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venerdì 28 settembre 2018

L'Angolo del Trader


Secondo Il Sole24Ore il piano industriale di Bper Banca, che verra' presentato il prossimo 8 novembre, dovrebbe prevedere l'integrazione all'interno del gruppo con Unipol Banca.* Unipol* ad oggi e' il primo azionista dei Bper con il 15% del capitale, l'effetto se andasse in porto tale operazione, anche in base all'andamento opposto dei due titoli nella seduta di giovedi', sembrerebbe essere negativo per Bper (impatto negativo sulla solidita' patrimoniale della banca) mentre risulterebbe positivo per Unipol.

Il titolo Unipol infatti fa registrare in una seduta difficile come quella di giovedi' per il settore finanziario una risultato ampiamente positivo, mentre Bper Banca risulta in flessione. Unipol si e' spinto a toccare un massimo intraday a 4,105 euro per poi stabilizzarsi poco al di sotto di quei livelli, a fronte di una chiusura mercoledi' a 4,02 euro.
Le quotazioni sono quindi riuscite a superare a 4,03 euro il 61,8% di ritracciamento (importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci) del ribasso dai massimi di maggio. In caso di ulteriori conferme positive oltre 4,19, lato alto del gap ribassista del 21 maggio, atteso il test di 4,54 euro, top di maggio.

Solo in caso di discese al di sotto di 3,84, dove transita la media mobile esponenziale a 20 giorni, rischio di test di 3,45, linea che sale dai minimi di luglio.
Bel progresso ieri per* Autogrill *(+4,26%) favorita dal rafforzamento del dollaro e soprattutto dai dati relativi ai ricavi dei primi otto mesi al 31 agosto 2018: 3 miliardi di euro, in crescita del 4,8% a/a a cambi costanti (+0,2% a cambi correnti).
Graficamente Autogrill mette a segno una bella reazione dopo essere scesa a contatto con la trend line che sale dai bottom del 2012, riavvicinandosi ai minimi di fine agosto a 8,40/8,50, livello più basso da marzo 2017. La reazione di ieri è significativa ma non muta il quadro grafico indebolito degli ultimi mesi.

Fintanto che la media mobile a 50 sedute, passante da 9,05 circa, non sarà alle spalle, resterà infatti elevato il rischio di assistere a ulteriori cali anche al di sotto dei minimi recenti, in direzione di 8/8,10 circa. Eventuali movimenti al rialzo dovranno pertanto spingersi oltre 9,28 euro per far rientrare i timori di nuovi cali.
Mondadori ha avviato ufficialmente le trattative per la vendita della controllata Mondadori France a Reworld Media.
Le due parti stanno negoziando in esclusiva "al fine di effettuare le consuete attività finalizzate alla possibile cessione". Gli asset transalpini erano da tempo oggetto di valutazioni: a inizio anno non era andata in porto la trattativa per un'aggregazione a tre con Lagardere e Marie Claire. Da quel momento sono partiti i contatti con Reworld Media.

Le indiscrezioni di inizio settembre parlavano di un 'offerta da 70/80 milioni di euro compresi debito e costi di ristrutturazione: meno di quanto ci si attende a Segrate. La vendita di Mondadori France è comunque valutata positivamente dagli analisti in quanto permetterebbe al gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi di concentrarsi sulla divisione libri e quindi farne emergere il reale valore.
L'analisi del grafico di Mondadori evidenzia il recupero delle ultime settimane e l'avvicinamento al massimo di luglio a 1,57 euro. Una vittoria su questo ultimo livello creerebbe le premesse per un miglioramento del quadro grafico di breve/medio periodo, con primo obiettivo a 1,70 circa e successivo a 1,95/2,00.

Discese sotto area 1,42 anticiperebbero invece un test di 1,30 circa, sostegno decisivo per scongiurare il ritorno sul minimo di fine maggio a 1,1840.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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