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venerdì 28 settembre 2018

Borse: ancora alla larga. Attendere segnali più chiari dall'euro

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui.
Il dollaro è tornato a dominare la scena, guadagnando terreno tanto nei confronti dell'euro quanto dello yen. Cosa  si aspetta per questi due cross nel breve?
L'euro-dollaro si conferma decisamente preciso e ci sta fornendo dei riferimenti di grande interesse. Sul grafico si può notare una chiara figura di congestione con evidenti livelli di supporti e resistenza e questo triangolo è stato rotto nelle ultime ore.
E' stata così interrotta la fase di sostanziale lateralità durata da agosto in poi e stiamo assistendo allo sviluppo di una forte movimento direzionale. Quest'ultimo è da ricondurre principalmente alle indicazioni arrivate dal fronte politico italiano e visto che il nostro è un Paese portante dell'area, l'eventuale cattivo andamento dello stesso indebolisce anche la moneta unica.
Il consueto abbinamento dollaro-Borse in questo momento viene meno per la straordinarietà dell'evento italiano.
A livello di stretto trading si conferma per l'euro-dollaro la rottura di un supporto molto forte quale quello di area 1,17 e la partenza di una fase short di lungo termine con la possibilità di assistere ad una caduta persino fino alla soglia di 1,14.
Perfetto il sincronismo tra euro-dollaro e dollaro-yen, con il primo in calo e il secondo in rialzo, dopo un periodo in cui invece hanno viaggiato parallelamente in maniera poco efficiente.
Per il dollaro-yen la potenziale figura correttiva disegnata sul grafico è stata negata dalla rottura del doppio massimo in area 113, superata nelle ultime ore. Ora il dollaro-yen è tecnicamente long e con la rottura di area 113 ci sarà spazio al rialzo fino alla soglia dei 115,50. 
L'oro si è nuovamente indebolito scendendo al di sotto dei 1.200 dollari. La discesa in atto è destinata a proseguire nel breve?
L'oro a mio avviso rimane in una dinamica di trading range poco significativa, sia al rialzo che al ribasso. Il vero livello che mi farebbe cambiare idea sulla lateralizzazione del gold sarebbe a 1.215 dollari l'oncia, da riconquistare in chiusura settimanale. A quel punto l'oro romperebbe una resistenza dinamica che credo vedono in tanti e lì dovrebbe partire una nuova fase di accumulazione.
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Fino a quando ciò non avverrà, non vedo un gold pericoloso al rialzo, ma non vedo neanche il motivo per accumularlo adesso, per cui l'oro mi sembra quasi confinato in una logica tutto sommato di neutralità.
In caso di superamento dei 1.215 dollari bisognerà avere il coraggio di iniziare a pensare ad un movimento di ricopertura molto forte, addirittura nell'ordine anche di 100 dollari l'oncia, con target quindi a 1.315 dollari.
Il petrolio è tornato a guadagnare terreno, spingendosi poco oltre i 72 dollari al barile. Quali le sue previsioni per le prossime sedute?
In uno dei precedenti interventi avevamo parlato della necessità per il petrolio di spingere un po' più al rialzo per non interrompere quella dinamica virtuosa di massimi e minimi crescenti. In effetti sembra che ci stia provando, anche se l'oro nero ha bisogno ancora di forza: tecnicamente è in una dinamica di uptrend con un supporto dinamico di breve che ora transita in area 69,5 dollari.
Fino a quando il petrolio si manterrà al di sopra di tale soglia è sempre long, ma attenzione perchè non è questo il massimo che ci aspettiamo per definire il trend ancora in atto.
Per salvare questo trend il petrolio dovrà raggiungere almeno i 75,5/76 dollari, altrimenti rischia di invertire una tendenza rialzista di lungo termine.
Non sottovaluterei in questo caso quello che sta facendo il petrolio, magari non tanto per un'operatività di breve, quando per valutare se il trend rialzista che lo ha caratterizzato negli ultimi mesi sta incontrando un ostacolo difficile da superare.
In sintesi il petrolio deve superare il precedente massimo a 73,7 dollari se vuole mantenere inalterato il concetto di massimi e minimi crescenti, altrimenti potrebbe essere finito il rialzo anche per diversi mesi.
Alla luce di quanto detto fino ad ora quali indicazioni ci può fornire per le Borse?
Se la debolezza che stiamo misurando sull'euro si rivelerà estemporanea, potrebbe impattare sui mercati europei, con una fase negativa iniziale che stiamo già scontando in queste ore. Dopo la prima reazione emotiva, il rafforzamento del dollaro che appare evidente potrebbe tornare a fare da motrice per un eventuale rimbalzo dei mercati azionari.
In questo momento sconsigliamo di investire sulle Borse vista la fase risk-off in atto, in attesa di avere segnali più chiari dalla moneta unica. Bisognerà capire ora se la variabile di discesa dell'euro-dollaro è estemporanea e legata alla vicenda italiana o se invece diventerà una variabile strutturale. In quest'ultimo caso avremo uno scenario risk-on per le Borse che rimbalzeranno nel momento in cui andranno ad impattare dei supporti.
Intanto i mercati azionari non scendono per un contesto intermarket, ma perchè in questo momento c'è un timore di fondo, come evidenziato anche dall'andamento tonico del Bund, che favorisce una fuga dal rischio.

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