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martedì 4 settembre 2018

Bond oggi: l’Astaldi 7,25% precipita. Troppe brutte notizie!


Quasi ogni giorno la domanda è comune agli esperti di bond: “E con l’Astaldi che si fa? Si compra?”: Risposta quasi unanime, che in realtà è un interrogativo: “Con quel taglio 100.000?”. Come a dire prudenza si impone. Nelle ultime sedute e ancor più ieri è arrivata una brutta risposta a chi si è collocato su un’emissione che piace per la sua cedola certamente elevata al 7,125% su scadenza 1/12/2020 (Isin XS1000393899), crollata a 56,7 euro (-6,95%) a Tlx, sebbene sia rimasta liquida per tutta la seduta, con spread denaro/lettera contenuti.

Gli scambi sono stati rilevanti, considerando il lotto 100.000, ma all’insegna del profondo rosso. Il rendimento a scadenza è così salito oltre il 30%.

I perché di una situazione complessa

Il trend negativo ha colpito anche l’azione, anzi ha continuato a colpire, perché la fase ribassista prosegue imperterrita da maggio, con un’accentuazione nelle ultime sedute.
Venerdì si è aggiunto l’effetto del downgrade da parte di Equita Sim, preoccupata per i tempi sempre più lunghi relativi al tanto atteso aumento di capitale da 300 milioni di euro, previsto inizialmente per settembre. Adesso si parla di incertezze, sebbene sia possibile la formalizzazione di un piano di rilancio con le banche creditrici nel corso delle prossime due settimane.

C’è però il problema della vendita del terzo ponte sul Bosforo in Turchia, conseguenza di tutte le perplessità derivate dal crollo della lira turca, tali da ostacolare l’operazione, con impatti sulla ricapitalizzazione. Un quadro quindi articolato, con una congiuntura di vicende negative, ampiamente evidenziate anche dalla stampa generalista. 

Una situazione che si ripete

Torniamo al bond 7,125%.
L’atterraggio avviene sullo stesso livello a cui era sceso nello scorso mese di novembre. Allora si ebbe un minimo a 62 euro e ieri si è approdati a 60,8, mentre venerdì il titolo ha anche toccato i 60. A fine 2017 si registrò un immediato rimbalzo: in otto sedute tornò sugli 80 e in seguito è iniziata una fase di ampia lateralità, con massimi oltre 90.

Il grafico si caratterizza inevitabilmente per molti “gap” d’apertura, conseguenza di un bond a taglio 100.000, con tutte le conseguenze che ciò comporta in termini di minore liquidità sul “book”. Se l’emittente avesse optato per la soluzione 10.000 o 1.000, il quadro sarebbe stato completamente diverso ma oggi forse molti più investitori si angustierebbero.
Da notare infine che gli indicatori tecnici segnalavano da varie sedute l’avvio di una fase ribassista ma forse pochi se ne sono accorti. Impossibile prevedere quali saranno le evoluzioni, sebbene sia ipotizzabile che nelle prossime due settimane arriveranno notizie più positive. Non tutto quindi è perso.

Infine un consiglio scontato: seguire – se si è investiti sul bond – l’andamento dell’azione, che potrebbe anticipare eventuali rimbalzi. 
Fonte: News Trend Online

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