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martedì 11 settembre 2018

Bond oggi: Astaldi e Tesla, quando bisognava vedere il “sell”


Due brutte storie che stanno facendo tremare gli obbligazionisti italiani, quelle di Astaldi e Tesla, quest’ultima società naturalmente Usa il cui bond è quotato su Tlx. Ieri hanno confermato il prevalere dei “sell”, con l’Astaldi (Isin XS1000393899) a 45,3 euro e il Tesla (Isin USU8810LAA18) a 84 $, in un trend negativo che prosegue da tempo.
Delle relative storie non vogliamo dire nulla perché abbiamo già scritto in passato. Più interessante invece effettuare un “backtest” per capire quali segnali ci siano stati nei mesi e nelle settimane scorse per individuare il momento di vendere, esercizio utile per il futuro.

Una regola sempre valida

Pochi investitori lo seguono ma quando un’obbligazione emessa a 100 scende sotto quota 90, per motivi non correlati a valute di denominazione o a pressioni ribassiste dovute a forti rialzi dei tassi, scatta un pesante segnale di allerta.

Ciò vale ancor più nel caso della caduta sotto 80. Da tempo ormai l’Astaldi ha rotto entrambi i livelli e proprio in coincidenza con gli 80 è passato sul rosso il SuperTrend, indicatore abbastanza preciso non solo per le azioni ma anche per i bond. Ciò è avvenuto più precisamente a 79,4, quindi proprio in coincidenza con quota 80.
Poco utile l’utilizzo invece delle Bande di Bollinger, che in un titolo ad alto taglio (100.000 euro) non sono sufficientemente rivelatrici, poiché gli scambi comportano frequenti “gap” e quindi una certa lentezza di riadeguamento. Anche le più semplici medie mobili – disponibili sul grafico interattivo delle singole schede del sito di Borsa Italiana e Tlx – non sono riuscite in tempo a evidenziare l’avvio di una profonda fase ribassista.

E’ vero che a novembre dello scorso anno l’Astaldi era piombato su livelli raggiunti di nuovo negli ultimi giorni. Allora si era registrato un veloce rimbalzo. Questa volta non è successo. Utile infine la verifica in contemporanea del trend dell’azione Astaldi, in deciso “sell” dall’autunno dello scorso anno.

Il metodo trova conferma

E il Tesla invece cosa insegna? Esattamente lo stesso.
Sotto i 90 è iniziata una fase depressiva accentuatasi negli ultimi giorni. E' vero che più volte da sotto 90 il titolo è rimbalzato un po’ sopra tale valore ma con vari indicatori sempre sul negativo. A cominciare dalle medie mobili lente e veloci, ribassiste soprattutto da agosto.

Preciso anche il SuperTrend, che dal 17 agosto è andato in rosso, fornendo un’inequivocabile avvisaglia di vendita, confermata da un’accelerazione nei giorni successivi. E l’azione Tesla? Pesantemente in “downside” dal 7 agosto. 

Ma allora non si fa più trading?

La domanda a questo punto è inevitabile.
Se sotto 90 e ancor più sotto 80 si deve vendere – ponendo una specie di stop loss automatico – una parte delle operazioni di trading non si realizzerebbe. In realtà il suggerimento vale per gli investitori e non per i trader, che devono seguire altre indicazioni. Per i primi invece – di gran lunga maggioritari nei casi Astaldi e Tesla – va vista come una regola cui obbedire con fermezza.

Meglio perdere il 10% piuttosto che il 50% o tutto! E’ evidente ma tanti non vogliono intervenire nella speranza che improvvisamente avvenga il miracolo. Talvolta accade, sebbene l’esperienza dimostri che in qualche caso la mano protettrice non si manifesta. 
Fonte: News Trend Online

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