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giovedì 27 settembre 2018

Bond oggi: salgono i rendimenti in Aud, con i top al 4%


Ieri abbiamo promesso di analizzare – dopo una prima verifica del quadro valutario e della convenienza a puntare sul mondo australiano – i migliori bond espressi appunto in Aud, cioè nel dollaro australe. Occorre però spiegare la situazione abbastanza articolata del relativo comparto obbligazionario, così composto:
  • Su Borsa Italiana sono quotati 14 titoli riferiti a Bei, World Bank ed emittenti bancari italiani, di cui tre zero coupon, non tutti sufficientemente liquidi.
  • Su Tlx sono presenti 14 governativi australiani, mediamente cari e con rendimenti dall’1,9% al 3,1% (l’aumento degli yield si riferisce a durate residue notevoli).
  • Sul mercato “Otc” l’offerta è nettamente maggiore e si attiene anche a tassi variabili bancari e a corporate del Paese, con una gamma di yield più ampia ma non di tanto.

I tre leader sul Mot attorno al 4%

La selezione dei bond presenti su Borsa Italiana porta a un rendimento medio del 3,4%, con tre titoli a tasso fisso e basso lotto minimo, tutti di Banca Imi e quindi soggetti ad aliquota fiscale 26%, che riescono a garantire attorno al 4%, evidenziando una liquidità comunque non sempre rilevante.
  • Al primo posto si colloca il Banca Imi 4,3% scadenza 8/9/2020 (Isin IT0005045221), con il 4,1% di yield e una volatilità più alta rispetto agli altri.

    Il calo delle quotazioni negli ultimi tempi è stato progressivo (ieri a 100,36 Aud) e i contratti quotidiani sono regolari ma medi.
  • Al secondo posto un altro Banca Imi, il 4,35% scadenza 26/6/2021 (Isin XS1251080831), con il 3,95% di yield e una volatilità media bassa. Dai 103 Aud del 20 agosto è sceso ai 101 di ieri ma gli scambi sono limitati.
  • Infine un altro Imi, il 4,2% scadenza 17/6/2019 (Isin IT0005026825), con il 3,87% di yield e una volatilità ridotta.

    Quota a 100,2 Aud, prezzo attorno al quale si muove da mesi con una liquidità media. E’ quello con il minore numero di scambi quotidiani.

Puntando sull’AAA la selezione è limitata

Se la scelta è di coniugare le potenzialità di extrarendimento da rafforzamento nel tempo del dollaro australiano con la solidità dell’emittente governativo (rating tripla A), le opzioni sono numerose sulla carta ma modeste nei fatti, poiché la maggior parte degli Australia quota nettamente sopra la pari.

Fra i tanti presenti a Tlx l’unico sotto 100 è il 2,75% scadenza giugno 2035 (Isin AU000XCLWAM0), dalla liquidità elevata ma dalla “duration” penalizzante di 13,3, considerando che la Banca Centrale di Canberra è piuttosto dinamica nell’adeguamento dei tassi alle condizioni dell’economia, con possibili rialzi già nel breve/medio termine.
Quota tuttavia sui 96,8 Aud, con scambi rilevanti e un rendimento lordo del 3% (in questo caso soggetto ad aliquota 12,5%). Con basso lotto minimo a 1.000 Aud e una volatilità non trascurabile, si adatta a eventuali piani di acquisto nel tempo, strategia redditizia per il dollaro australiano, valuta dai trend di medio termine bene identificabili e con fluttuazioni adatte a chi fa un trading non troppo esasperato. 
Fonte: News Trend Online

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