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venerdì 21 settembre 2018

L'Europa si accoda ai record di Wall Street. Atlantia tonica


Anche quest'ultima seduta della settimana è caratterizzata dagli acquisti sulle Borse europee che da subito si sono posizionate in territorio positivo, sulla scia dei nuovi record messi a segno ieri dal Dow Jones e dall'S&P500. La guerra dei dazi non sembra spaventare i mercati, malgrado le tensioni sul fronte commerciale persistano e non possano certo considerarsi superate.

Gli investitori guardano con fiducia all'approccio moderato della Cina nello scontro in atto con gli Stati Uniti e tanto basta a favorire nuovi acquisti sulle Borse. 
L'ascesa di queste ultime non è frenata in alcun modo dati dati macro diffusi questa mattina in Europa, dove l'indice PMI composito nella versione preliminare di settembre si è attestato a 54,2 punti, dai 54,5 di agosto, sotto i 54,4 punti attesi dal mercato.
L'indice PMI manifatturiero è sceso sui minimi degli ultimi due ani da 54,6 a 53,3 punti, anche in questo caso al di sotto delle stime fissate a 54,4 punti, mentre l'indice PMI servizi è salito da 54,4 a 54,7 punti, superando le previsioni che parlavano di una lettura invariata a 54,4 punti.


In Germania l'indice PMI manifatturiero è passato da 55,9 a 53,7 punti, al di sotto dei 55,7 attesi dagli analisti, mentre l'indice PMI servizi è salito da 55 a 56,5 punti contro i 55 punti previsti. 
In Francia lo stesso dato ad agosto si è ridotto da 55,4 a 54,3 punti, contro i 55,2 punti del consensus, mentre l'indice PMI manifatturiero è sceso da 53,5 a 52,5 al di sotto dei 53,3 punti messi in conto dal mercato.


Da segnalare che dopo la chiusura delle Borse è atteso l'aggiornamento del rating della Spagna da parte di Standard & Poor's, mentre Moody's si pronuncerà sulla valutazione del merito di credito della Grecia. 

Intanto si muove in positivo anche Piazza Affari dove il Ftse Mib, pur avendo già ritracciato dai massimi intraday segnati in area 21.650, si conferma in salita, con un rialzo dello 0,64% poco oltre i 21.500 punti.



Tra le blue chips in controtendenza troviamo Brembo che arretra dello 0,75%, seguito da Telecom Italia che scende dello 0,74% in attesa del Cda di lunedì prossimo, in occasione del quale si discuterà anche dell'acquisizione di Nextel e della cessione di Sparkle e Persidera.

Segno meno anche per STM che viaggia in calo dello 0,31% e si muove sotto la parità Azimut con un rosso dello 0,61%. Nel settore del risparmio gestito resta fermo FinecoBank che dopo aver segnato nuovi record storici si riporta sulla parità, mentre poco sopra troviamo Banca Generali con un rialzo dello 0,17%.



Nel settore bancario scende dello 0,43% banco BPM, mentre Mediobanca oscilla intorno ai valori del close di ieri, preceduto da Unicredit e Intesa Sanpaolo che salgono dello 0,48% e dello 0,79%. Riescono a fare ancora meglio Bper Banca e Ubi Banca con un vantaggio rispettivamente dello 0,82% e dell'1,14%.


In evidenza Atlantia che conquista il primo posto tra le blue chips con un rialzo di oltre il 2% sulla scia dei rumors relativi al riassetto del gruppo che potrebbe prevedere il coinvolgimento di F2i. 

Sul fronte macro Usa si segnala il dato preliminare dell'indice PMI manifatturiero che dovrebbe salire da 54,7 a 54,9 punti, mentre l'indice PMI servizi è atteso in rialzo da 54,8 a 54,9 punti.
Fonte: News Trend Online

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