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giovedì 6 settembre 2018

Conte mette in dubbio la nazionalizzazione e Atlantia risorge


Piazza Affari si indebolisce sul finale (-0,14% alle 17) nonostante le rassicurazioni che arrivano dal fronte politico sulla prossima presentazione del bilancio a Bruxelles.

Le prospettive sul Bilancio

Questa mattina si è tenuto a Palazzo Chigi un nuovo vertice sulla manovra con Conte, Tria, Di Maio, Salvini e Giorgetti, per confermare non solo i toni maggiormente concilianti che vorrebbero, alla fine dei conti, una manovra che non vada oltre il 2% di deficit/Pil ma anche le cifre.

Sul tavolo ci sarebbe un range tra i 25 e 30 miliardi. Intanto sul Ftse Mib scoppia, in positivo, un nuovo caso Atlantia, al primo posto fra i best performer della giornata.
Dalle stalle alle stelle: questo in estrema sintesi, il cammino di Atlantia che ha iniziato a correre immediatamente dopo le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte secondo cui la nazionalizzazione non è l'unica risposta alla tragedia del crollo del ponte Morandi a Geova.
Sono bastate queste parole per spingere il titolo a toccare, alle 16.20 il +5,46% di vantaggio a 18,18 euro. Una corsa che però non è sufficiente per colmare il gap iniziato il 14 agosto con il crollo del viadotto e che ha portato Atlantia a perdere in totale il 28%.

Non mettere in pericolo lo Stato

L'intenzione del Premier, secondo quanto da lui stesso dichiarato, sarebbe quella di non “ esporre lo Stato a inutili rischi legali”, una volontà che permetterebbe perciò di prendere in considerazione anche soluzioni alternative alla nazionalizzazione, tra queste anche la possibilità di indire una nuova gara.
A questo punto si delineano due linee guida per i destini della vicenda: M5S e Danilo Toninelli, ministro delle infrastrutture, puntano ad una revoca della concessione ad Aspi (Autostrade per l'Italia), preferendo poi una ricostruzione affidata ad ente pubblico, opzione che rischierebbe però di creare una lunga diatriba giudiziaria tra le parti, allungando i tempi della ricostruzione e creando ancora maggiore incertezza sui mercati.

Dall'altro lato, invece, il sottosegretario, Giancarlo Giorgetti della Lega preferirebbe creare una via di fuga più breve: una deroga al Codice degli appalti e lasciare tutto in mano ad Aspi portando avanti parallelamente la procedura di revoca. Intanto è stato confermato l'elenco dei primi 20 nominativi iscritti nell'elenco degli indagati per il crollo, con ipotesi di reato che includono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti mentre per quanto riguarda le due società invece si parla di omicidio colposo plurimo aggravato dal mancato rispetto della normativa anti infortunistica.
Fonte: News Trend Online

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