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lunedì 17 settembre 2018

Bond oggi: sulle valute emergenti movimenti forti


I motivi che determinano l’estrema instabilità delle divise emergenti sono tanti, sia interni sia internazionali, e portano a una totale indecisione se i livelli raggiunti possano costituire – come in alcuni casi l’analisi grafica lascerebbe presupporre – dei reali punti di inversione.
I dubbi sono parecchi e ciò si traduce in minori scambi cui sono soggetti i bond espressi in tali divise. 
Real brasiliano: dal 6 agosto, dopo aver testato la media mobile a 100 sedute, è iniziata una fase di nuova debolezza in aggiunta a quella strutturale di lungo periodo, confermata in maniera ancor più evidente da un’analisi su periodicità settimanale.

Un fenomeno di parallelismo, anzi di quasi sovrapposizione, su base appunto “weekly”, delle medie mobili a 100 e a 200 sedute, testimonia come la fase ribassista non abbia mai dato spazio a tentativi di inversione. L’unica speranza è che sui 4,85, dove da due settimane si colloca il Brl, si stia identificando un supporto sull’euro.
Le prossime elezioni politiche del 7 ottobre e la confusione fin qui vista sono certamente all’origine di un movimento violento. Un segnale di forza si identificherebbe, per l’operatività obbligazionaria, solo con il ritorno nell’area dei 4,30.
Rublo: il mini rialzo dei tassi dal 7,25 al 7,5% non ha portato che a un micro apprezzamento della valuta russa sull’euro.

Il regresso sopra l’area degli 80, già testata nel 2016, con un successivo forte rimbalzo sull’euro fino all’area dei 60, costituisce un preciso riferimento grafico nell’attuale situazione, sebbene allora il movimento fosse stato molto più rapido. Sono possibili nuove oscillazioni, con la zona fra gli 80 e gli 85 come punto di arrivo, ma la poca convinzione con cui la Banca centrale è intervenuta lascia intendere che la debolezza del rublo viene vista a Mosca più come un’occasione che come un problema.

Un segnale di forza scatterebbe solo sotto i 70.
Lira turca: il peggio è passato? Troppo presto per dirlo ma la decisa ripresa contro l’euro con il ritorno sui 7,20/7,15, contro il minimo a 8,23 di metà agosto, l’ha fatto sperare, innescando però vendite dagli obbligazionisti più audaci, quelli entrati appunto sugli eccessi di debolezza.
La media mobile a 100 sedute è ancora lontana, con un divario nettissimo: si colloca a 5,96 contro le quotazioni di avvio della settimana in corso a 7,17. Data la complessità del quadro generale solo il raggiungimento del valore di tale indicatore costituirebbe – almeno attualmente – una prima protezione contro la volatilità fuori limite degli ultimi due mesi.
Rand sudafricano: dopo aver toccato i 18,12 contro euro è partito un buon movimento di rafforzamento sull’euro, non tale da riavvicinare la divisa faro del Continente nero alle medie mobili più lunghe.

Il fatto però che lo scatto negativo sia stato concentrato nel mese di agosto, in coincidenza con il crollo della lira turca, fa sperare che si sia trattato di una fase transitoria, sebbene intensa nell’oscillazione. Anche in questo caso un segnale di stabilizzazione verrebbe da un rientro su valori molto lontani dagli attuali (17,38 l’apertura della seduta in corso) e più precisamente sotto i 16. 
Fonte: News Trend Online

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