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lunedì 24 settembre 2018

Lettera finanziaria. Guardare anche oltre


Cultori della scuola di pensiero, più volte espressa e condivisa da molti abbonati e lettori che ci seguono, fai quello che conosci (Warren Buffett), e noi aggiungiamo bene, oggi guardiamo anche oltre.
I mercati e gli assett ormai sono spesso correlati, come le ormai da noi straindicate opzioni, il dollaro, il petrolio e i metalli preziosi.
E ne scriviamo spesso. 
Per i mercati azionari internazionali e un po' come il rapporto fra gli indici ed i titoli, possono essere divergenti o vivere di motu proprio, completamente o parzialmente. Ma poi ci sono dei movimenti epocali su indici di enorme rilevanza.
Ci riferiamo a indici come Cina e Giappone,  rispettivamente seconda e terza potenza economica mondiale.
Quest' ultima pur giunta a metà della sua corsa dai minimi del 2009, sotto i 10000 punti, ai massimi odierni in area 24000, provenendo dai massimi di 39000, ha ancora un po' di strada da fare.

Magari più lentamente. 
Noi abbiamo dal 2015 messo sotto osservazione il Nikkei, dopo il primo mandato del primo ministro Abe e dopo quindi la prima impulsiva fase tecnica di maxi rimbalzo, accompagnata da misure apparentemente originali e discutibili e da febbre da cavallo del nuovo governo (misure poi entrate nel lessico non solo per addetti si lavori come Abenomics). 
Abbiamo poi apprezzato i primi risultati e segnalato che il Nikkei  sarebbe stato il  primo indice come performance nel 2017/2018.

Senza pause ci siamo arrivati.  
Ora dopo il terzo odierno mandato del primo ministro Abe, con una regia della Boj, molto, universalmente, apprezzata, un cambio equilibrato verso dollaro ed euro, ed i dazi Usa che.hanno solo sfiorato l' alleato Giappone, ci aspettiamo una lenta e costante ripresa del Nikkei verso massimi di 35000/40000 circa che potrebbero essere raggiunti anche entro il 2020.Vi guideremo verso strumenti appropriati come indici e azioni. 
Un po' più complicato gestire i movimenti della Cina, ma qui lo spazio di recupero potrebbe essere molto più importante.
Innanzitutto si deve ancora recuperare dai minimi l'ultimo ribasso dovuto alle varie guerre commerciali con gli Usa.

Lo Yuan è ora stabile sugli 6,85 contro dollaro e ci favorisce. E pure il recente ultimo rimbalzo del fine settimana, che ci porta fuori da un area supportale pericolosa. Il governo Cinese si sta velocemente muovendo verso un forte rilancio e sostegno. 
Queste misure prese dalla Cina si rivolgono sopratutto a rivitalizzare il mercato auto ed il suo indotto che da un paio d' anni frena una solida e generale ripresa industriale. 
I prezzi paiono buoni, ma è comunque preferibile utilizzare degli etf e fondi per entrare nei vari listini (stavamo scrivendo scatole) Cinesi. 
Quindi da una parte, Giappone,  crescita lenta e costante nei prossimi 2/3 anni.

Molto simile, ma molto meglio dell'Europa. E per certi versi simile all'Italia, tranne nella politica e costume. 
Dall' altra, una risalita da prezzi troppo sacrificati e con molto più spazio, ed in tempi più brevi, ma con violenti strappi e ricadute, che vanno pur  sempre considerate e messe in preventivo.
Molta volatilità.
Da qui per il primo meglio investire su titoli ed indici. 
Per il secondo su strumenti replicanti e fondi specifici.
Fonte: News Trend Online

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