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giovedì 27 settembre 2018

Ftse Mib: rimbalzo con buone prospettive? I titoli ben impostati

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gabriele Cortigiani, esperto ricercatore dei mercati e co-fondatore del sito www.prendoilcontrollo.com .
I mercati azionari continuano a mostrare una buona intonazione, basti pensare ai nuovi record storici segnati a Wall Street. Cosa si aspetta nel breve per le Borse?
Il superamento del massimo in area 2.875 da parte dell'SP500 è sicuramente da interpretare come un buonissimo segnale di forza, dal quale si può intuire che il quadro tecnico sul mercato americano è ancora molto positivo e ben intonato al rialzo.
Per avere una visione più ampia dei principali mercati finanziari è necessario delineare un quadro a doppia visione, tramite il quale confrontare la conformazione tecnica tra SP500, il principale indice di Wall Street, insieme al DAX, l’indice guida dell’area euro.
Confrontando il trend di medio lungo termine tra i due principali indici azionari possiamo notare che ci stiamo trovando in una situazione non lineare, in quanto l’andamento è divergente.
Non importa andare troppo indietro nel tempo, per avere un situazione chiara è sufficiente analizzare l’andamento dell’ultimo semestre. Infatti, guardando l’andamento grafico degli ultimi 6 mesi possiamo notare un trend fortemente rialzista sullo Standard & Poor 500 e un trend ribassista sul DAX.
Ritengo che la motivazione principale di questa divergenza sia legata a più fattori, come ad esempio l’enorme quantità di massa monetaria prodotta dalla FED negli anni passati che ha riportato l’economia americana a livelli eccellenti.
Purtroppo non possiamo dire la stessa cosa dell’Europa, che continua a viaggiare a velocità diverse dove, le situazioni politico-economiche degli Stati membri non sono per tutti uguali.
I mercati queste cose le sentono, le percepiscono, le subiscono e, conseguentemente, non possono far altro che dimostrarlo tramite i loro andamenti.
Tornando al quadro tecnico ritengo che il principale livello di breve-medio termine da tenere sotto osservazione sia rappresentato dal supporto dinamico che passa sull’SP500 e che si ottiene tracciando una trend line dai minimi di aprile, maggio e giugno di quest’anno.
Si tratta di un livello tecnico importante che se dovesse venir violato al ribasso potrebbe alimentare la spunta ribassista a Wall Street e, conseguentemente, si rischierebbe di subire un’altra forte discesa sui mercati europei, in primis a Piazza Affari.
Non mi attendo certamente un crollo come nel 2008, ma se il livello appena citato dovesse venir violato un forte ritracciamento sarebbe altamente probabile.
A Piazza Affari il Ftse Mib continua a recuperare terreno in attesa della nota di aggiornamento al Def in arrivo oggi. Quali le possibili reazioni del mercato?
A livello tecnico, dopo lo sfondamento dei 20.750 punti del future sul Ftse Mib  è andata sicuramente meglio del previsto, considerato che le quotazioni si sono fermate intorno area 20.000, nonostante i margini di discesa fossero più alti.
Adesso stiamo rimbalzando e la rottura della trend line ribassista di medio termine che si ottiene congiungendo i massimi di maggio con quelli di luglio offre un timidissimo segnale positivo.
Il mese di settembre, che si sta avviando verso la chiusura, è stato comunque un mese più che favorevole per Piazza Affari che ha mostrato una forza relativa superiore anche a Francoforte.
Adesso è fondamentale che le quotazioni non vadano nuovamente sotto la trend line appena citata, altrimenti si invaliderebbe il rimbalzo avuto fino ad oggi.
Nonostante la situazione su Piazza Affari non sia tra le migliori ci sono comunque alcuni titoli che stanno mostrando una buona impostazione tecnica, in particolar modo due.
Il primo è EPRICE, che a livello tecnico ha rotto al rialzo una conformazione particolare che in analisi tecnica si chiama triangolo, dal quale si può misurare un primo target di prezzo in area 2,20 euro.
Il secondo è AMPLIFON, che sta mostrando una forza relativa nettamente superiore al benchmark italiano e, oltre a questo, ha appena formalizzato un ottimo pullback dai massimi storici.
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Tra i bancari di Piazza Affari ce ne sono alcuni che più di altri presentano configurazioni grafiche interessanti? A quali consiglia di guardare ora?
Oltre a FINECOBANK, che sta mostrando la migliore intonazione di tutto il reparto, sfruttabile sicuramente nei momenti di debolezza, una buona conformazione a livello tecnico la sta mostrando UBI BANCA.
Il titolo, dopo la formazione del doppio minimo in area 3,12 euro per azione, ha superato il massimo precedente a 3,68 euro. Applicando quindi il principio base dell’analisi tecnica sul doppio minimo possiamo calcolare un target price in area 4,20 euro per azione.
Eventuali ritracciamenti, sopra i 3,68 euro potrebbero quindi rappresentare buone opportunità per un’operatività di breve periodo in ottica mordi e fuggi.
Saipem continua a segnare nuovi massimi dell'anno e qualche segnale di risveglio si è avuto anche da parte di Tenaris. Qual è la sua view su questi due titoli?
Tra i due titoli oil da lei indicati preferisco sicuramente SAIPEM che, a differenza di TENARIS, ha un margine maggiore in termini di rischio/beneficio. Su Tenaris dobbiamo considerare l’area situata a 16,17 euro, che potrebbe fungere da ostacolo alla risalita dei prezzi.
Dal mio punto di vista eventuali pullback su SAIPEM possono essere interpretati come segnali propedeutici per un’eventuale entrata “buy”, senza scordarsi che, anche in questo caso, dobbiamo fare i conti con area 5,52 euro se le quotazioni dovessero continuare a salire.
Quindi, per concludere, su entrambi i titoli dobbiamo necessariamente considerare ai fini operativi questi livelli che, come ho appena detto, rischiano di fungere da resistenza al trend di medio-breve termine che si è ben sviluppato fino ad oggi.
A livello intermarket ci sono degli aspetti che vuole segnalarci in particolare? Cosa tenere d'occhio in particolare ora?
I rendimenti pressoché inesistenti sul fronte obbligazionario fanno spostare  l’attenzione degli investitori e dei risparmiatori verso asset class risk-on, ma dobbiamo considerare che i mercati dell’equity, specialmente quelli americani, si stanno trovando sui massimi storici. Più passa il tempo e più i rischi di un fisiologico ritracciamento si fanno concreti.
In ottica di diversificazione del portafoglio è sempre bene guardare a fondi indicizzati a replica passiva, come gli ETF, che hanno bassi costi e, conseguentemente, in ottica di costruzione del proprio capitale futuro possono rappresentare una scelta vincente.
Dal mio punto di vista ci stiamo trovando in un buon momento per iniziare dei piani di accumulo con ottica di investimento superiore a 10 anni, in modo da poter eliminare l’aspetto del timing operativo e diversificare le entrate con acquisti frazionati.
Entrare “all-in” con l’interno capitale, in questo momento storico fa assumere siuramente un rischio un più rispetto a qualche anno fa e mi sto riferendo a tutte le principali classi d’investimento, almeno che non si vada a costruire un portafoglio ben diversificato con strumenti finanziari a correlazione inversa tra loro.

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