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martedì 4 settembre 2018

Analisi fondamentale settimanale sui prezzi dell’oro

Questa settimana, l’attenzione sarà rivolta ancora una volta alla relazione tra l’oro e il dollaro statunitense. L’oro potrebbe subire una prolungata pressione delle vendite se il dollaro dovesse trovare sostegno dalle dispute commerciali o dalla solidità dei dati economici statunitensi. Le altre notizie, i dati dell’U.S. Commodity Futures Trading Commission (CFTC) di venerdì, indicavano che nella settimana fino al 28 agosto e per la prima volta dopo più di un mese, gli hedge fund e i gestori finanziari hanno ridotto le loro posizioni short nette sui contratti COMEX gold.
I future sull’oro hanno aperto la scorsa settimana al rialzo, esprimendo poi debolezza in chiusura di quest’ultima, in quanto il dollaro USA ha riacquistato valore come bene rifugio a causa delle rinnovate preoccupazioni sulle dispute commerciali a livello globale. Non solo il metallo prezioso ha chiuso al ribasso la settimana, ma ha anche registrato il suo quinto mese consecutivo con il segno meno, chiudendo il mese d’agosto intorno al -1,6% ed ora, dall’inizio dell’anno, registra un calo superiore al 7%.
La scorsa settimana, il Comex Gold di dicembre si è attestato a 1.206,70$, perdendo 6,60$ con un -0.54%.
All’inizio della settimana l’oro è stato sostenuto dall’annunciato di un nuovo accordo commerciale tra gli Stati Uniti e il Messico. Questa notizia ha indebolito il dollaro come bene rifugio ed ha fatto aumentare la domanda estera di oro, asset valuato in dollari.
Mentre la solidità dei dati economici degli Stati Uniti hanno contribuito a far scendere i prezzi dell’oro, la stima preliminare del PIL del terzo trimestre ha superato le aspettative ed ha aumentando le possibilità di un rialzo dei tassi, da parte della Fed, nei mesi di settembre e dicembre.
In chiusura di settimana, il fallimento su un accordo commerciale tra Stati Uniti e Canada ha contribuito alla debolezza dell’oro, anche se mercoledì prossimo ci sarà un ritorno al tavolo delle trattative.
Forse il fattore decisivo che ha spinto verso il basso i prezzi dell’oro in chiusura della scorsa settimana è stato il timore di un’escalation della guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti, dopo le nuove minacce da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Le altre notizie, i dati dell’U.S. Commodity Futures Trading Commission (CFTC) di venerdì, indicavano che nella settimana fino al 28 agosto e per la prima volta dopo più di un mese, gli hedge fund e i gestori finanziari hanno ridotto le loro posizioni short nette sui contratti COMEX gold.
Potrebbe essere il primo segnale di un possibile minimo dell’oro, ovviamente tutti sapevano che il numero delle posizioni short sarebbero diminuite data l’azione dei prezzi. Per trasformare il trend dell’oro in rialzista, gli hedge fund e i gestori finanziari dovranno mutare le loro posizioni in posizioni long nette.
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Previsioni
Questa settimana, l’attenzione sarà rivolta ancora una volta alla relazione tra l’oro e il dollaro statunitense. L’oro potrebbe subire una prolungata pressione delle vendite se il dollaro dovesse trovare sostegno dalle dispute commerciali o dalla solidità dei dati economici statunitensi.
Secondo Bloomberg, il presidente Trump è pronto ad accendere ulteriormente la disputa commerciale con la Cina, dichiarando ai suoi assistenti che è pronto ad imporre dazi su oltre 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi subito dopo il periodo di discussione pubblica sul programma che terminerà la prossima settimana.
I trader avranno anche l’opportunità di valutare a una serie di report economici statunitensi che potrebbero influenzare le decisioni sui futuri aumenti dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
Martedì, gli Stati Uniti renderanno noto l’ISM Manufacturing PMI, si prevede un valore di 57,6, leggermente al disotto del precedente 58,1.
Giovedì sarà reso noto il report di ADP sui cambiamenti occupazionali dei settori non agricoli. Si stima che il settore privato ad agosto sia cresciuto di 188.000 posti di lavoro, dato leggermente in calo rispetto all’aumento di 219.000 di luglio. Per l’ISM Non-Manufacturing PMI si prevede un valore di 57, in crescita dal 55,7.
Venerdì saranno pubblicati i dati sui salariati del settore non agricolo, uno dei report più importante negli Stati Uniti, si stima che l’economia abbia creato 191.000 nuovi posti di lavoro nel mese di agosto, mentre il dato precedente indicava un aumento di 157.000 unità. Il tasso di disoccupazione dovrebbe mantenersi stabile al 3,9%. La paga media oraria, un indicatore chiave dell’inflazione, dovrebbe riportare un aumento dello 0,3%, stesso aumento del mese scorso.
This article was originally posted on FX Empire

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