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venerdì 14 settembre 2018

La Federal Reserve sta giocando la partita giusta?


L'inflazione negli Stati Uniti sorprende ancora una volta: in negativo. Dopo il PPI, tocca al CPI deludere le aspettative di chi ritiene scontata una radicalizzazione della crescita dei prezzi al consumo, che supporti la politica monetaria tendenzialmente restrittiva della Federal Reserve. La banca centrale americana ha abbandonato definitivamente il "terzo mandato", orientato alla stabilità monetaria - negli speech ufficiali praticamente non vi è più traccia di termini che richiamino questo imperativo; prioritario dieci anni fa - e lascia intendere che preferisce sacrificare "un po'" di crescita al contenimento dell'inflazione prezzata soltanto dalle aspettative; non evidentemente anche dai dati reali.
Questo pone gli Stati Uniti in una posizione scomoda: da un lato la crescita dei profitti sostiene il mercato, dall'altro la politica monetaria riduce sempre più la liquidità: 230 miliardi di dollari in meno nel bilancio della Fed da un anno a questa parte.

Bisogna risalire ad aprile 2008 per ritrovare un tasso di variazione assoluta così depresso.
Apparentemente Wall Street fa spallucce, e tanto per chiarire si riporta a ridosso dei massimi. Ma le fratture non mancano: crescono le società sui massimi annuali, ma anche quelle sui minimi.
E questa dicotomia è prontamente rilevata da quel complesso sistema di regole alla base del cosiddetto Hindenburg Omen: attivatosi in ben 7 delle ultime otto sedute, e 9 volte nelle ultime cinque settimane. Il campionamento storico necessariamente si restringe di volta in volta, ma non possiamo fare a meno di rilevare come, storicamente, le circostanze analoghe passate - gennaio 2000, aprile 2006 e novembre 2007 - videro il Dow Jones offrire agli investitori delle eccellenti opportunità di agevole disimpegno dal mercato.
Anche Piazza Affari, bisogna dire, si rifiuta di accarezzare le aspirazioni degli Orsi.

Malgrado gli indici siano più a ridosso dei minimi che dei massimi, il Greed Index si mantiene a tripla cifra e in progresso quotidiano. Sappiamo già che il primo giorno in cui questa misura del sentiment benigno svolterà verso il basso, il mercato azionario domestico probabilmente seguirà di lì a breve.
Nota.
Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.
Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online

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