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martedì 11 settembre 2018

Paesi emergenti, sbagliato fare di tutte le erbe un fascio


La versione corredata di grafici di questo articolo e' disponibile all'indirizzo http://ftaonline.com/blog/paesi-emergenti-sbagliato-fare-di-tutte-le-erbe-un-fascio
Fermi tutti, abbiamo scherzato. Con queste parole sipotrebbe descrivere il cambiamento di scenario per l'economia globale al qualeabbiamo assistito negli ultimi mesi.
L'intensificarsi delle tensionicommerciali in tutto il mondo, ma in particolare tra Stati Uniti e Cina, hamutato le aspettative degli investitori, che stanno tornando a prevedere unperiodo di tassi ancora relativamente bassi per un periodo prolungato.
Il rischio che la guerra commerciale scatenata da Trumppossa portare ad un rallentamento economico globale e' infatti alto, forse nonabbastanza da interrompere il ciclo ormai intrapreso dalle banche centrali diquantitative tightening ma abbastanza da rallentarlo.
Poco probabile invece una vera e propria inversione ditendenza, con il ricorso a nuove misure di alleggerimento. Difficile infattipensare che le primarie banche centrali tornino ad allentare i cordoni dellaborsa ora che l'inflazione ha raggiunto il 2% in Europa e il 2,4% negli Usa. Ilricorso a nuovi dazi e il protezionismo in generale generano infattiinflazione, dal momento che gli aumentati costi implicati da questi mutamentivengono trasferiti almeno in parte dalle aziende ai consumatori, facendo quindiaumentare i prezzi.
Se le banche centrali rimarranno ferme sulle loro posizioni,intimorite dal rischio di una crescita oltre i target dell'inflazione, e magarisi limiteranno ad intervenire sui tassi con una tempistica piu' lenta rispettoa quella ipotizzata fino a poco tempo fa, ci sara' da mettere in conto unaumento della volatilita' sui mercati: il quantitative tightening comportainfatti un drenaggio della liquidita'.
Probabile anche un irripidimento dellecurve dei tassi, che almeno negli Usa e in Germania dovrebbero assumere unandamento piu' simile a quello ideale.
Tutto questo avra' effetto anche sull'economia e sulla borsadei paesi emergenti, in particolare per quelli che hanno fatto largo ricorsoall'indebitamento in dollari.

Di certo sara' importante seguire con attenzionequelle che saranno le contro mosse della Cina agli attacchi statunitensi. Glieffetti negativi delle politiche di Washington sull'economia USA si inizianogia' a vedere, il Dipartimento dell'Agricoltura USA e' dovuto infattiintervenire con un pacchetto di sostegno per gli agricoltori americani pari a12 miliardi di dollari, mentre i produttori argentini e brasiliani, inparticolare di soia, si sono avvantaggiati della guerra commerciale siaproponendosi come fonti di approvvigionamento alternative sia semplicemente perl'aumento dei prezzi.
Alcuni paesi emergenti quindi da una parte rischiano diessere penalizzati dal quantitative tightening della Fed, che drena liquidita',fa crescere i tassi e il valore del dollaro, ma dall'altra potrebbero trarre vantaggiodalle tensioni tra Usa e Cina. Vale quindi la pena di porsi la domanda se nonsia il momento di considerare acquisti sull'azionario dei paesi emergenti.
Alcunitra questi paesi infatti hanno dei fondamentali che sono migliori rispetto aquello che la recente evoluzione dei loro listini azionari lascerebbe supporre.
Le tensioni in Turchia infatti hanno alimentato negliinvestitori il timore di un contagio anche per gli altri paesi per i quali unirrigidimento monetario degli Stati Uniti e' dannoso, ma forse sull'ondadell'emotivita' si e' fatto di tutte le erbe un fascio senza distinguere trachi e' veramente vulnerabile e chi non lo e'.

Ad esempio la Russia, l'India, laMalesia, il Messico e la Corea restano interessanti, a differenza dell'Argentinae della Turchia che oggettivamente stanno attraversando serie difficolta' cherischiano di non risolversi in tempi brevi.
Tra le borse dei paesi citati vi sono differenzesignificative: quella indiana, quella malese e quella coreana hanno evidenziatonelle ultime settimane una buona propensione al rialzo, mentre quella messicanae quella russa si sono dimostrate in difficolta'.

Quella coreana (indice Kospi)e quella russa (indice Rts) viaggiano al di sotto delle rispettive medie mobilia 100 e 200 sedute, indicatori che aiutano a sintetizzare la condizione dellatendenza di medio e lungo periodo (quando le medie sono al di sopra del graficocome in questo caso si parla di trend ribassista), mentre solo quella indiana(indice S&P Bse 500) e' l'unica che si sta dimostrando in accelerazionepositiva rispetto alle medie, quindi quella con la tendenza rialzista piu'marcata.
Interlocutorio il comportamento della borsa messicana(indice IPC - Indice de Precios Y Cotizaciones) e di quella malese (KLSEComposite Index) che hanno superato al rialzo recentemente le due medie senzaallontanarsene tuttavia in modo convincente.
Da questa prima analisi generale emerge che l'indice russoRts e' da avvicinare con cautela, in particolare tornerebbe ad essereinteressante in ottica di acquisti solo oltre i 1150 punti con la prospettivain quel caso di raggiungere almeno area 1350 (1470 resistenza successiva).
Analoga valutazione per il Kospi coreano, che sarebbe daconsiderare un potenziale candidato per un portafoglio di investimento solooltre i 2400 punti (target a 2607, record di gennaio, poi a 2800 punti circa).
Per il KLSE malese il vero banco di prova sara' quello dei1896 punti, dove si collocano i massimi di luglio 2014 e di aprile 2018: sopraquei livelli si aprirebbero ampi spazi di rialzo, anche fino a 2290 (resistenzaintermedia a 2100 circa). Sotto area 1700 invece tornerebbero ad emergere irischi di un approfondimento ribassista.
La resistenza chiave per l'IPC messicano e' il picco delluglio 2017 a 51770 circa, raggiungibile con la rottura di area 50500.
Targetin quel caso a 54000 almeno. Sotto area 48000 invece segnali di debolezzapreoccupanti.
Nel caso del BSE indiano invece sono individuabili, allarottura del picco del 3 settembre a 15940 circa, obiettivi fino in area 17000almeno. Solo la violazione dei 15050 punti farebbe temere un rallentamentoduraturo della crescita.
(AM - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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