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martedì 25 settembre 2018

Il greggio sale in previsione di calo delle forniture


Il petrolio greggio diventa politico

By Peter Rosenstreich
Il calo delle forniture sta spingendo al rialzo i prezzi del petrolio. Gli USA hanno imposto sanzioni sulle esportazioni di greggio dall’Iran, mentre all’interno dei confini nazionali si osservano limitazioni a livello di capacità e strozzature nelle condutture, e le scorte hanno toccato i minimi dal 2015, benché la produzione greggio USA abbia raggiunto i massimi storici a giugno.
L’OPEC e paesi esportatori come la Russia stanno discutendo di un aumento della produzione per compensare il calo delle forniture dall’Iran, ma produrre 1,3 milioni di barili aggiuntivi al giorno non è facile. Di recente Arabia Saudita e Russia hanno deciso di non aumentare la produzione.
In tal modo sfidano le richieste del presidente USA Trump di prezzi più bassi.

Le valute sensibili al petrolio si sono stabilizzate, la resistenza dell’OPEC a un aumento della produzione ha fatto salire il greggio Brent a $80,66. I trader prevedono che il barile toccherà i $90 entro la fine dell’anno e i $100 nei primi mesi del 2019. Vediamo che il Brent ha un andamento migliore del WTI, che comunque sale, e le curve delle materie prime sono sempre più rialziste.
Ciò sostiene le previsioni sugli utili delle società dell’energia negli USA. I prezzi del greggio più alti avranno un effetto negativo sui beni voluttuari, per via del rallentamento della spesa delle famiglie.

Il bilancio italiano non causerà la rovina dell’Euro

By Vincent Mivelaz
A Roma venerdì termineranno le trattative sulla legge di bilancio, che potrebbe superare le previsioni degli investitori, esercitando ulteriore pressione sull’euro.

All’inizio di settembre le stime parlavano di un deficit dell’1,50% rispetto al PIL; le stime recenti si attestano al 2% - cifra comunque inferiore al limite del 3% dell’UE. Ci aspettiamo quindi un impatto trascurabile sull’EUR, a patto che non venga violata la soglia del 3%.
Un bilancio con un rapporto al 2% sarà positivo per gli asset italiani. Ora a 1,1742, l’EUR/USD dovrebbe avvicinarsi alla fascia 1,1720 nel breve termine.
La legge di bilancio è realistica? Considerando che l’Italia è il secondo paese per indebitamento (come percentuale del PIL) dopo la Grecia e che il 24% dei prestiti arriva dagli stati dell’Eurozona, ci aspettiamo che l’UE continui a opporsi, che boccerà il piano di spesa oppure chiederà una politica fiscale meno rigida, cioè un calo della spesa.

Ecco una wild card: la coalizione di governo italiana è intenzionata a introdurre una flat tax del 15% e ad aumentare i sussidi per i poveri in tutto il paese.
Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online

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