-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 25 settembre 2018

Guerra dei dazi, la borsa cinese cerca di reagire

La versione corredata di grafici del presente articolo e' disponibile all'indirizzo http://ftaonline.com/blog/guerra-dei-dazi-la-borsa-cinese-cerca-di-reagire Tra le notizie di maggior peso uscite recentemente in meritoalla Cina si puo' citare la decisione di S&P Global Ratings di confermareil giudizio A+ sul credito sovrano del paese, confermando anche l'outlookstabile. L'agenzia di rating giusto un anno prima aveva declassato per la primavolta dal 1999 Pechino (peggiorando il rating da AA- ad A+). S&P ha posto l'accento su come il cambio di politicheabbia rallentato la crescita del credito e ridotto la dipendenzadell'espansione economica dagli investimenti pubblici. Se le tendenzeproseguiranno i rischi per la stabilita' della Cina potrebbero moderarsi.L'agenzia prevede che la crescita del Pil resti robusta, intorno al 6% almenofino al 2020. Stime analoghe sono state recentemente diffuse anchedall'Organisation for Economic Co-operation and Development (Oecd, in italianoOcse) che ha peggiorato l'outlook globale sia per quest'anno che per ilprossimo ma ha guardato con attenzione anche alle prospettive cinesi.L'istituto con base a Parigi, nell'edizione di settembre dell'Interim EconomicOutlook, ha tagliato al 3,7% la stima di crescita del Pil globale nel 2018, dal3,8% previsto in maggio. Peggiorato sempre al 3,7% (ma in questo caso dal 3,9%)l'outlook relativo al 2019. Tra i singoli Paesi, l'Ocse stima per gli Usa un'espansioneeconomica del 2,9% nel 2018 (2,7% nel 2019), mentre la Cina e' attesa a unacrescita del Pil del 6,7% quest'anno e del 6,4% per il prossimo. A rendere problematico il raggiungimento di questirisultati, sia per la Cina sia per gli Usa, potrebbe essere l'inasprirsi dellaguerra commerciale tra i due paesi. Pechino ha cancellato la visita aWashington del vicepremier Liu prevista gli ultimi giorni di settembre.L'annullamento di una nuova tornata di negoziati commerciali tra Usa e Cinaarriva insieme all'entrata in vigore di nuovi dazi da entrambe le parti.Washington ha introdotto infatti nuove tariffe commerciali su 200 miliardi didollari di merci cinesi (migliaia di prodotti che vanno dalle valigie ai fruttidi mare). I dazi inizialmente saranno del 10% per poi salire al 25% apartire dal 1° gennaio 2019. In risposta il governo di Xi Jinping ha annunciatotasse su 5.207 merci Usa per un valore di circa 60 miliardi. Prodotti come gasnaturale liquefatto, caffe' e vari tipi di olio commestibile subiranno dazi del10% mentre saranno limitati al 5% quelli su merci come verdure surgelate, cacaoin polvere e prodotti chimici. Pechino ha accusato Washigton di "bullismocommerciale" ma, secondo quanto riporta l'agenzia ufficiale Xinhua, si e'detta disposta a riavviare i negoziati commerciali con gli Usa se i colloqui"si baseranno su reciproci rispetto e uguaglianza", lasciando quindidi fatto una porta aperta alla riapertura dei negoziati, una eventualità che hain parte rassicurato i mercati.

Intanto il Fondo monetario internazionale ha lanciato il suomonito, che per quanto scontato non e' da sottovalutare "la guerra deidazi potrebbe comportare costi significativi per l'economia globale". E'evidente che anche i mercati finanziari non rimarranno insensibili agliavvertimenti dell'organizzazione guidata da Christine Lagarde. Il riaccendersidelle tensioni commerciali tra Cina e Usa, con l'entrata in vigore di nuovidazi da entrambe le parti, potrebbe infatti essere un fattore ribassista pergli indici azionari, in particolare quelli cinesi. Gli interventi di politica fiscale della amministrazioneTrump hanno infatti sostenuto la crescita statunitense (l'economia americana hamesso a segno una crescita del 4,1% nel secondo trimestre, il migliorerisultato dal terzo trimestre del 2014 e il terza piu' sostenuto dall'uscitadalla recessione) mentre quella cinese langue (nel secondo trimestre il Pilcinese si e' fermato al 6,7% annuo dal precedente 6,8%). C'e' poi da segnalare il fatto che ormai gli investitoriprendono con le molle le statistiche sulla crescita in uscita da Pechino: il6,8% dei tre trimestri precedenti l'ultimo e' infatti stato,"stranamente", in linea con il target fissato dal governo. Inaggiunta a questi dubbi sulla veridicita' dei dati c'e' anche il fatto che lacrescita cinese e' alimentata dal debito, giunto ormai al 270% del Pil, inbuona parte a carico del settore privato. Un ulteriore rallentamento "reale" della crescitaeconomica potrebbe quindi comportare difficolta' da parte di famiglie edimprese ad onorare le scadenze. Ecco perche', complice anche la debolezza dellamoneta cinese (anche in questo caso difficile capire se pilotata o meno dallabanca centrale o semplice risultato delle forze di mercato), gli indiciazionari Usa fanno registrare nuovi massimi mentre quelli cinesi sono in evidentedifficolta'. Eppure non tutti gli indici azionari cinesi versano incattive condizioni, almeno dal punto di vista grafico. L'indice di Shanghai, ilShanghai Composite Index, ad esempio ha superato recentemente la propria mediamobile esponenziale a 50 giorni e la trend line ribassista che parte daimassimi di gennaio, entrambe in transito in area 2765, inviando un primosegnale di forza incoraggiante. I prezzi hanno anche disegnato una figura a doppio minimo apartire dal 20 agosto con base a 2640/50 punti. Tale configurazione sembra ingrado di poter fornire la base per rimbalzi estesi, che al di sopra di area2866 potrebbero tentare la ricopertura del gap ribassista del 19 giugno conlato alto a 3008 punti, praticamente coincidente con il 38,2% di ritracciamentodel ribasso dai massimi di inizio anno (importante riferimento di Fibonacci).La resistenza successiva, il 50% di ritracciamento, si colloca a 3110 punticirca. Solo discese nuovamente al di sotto di area 2640/50 cancellerebbero leprospettive di rialzo. Incoraggiante anche l'andamento dell'Hang Seng ChinaEnterprises Index (l'indice delle maggiori H shares, ovvero di quelle azionidenominate in Renminbi di emittenti cinesi sotto la legislazione dellaRepubblica Popolare Cinese che sono pero' negoziate in dollari Hong Kong). Anche in questo caso le quotazioni sono salite, seppure solomarginalmente, al di sopra della media mobile esponenziale a 50 sedute, unindicatore che fornisce con la sua posizione rispetto ai prezzi una valutazionesintetica della tendenza di breve-medio termine (quando i prezzi salgono al disopra della media la valutazione e' positiva), ma si sono poi arrestate controla trend line ribassista che parte dai massimi di inizio anno, passante a11070. Negli ultimi tre mesi si e' registrato un decisorallentamento del ribasso subito dal picco di gennaio, con i prezzi che in piu'di una occasione si sono spinti fino in area 11200 per poi ridiscendere di unmigliaio di punti. Il superamento netto di area 11200 sarebbe quindi da leggerecome un segnale di conferma dei recenti indizi positivi che potrebbe portare inprima battuta alla ricopertura del gap ribassista del 19 giugno, a 11841 punti,poi al test di area 12700 almeno.

Nel caso dell'indice Hang Seng invece le indicazioni diforza sono molto meno evidenti: i prezzi hanno tentato ad agosto e a settembrela rottura della media esponenziale a 50 giorni, senza riuscire tuttavianell'impresa. La media coincide al momento in area 27850 con la trend linerialzista disegnata dai minimi di inizio 2016, violata al ribasso a meta'agosto ed ora rivista dal basso in qualita' di resistenza. Una decisa rottura di area 28000 sarebbe un primo segnaleincoraggiante, da confermare pero' poi sopra i 29000 punti per potereanticipare la ricopertura del gap ribassista del 19 giugno a 30259 punti. Chi resta invece molto distante dalla media esponenziale a50 giorni e' l'indice di Shenzhen (SZSE B SHARE INDEX): la media transitainfatti a 1005 punti circa. La rottura a 980 circa della trend line ribassistache parte dal top di giugno sarebbe comunque gia' un primo indizio in favoredell'estensione del rimbalzo in atto dai minimi di settembre a 945 circa.Ulteriori segnali positivi deriverebbero dal superamento di area 1020, contarget in quel caso a 1065, lato alto del canale decrescente che parte dal topdi gennaio, resistenza critica anche in ottica di medio periodo. Sotto area 945invece la tendenza ribassista tornerebbe a dominare.

(AM - www.ftaonline.com) Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.