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lunedì 17 settembre 2018

Ftse MIb: segnali di acquisto forti non ancora presenti. Ma...

 
Il tema dei dazi che vedono impegnati gli Stati Uniti e la Cina sembra mutare la propria prospettiva mentre in Europa abbiamo potuto assistere a diverse situazioni. La view di Stefano Masa Head of QuantInvest® Research & Analysis Department e i titoli più importanti da monitorare in settimana. 
Partiamo da una panoramica generale internazionale che metta in evidenza i singoli temi accaduti nel corso della settimana trascorsa.
Segno positivo pressoché generalizzato sui principali listini azionari mondiali. Le piazze finanziarie europee, come quelle statunitensi ed asiatiche, hanno archiviato la trascorsa ottava con un saldo circoscritto attorno al punto percentuale. Da evidenziare l’andamento del petrolio (Future (Francoforte: 923414 - notizie) sul Brent ) che – nuovamente nel corso del 2018 - ha raggiunto quota 80 dollari: un livello importante perché corrispondente a prezzi fatti registrare nel “lontano” 2014. Una rivalutazione ancor più significativa se presa in esame nel corso dell’ultimo anno: dai minimi di giugno 2017 (44,53 $ circa) il prezzo dell’ “oro nero” hanno verosimilmente raddoppiato. Un aumento “sottotraccia” che in molti hanno sottovalutato (non approfittandone) soprattutto in vista delle prossime manovre in materia monetaria: prima fra tutti quella in corso negli Usa ed a seguire in Europa.
Il tema dei dazi che vedono impegnati gli Stati Uniti e la Cina sembra mutare la propria prospettiva: scambi di annunci e poi smentite sull’attuale stato di un possibile dialogo tra le parti in causa ma – si può ritenere a mio parere – che in prospettiva futura le diplomazie possano raggiungere un accordo; probabilmente non sufficiente in sede di prima negoziazione ma pur sempre positivo.
In Europa abbiamo potuto assistere a diverse situazioni: prima fra tutte quella riconducibile all’appuntamento in agenda tenuto da Mario Draghi numero uno della Bce . Alla vigilia si intravvedeva, qualora ci fossero stati spiragli per una revisione (“forte”) al ribasso sulle previsioni di crescita dell’intera area, la non esclusione di un eventuale prolungamento del Qe attualmente in scadenza con la fine di quest’anno. Nelle dichiarazioni invece rilasciate dal governatore centrale, i suoi precedenti dettami, sono stati confermati: termine del Qe a fine anno, tassi invariati e potenzialmente fermi fino all’estate del 2019, crescita confermata «solida e generalizzata» caratterizzata da un lieve scostamento dalle precedenti stime pari allo 0,1% nel 2018 e nel 2019. Sempre da Mario Draghi è arrivato (l’ennesimo) monito per l’Italia ed il suo Governo: «le parole del governo fanno danni agli italiani» ma ancor più l’ormai ripetuto avviso sulla cosiddetta “prova dei fatti”. Da sottolineare il risultato del voto emerso in sede europarlamentare: una netta maggioranza ha votato l’art. 7 dei Trattati nei confronti dell’operato di Orbàn mettendo quest’ultimo in “stato di accusa”. Ritengo invece superfluo un eventuale commento sulle considerazioni - ed il relativo scambio dialettico che ne è seguito con i nostri esponenti politici – del commissario Ue Moscovici .
Quali sono i fatti salienti da evidenziare sulla piazza italiana? 
Per quanto concerne il nostro Bel Paese , la notizia che ritengo sia la più significativa non solo nel brevissimo termine ma soprattutto in ottica futura, sono le dimissioni – dopo cinque mesi dalla nomina – di Mario Nava a capo della Consob . Ritengo sia una perdita che “lascerà il segno”: la sua figura da «tecnico, uomo di finanza, e di numeri» come lui stesso si è definito, la ritenevo opportuna in questa delicata fase politica del nostro paese proprio in coerenza con il “cambiamento” tanto annunciato. Prescindendo dai risvolti politici che hanno influito (ed influenzato) le sue forzate dimissioni, con Mario Nava ed il suo operato, si poteva intravvedere un concreto apporto verso una nuova legislazione del nostro sistema finanziario. Nulla togliendo ai futuri candidati, si può ammettere tranquillamente che questo epilogo lascia perplessi numerosi operatori internazionali.
Quali prospettive per il FTSE MIB?
L’andamento del nostro FTSE MIB sembra ormai rispettare la dinamica sviluppata e rappresentata dal Raff Regression Channel. Già nel corso del precedente intervento si è soffermata l’attenzione su questo studio grafico (predisposto in corrispondenza dei massimi di anno) e della sua potenziale valenza ai fini operativi. Il supporto individuato a 20.239,95 punti non è stato raggiunto ma solamente avvicinato mediante il minimo a 20.253,27 nel corso della giornata di lunedì 3 settembre. Da allora i corsi hanno ripreso forza riportandosi in direzione della resistenza indicata in corrispondenza di quota 20.979,54: prima con un massimo intraday a 20.995,38 punti (lunedì 10 settembre) per poi proseguire fino a far registrare un massimo weekly a 21.051,88. Il ricalcolo del target rialzista sviluppa un prospettico obiettivo in area 21.899,71 punti.


Al fine del raggiungimento di quest’ultimo, sono prevedibili leggere prese di profitto che – se arginate fino al supporto di 20.324 – possono rappresentare opportunità al fine di un posizionamento long. Da evidenziare – di fatto – la dinamica volumetrica registrata nel corso di queste due ultime settimane: i volumi hanno registrato massimi in diminuzione rispetto all’andamento (in crescita) dei prezzi.
Di “segno opposto” la view in caso di cedimento del suddetto supporto che – in mancanza di rimbalzo – comporterebbe un downside fino a raggiungere soglia 20.079,22 punti con pericolose implicazioni in chiave di breve termine.
Dal punto di vista algoritmico si sono concretizzate le prime divergenze positive sulla maggior parte dei più sensibili leading indicators : segnali di acquisto “robusti” non sono ancora presenti ma, qualora i prezzi si assestassero in un trading range circoscritto (pari a 380 punti circa) di brevissimo periodo, sono auspicabili prime inversioni (da neutral a buy). Lagging indicators ancora in territorio negativo (sell signal) ma ormai prossimi alla neutralità.
Alcuni titoli da monitorare
Per l’ottava in corso sono stati individuati alcuni sottostanti che presentano un potenziale sviluppo in ottica di brevissimo periodo. A2A (EUREX: 928195.EX - notizie) gravita attorno al supporto di area 1,549 €: un suo cedimento (accompagnato da un incremento di volumi) agevolerebbe un potenziale drop fino a 1,528 €. Scenario rialzista qualora i prezzi superassero 1,570 € con target a 1,587 €. Possibile incremento di volatilità sul titolo Brembo : in caso di avvicinamento alla resistenza posta a 11,56 € si concretizzerebbe un eventuale prosecuzione dei prezzi fino all’obiettivo di quota 11,75 €. Da porre particolare attenzione in caso di mancato supporto (a 11,33 €): i prezzi rivedrebbero un primo arresto a 11,15 €. Ottima reazione sul finire della settimana per Campari (Milano: CPR.MI - notizie) : qualora si superasse soglia 7,39 €, l’upside grafico corrispondente è individuato in prossimità di 7,635 €. Negativa la rottura a 7,21 € con obiettivo a 7,058 €. Delicata impostazione grafica per il titolo CNH Industrial : il mancato supporto di area 9,772 € innescherebbe la caduta dei corsi fino a 9,609 € (primo target ribassista di brevissimo termine) con potenziale ed ulteriore downside a 9,360 €. Scenario rialzista solo in caso di superamento della resistenza a 10,251 € con obiettivo in corrispondenza di quota 10,566 €.

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