-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 14 settembre 2018

L'economia globale? Siamo in un delicato equilibrio


L'economia globale si trova in una fase di delicato equilibrio che rischia di crollare definitivamente in caso di un passo falso che potrebbe arrivare da qualsiasi parte: una mossa troppo anticipata da parte delle banche centrali o l'inasprirsi della disputa commerciale Usa-Cina (o qualsiasi altra nazione).

La situazione internazionale

Ne è convinto Michael O'Grady, amministratore delegato e presidente della Northern Trust che ha aggiunto
"È difficile prevedere da dove verrà la prossima crisi, quindi penso che sia molto più importante essere preparati, indipendentemente da dove provenga.

Su questo fronte, penso che il sistema si trovi in una forma migliore di quanto non fosse prima della crisi mondiale”
Chi invece si trova in acque un po' più tranquille è il sistema finanziario statunitense, paradossalmente centro della crisi esplosa 10 anni fa con il fallimento di Lehman Brothers.
La ripresa è ancora intatta e l'inflazione è stata tenuta sotto controllo, ma le banche centrali devono riuscire a destreggiarsi tra l'attuale situazione e la necessità di uscire da una decennale serie di stimoli finanziari.

La prima a intraprendere questa strada è stata la Federal Reserve che già da oltre un anno sta aumentando i tassi di interesse e ha concluso il suo programma di acquisto di obbligazioni, mentre la Banca centrale europea dovrebbe interromperle alla fine di quest'anno, sebbene il rincaro del costo dell'euro è stato rimandato al 2019.
Una serie di strategie che sono state decise alla luce di una generale ripresa economica, sebbene non perfettamente uniforme, che ha coinvolto le maggiori aree economiche.

Il punto sulle banche centrali

Intanto Piazza Affari è partita poco mossa per poi recuperare man mano con un saldo che poco prima delle 10 arrivava a +0,5% (20.955 punti).

Intanto, però, si sta facendo il punto della situazione sulle banche centrali. Ha suscitato infatti clamore la notizia della banca centrale turca che ha deciso di andare contro i dettami del presidente Erdogan e aumentare i tassi di interesse di ben tre punti percentuali dal 21% al 24%.
Tornando in Europa e guardando alla Bank of England, la decisione è stata quella di mantenere lo status quo di tassi di interesse allo 0,75%, una calma in superficie che sta invece suggerendo un forte attivismo nelle retrovie, soprattutto in considerazione dell'elemento Brexit all'orizzonte e delle incertezze che lo accompagnano.

Anche perché la politica della BoE parte dal presupposto che dopo l'ufficializzazione del divorzio e l'innegabile prima volatilità, l'andamento economico dovrebbe adeguarsi alla nuova realtà. Ad ogni modo è logico pensare che il board della BpE abbia in realtà preferito mantenere un margine d'azione in caso di mancato accordo per l'uscita di Londra dall'Ue.
Forse qualche informazione in più potrà aversi al meeting di dicembre quando i negoziati saranno ormai in fase avanzata.
L'opinione comune è che la situazione dovrebbe restare ferma nell'immediato nonostante pil in crescita e inflazione in calo, fondamentali che, sebbene in aumento, potrebbero essere oggetto di un aumento a sua volta dettato da cause transitorie.

E si arriva alla Bce con il non-evento di ieri che ha portato alla sola, reale, notizia, della conferma (l'opzione era ancora rimasta aperta) del graduale ritiro dal Quantitative Easing con lo stop agli acquisti sul mercato che arriverà da dicembre, dopo una diminuzione di 15 miliardi che partirà da questo mese, mentre viene confermato il rialzo graduale dei tassi di interesse che dovrebbe iniziare nella primavera del prossimo anno.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.