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venerdì 14 settembre 2018

EUR/USD: i broker cambiano idea. Puntare sulla moneta unica ora?


Anche quest'ultima seduta della settimana viene vissuta in progresso dall'euro-dollaro che, pur avendo già ritracciato dai massimi intraday, si mantiene in territorio positivo appena sopra la soglia di 1,17. 
Il cross si spinge in avanti per la quinta seduta consecutiva e si sta approssimando ai recenti massimi di periodo segnati sul finire di agosto a ridosso di area 1,173.

Nelle ultime ore l'ascesa della moneta unica nei confronti del biglietto verde è stata favorita dalle indicazioni neutrali arrivate ieri dalla BCE che di fatto non ha annunciato alcuna novità di rilievo, confermando quanto già comunicato al mercato in precedenza. In sintesi i tassi di interesse rimarranno invariati almeno fino all'estate prossima, mentre a partire da ottobre il piano di quantitative easing proseguirà al ritmo di 15 miliardi di euro menisili fino a dicembre per poi concludersi.


Una spinta all'euro è stata data anche dalle decisioni della Banca Centrale turca che ha alzato i tassi di interesse e tanto è bastato per allentare le tensioni degli investitori sull'impatto che la crisi della Turchia possa avere sulle banche europee. 
Come se non bastasse, gli acquisti sulla moneta unica sono favoriti dal deludente dato sull'inflazione Usa diffuso ieri, con particolare riferimento alla componente "core", salita meno del previsto ad agosto, con un rialzo dello 0,1% rispetto allo 0,2% messo in conto dagli analisti.


Tanto è bastato per indebolire in maniera sensibile il dollaro, n attesa di un'altra batteria di dati macro in arrivo oggi. Gli analisti di Unicredit credono che gli aggiornamenti odierni previsti negli Stati Uniti difficilmente saranno abbastanza forti da invertire o porre un freno al rialzo dell'euro-dollaro.

A loro dire per assistere ad un calo rilevante della moneta unica si dovrebbe registrare un netto deterioramento del quadro globale e dell'Eurozona. 
A guardare con fiducia alle prospettive di breve dell'euro sono anche gli strategist di Commerzbank che di fatto notano come il cambio abbia reagito positivamente bene alle indicazioni della BCE, per quanto le stesse fossero già note.


Secondo gli esperti il mercato non vuole escludere la possibilità di un rally dell'euro-dollaro, considerando che l'appiattimento della curva dei rendimenti Usa suggerisce che il potenziale di apprezzamento del biglietto verde sia ormai limitato. 
Una view che trova d'accordo gli analisti di Columbia Threadneedle Investments, i quali ritengono che l'attuale forza del dollaro non sia sostenibile, malgrado la solidità della crescita economica Usa sia stata sorprendente e abbia fornito un rilevante supporto alle quotazioni della divisa statunitense.


A detta degli esperti la forma della curva dei tassi e il rapido mutamento degli spread di rendimento suggeriscono un indebolimento del dollaro. Quest'ultimo sarà alimentato anche dal deterioramento degli equilibri fiscali ed esterni agli Stati Uniti, come suggerito da Societè Generale che si aspetta ulteriori recuperi dell'euro-dollaro nel breve.

Il broker francese indica un target per il cross a quota 1,20 per fine anno, segnalando che il rafforzamento dell'economia europea aiuterà il recupero della moneta unica, su cui peseranno comunque le incertezze sull'Italia. 
L'ottimismo di Societè Generale sull'euro non è circoscritto solo al 2018, visto che gli analisti si aspettano ulteriori salite l'anno prossimo, con un target potenziale a 1,25 alla fine del primo trimestre del 2019, per poi raggiungere la soglia di 1,30 a metà anno.


Quest'ultimo obiettivo è indicato come il favore fondamentale del cambio euro-dollaro e per gli analisti si tratta di un target raggiungibile grazie alla normalizzazione della politica monetaria della BCE. 
Gli analisti di Societè Generale avvertono però che questo processo potrebbe essere più lento di quanto si pensi, evidenziando che l'euro-dollaro si trova sui livelli attuali perchè il biglietto verde è sopravvalutato, ma ciò potrebbe non essere prezzato dal mercato fino a quando l'economia americana non rallenterà in maniera decisa.
Fonte: News Trend Online

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