "underweight" sul titolo, con un prezzo obiettivo ridotto da 17,5 a 16,7 euro.
La view negativa della banca americana è da ricondurre al fatto che secondo quest'ultima il rendimento del dividendo di ENI è solo nella media del settore, senza dimenticare il rischio specifico Italia.
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Sempre Morgan Stanley scommette invece su Saipem, con un rating "overweight" e un target price alzato da 5,8 a 6,7 euro.

In contrasto con il consensus, la banca americana si aspetta che le spese per investimenti nell'upstream saliranno e questo contribuisce a mantenere la sua view positiva sull'oil service.
Anche Citigroup guarda con ottimismo a Saipem, tanto che oggi ha ribadito la raccomandazione "buy", con un fair value a 5,2 euro.
Gli analisti evidenziano che il report del mercato del gas è di buon auspicio per Saipem, con una view positiva sostenuta anche dal miglioramento dell'outlook del settore dei servizi per l'industria petrolifera.

I giudizi su Tenaris

Contrastati i giudizi espressi per Tenaris che secondo Equita SIM è da mantenere in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 16,8 euro.

Gli analisi guardano alla possibile eliminazione dei dazi Usa sulle importazioni di acciaio dalla Corea del Sud. Ciò avrebbe implicazioni negative per Tenaris, principalmente perchè potrebbe peggiorare lo scenario sui prezzi negli Stati Uniti.
Un altro motivo di preoccupazione per Tenaris è rappresentato dalla crisi in Argentina, ma Banca Akros ritiene che i timori tanto su questo fronte quanto su quello dei dazi siano eccessivi.
Anche alla luce di ciò gli analisti mantengono una view positiva su Tenaris, reiterando la raccomandazione "accumulate", con un target price a 18,5 euro.

Sotto la lente Saras e Maire Tecnimont

Spostando lo sguardo sui titoli a minore capitalizzazione, Equita SIM è cauta su Maire Tecnimont, tanto da assegnare un rating "hold", con un fair value a 4,7 euro.

Indicazioni che non cambiano dopo che il gruppo si e? aggiudicato in via preliminare da Sonatrach un contratto EPC per l`esecuzione del progetto "LPG Train 4 - ZCINA Hassi Messaoud" in Algeria.
Infine, quanto a Saras, oggi colpito da un pesante sell-off, sempre Equita SIM mantiene una view positiva, invitando a comprare con un prezzo obiettivo a 2,3 euro.
Con riferimento alla vendita del 10% del capitale da parte della famiglia Moratti, gli analisti ritengono che questa notizia abbia implicazioni negative oltre a quello legate allo sconto del piazzamento.
In primis perchè il mercato potrebbe interpretare che il prezzo del titolo ha raggiunto un livello di valutazione adeguato per gli azionisti di riferimento, e in secondo luogo perchè il lock-up elimina le aspettative di un eventuale take-over nei prossimi 9 mesi.
La SIM milanese però resta bullish su Saras perchè i margini benchmark del terzo trimestre si stanno rivelando migliori delle attese, con un cambio più favorevole, senza dimenticare una proiezione di miglioramento delle stime del 20% a livello di eps 2018.
Negativo il giudizio di Banca IMI che consiglia di ridurre l'esposizione a Saras in portafoglio, con un target price a 1,7 euro, mentre Kepler Cheuvreux oggi ha rivisto la sua raccomandazione da "buy" a "hold", con un fair value invariato a 2,2 euro.
Il broker, che si dice sorpreso per la mossa della famiglia Moratti, segnala che con una discesa di quest'ultima al di sotto del 50% del capitale, non c'è dietro l'angolo un altro compratore di una quota di maggioranza del gruppo.
Fonte: News Trend Online

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