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lunedì 3 settembre 2018

L’USD si stabilizza su volumi di scambi sottili


Il dollaro tiene in vista di una settimana intensa

By Arnaud Masset
Dopo aver ampliato i guadagni contro gran parte delle altre valute sulla scia delle rinnovate preoccupazioni per le tensioni commerciali, il biglietto verde ha aperto la settimana pigramente, consolidando i rialzi. L’indice del dollaro si è stabilizzato intorno a 95,10, con l’EUR/USD salito dello 0,15%, a 1,1618, mentre la sterlina britannica è scesa del -0,33%, a 1,2917, perché continua a pesare l’eventualità di un mancato accordo sulla Brexit.

I partecipanti al mercato rimangono prudenti, perché i negoziati sul NAFTA fra USA e Canada sono ancora in corso.
Anche se questa settimana saranno diffusi molti dati economici, sul mercato dei cambi gli sviluppi politici e geopolitici rimarranno il catalizzatore principale. Negli USA, martedì sarà pubblicato l’ISM manifatturiero di agosto, mercoledì il dato ADP sulla variazione nell’occupazione, giovedì sarà la volta dei PMI non manifatturieri ISM e degli ordinativi di beni durevoli di agosto, e infine venerdì ci sarà la pubblicazione del rapporto sul lavoro (NFP, disoccupazione e crescita delle retribuzioni).
Di recente, la Federal Reserve è diventata più accomodante e i trader non sono così sicuri che la banca centrale continuerà ad aumentare aggressivamente i tassi il prossimo anno.

Il mercato mette in conto altri due rialzi per quest’anno, ma non sa come posizionarsi per il prossimo. Una sorpresa positiva dal rapporto sul lavoro di venerdì avrà quindi un impatto limitato sui mercati, invece una sorpresa negativa peserebbe molto sul biglietto verde.

Ulteriore accelerazione dell’inflazione turca

By Vincent Mivelaz
Il continuo diffondersi dei timori di un contagio legato al sistema bancario turco sta spingendo al ribasso la lira turca, mentre l’inflazione continua a crescere a un ritmo più rapido del previsto.

Si prevede un ulteriore movimento ribassista della TRY, almeno finché la Banca Centrale Turca (TCMB) non comunicherà e attuerà un intervento chiaro.
Per il momento, i dati IPC di agosto si attestano su livelli più elevati di quelli previsti dai partecipanti al mercato.
Le cifre annue e mensili si attestano al +17,90% e al +2,30% (previsione: +17,60% e +1,84%), livello massimo da 15 anni, e l’inflazione non si fermerà qui, potrebbe infatti raggiungere fino a un massimo del 25% entro la fine del 2018, ben lontano dall’obiettivo del 5% fissato dalla Banca Centrale Turca.

Di conseguenza, visto l’indebolimento della domanda interna e della fiducia nell’economia (sui minimi da 9 anni), oltre al drastico rallentamento nella produzione industriale, la crescita del PIL turco dovrebbe subire un rallentamento nel T3, pari invece al 7% nel T2.
Si prevede un ulteriore indebolimento della lira turca fino alla prossima riunione del comitato di politica monetaria della TCMB.
Gli annunci recenti della banca centrale segnalano un aggiustamento della politica alla riunione della prossima settimana (13 settembre). Tuttavia, se la reazione non sarà giudicata adeguata, la lira turca continuerà a perdere terreno.
La scorsa settimana l’USD/TRY ha superato la fascia a 6,50 e attualmente scambia intorno a 6,62, dirigendosi verso la fascia di 6,75 nel breve termine.
Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online

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